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Classic art

Gustav Mahler Jugendorchester

In concerto a Pordenone con una star del concertismo mondiale
26591
Pordenone

03/09 e fino al 04/09
20.45
4
Pordenone
via Martelli 2
Pordenone

Pordenone capitale della grande musica del nostro tempo grazie al progetto di residenza della Gustav Mahler Jugendorchester (GMJO), che rinnova con il Teatro Verdi di Pordenone una forte sinergia: nel cuore dell’estate, infatti, la GMJO è stata ospite del Verdi per allestire il tour che farà tappa in tutta Europa e che si concluderà a Pordenone con due spettacolari concerti in programma lunedì 3 e martedì 4 settembre.  

Fondata a Vienna per iniziativa di Claudio Abbado, la GMJO opera sotto il patrocinio del Consiglio d’Europa: l’eccezionale livello artistico degli orchestrali la rende la compagine giovanile più famosa al mondo. Al Teatro Verdi di Pordenone sarà diretta da Lorenzo Viotti, definitivamente entrato nell’Olimpo delle migliori bacchette internazionali. In programma, oltre a pagine di Verdi e Wagner, due sinfonie celeberrime, la “Patetica” di Čajkovskij e la Quinta di Mahler, e i concerti per violoncello e orchestra di Shostakovich e Dvorák: solista una star del concertismo mondiale, Gautier Capuçon.

 

Pordenone e il suo Teatro con rinnovata energia si confermano centro di riferimento del circuito europeo di musica classica e sinfonica, grazie a un progetto di respiro internazionale che posiziona la città al fianco delle grandi capitali musicali europee. 

Il progetto di residenza artistica della GMJO coinvolge una delle più significative compagini sinfoniche europee, se non mondiali: centocinquanta musicisti giovanissimi di vari Paesi europei vivranno in Italia un’esperienza speciale e ci guideranno a scoprire la musica nelle mille sfaccettature che può offrire. Valore aggiunto sarà l’esibizione di Gautier Capuçon come violoncello solista, star di popolarità mondiale; mentre il Maestro Lorenzo Viotti, entrato nell’Olimpo delle migliori bacchette internazionali, diventa direttore musicale della Gustav Mahler Jugendorchester per un tour che dall’Italia approderà anche al Festival di Salisburgo, alla Elbphilharmonie di Amburgo, alla Semperoper di Dresda.

Nei concerti di Pordenone, lunedì 3 e martedì 4 settembre, saranno eseguite due sinfonie celeberrime, la “Patetica” di Čajkovskij e la Quinta di Mahler, e i concerti per violoncello e orchestra di Shostakovich e Dvorák: solista una star del concertismo mondiale, Gautier Capuçon. Passione: Wagner, Šostakovič, Čajkovskij. Una parola chiave unisce i tre capolavori in programma nel concerto di lunedì 3 settembre, reso speciale dal violoncello di Gautier Capuçon. L’idea di accostare in un unico momento sinfonico l’inizio e il finale del Tristano e Isotta è dello stesso Wagner: un crescendo febbrile che esprime il senso di tutta l’opera narra una passione totale. Considerato l’ultimo “compositore classico” del Novecento, Šostakovič nel Concerto per violoncello n.1 presenta una pagina serena, dove “tutto profuma di rinascita”. Dedicato e ispirato a un violoncellista di assoluta grandezza (Rostropovich), il concerto è qui affidato a un interprete altrettanto importante: Gautier Capuçon è oggi considerato uno dei musicisti più emblematici della sua generazione. Finale potente con la Sinfonia n. 6 “Patetica”, capolavoro sinfonico tra i più noti e ammirati del repertorio, ritenuta da Čajkovskij “la migliore e la più compiuta” delle sue opere.  

Martedì 4 settembre ecco in programma Verdi, Dvořák, Mahler. La Gustav Mahler Jugendorchester, diretta anche in questa occasione dalla bacchetta di Lorenzo Viotti, si confronta con tre pagine immortali della letteratura sinfonica. Il tema iniziale de La Forza del Destino di Giuseppe Verdi, lirico e drammatico, imprime un carattere potente all’intero programma del concerto. Alla celebre pagina verdiana fanno seguito altre due opere di grande intensità, a cominciare dal Concerto di violoncello di Dvořák: composto negli anni del soggiorno americano del compositore boemo, è considerato il suo testamento spirituale, oltre che un felice esempio di armonia tra struttura classica e folklore popolare. Con la Sinfonia n.5 di Mahler infine mutano le coordinate di spazio e tempo e la musica si apre a nuovi, immensi orizzonti. Un preludio al Novecento che celebra il trionfo dell’uomo sul dolore e sulla morte e che meglio di altri esprime il senso di un profondo distacco dal mondo.