Utilizziamo i cookie per offrirti la miglior esperienza possibile sul nostro sito Web.
Quando utilizzi il nostro sito Web, accetti che vengano trasmessi cookie sul tuo dispositivo. Ulteriori informazioni
Discovery

Messa dello Spadone

messaspadone.jpg
Cividale del Friuli

06/01/15

Il 6 gennaio giorno dell'Epifania cristiana, nel duomo di Cividale del Friuli viene celebrata la Messa dello Spadone. (E' possibile entrare in duomo fino alle ore 10.15).

La solenne liturgia segue, dal 1366, un preciso protocollo: inizia con l'ingresso del clero in corteo, aperto da un giovane chierico che porta una croce; seguono i canonici, il diacono, il celebrante con a fianco il maestro delle cerimonie; il corteo è chiuso dagli altri chierici.

Durante il rito il diacono indossa un elmo piumato, con la mano sinistra regge un prezioso evangeliario e con la destra impugna una lunga spada: lo "Spadone" che dà il nome alla Messa. Nel corso della liturgia il diacono solleva più volte lo Spadone e, fendendolo avanti a sé per tre volte, rivolge un segno di saluto al Celebrante, al Capitolo e al clero disposto nel coro e ai tanti fedeli che gremiscono la chiesa.

I testi della liturgia sono proclamati o cantati in latino, secondo il Rito del Concilio Vaticano II, mentre risalgono al XII secolo, e fanno parte del patrimonio del canto sacro della Chiesa Aquileiese-Cividalese il canto dell'Epistola, dell'Evangelo e l'Annuncio delle celebrazioni pasquali.

La Messa dello Spadone trae origine dal mondo germanico tardomedievale dove questa celebrazione religiosa era nata con il nome di Schwertmesse - Messa della Spada.

Fu celebrata per la prima volta a Basilea nel 1347, poi in Francia e in Germania e, da qui, venne "importata" in Friuli da Marquard von Randeck patriarca di Aquileia. Il 6 luglio 1366, di fronte alla nobiltà e al popolo radunati nella basilica cividalese, Marquardo ricevette dal vicedecano del Capitolo una spada, simbolo della sua signoria spirituale e temporale. Con essa celebrò a Cividale la prima Messa dello Spadone, replicando il rituale della Schwertmesse.

Oggi questo antico rito rivive solo nella città di Cividale, dove, forse, si è voluto conservare, anche se in copia, la spada di Marquardo, considerata l'ultimo simbolo dello Stato patriarcale nel quale Cividale ebbe un ruolo di primo piano. Ancora oggi questa straordinaria liturgia testimonia in modo vivo e vitale il grande patrimonio religioso, spirituale e storico di Cividale.

La lunghezza singolare di questa spada - ben 109 centimetri - ha indotto i cividalese a chiamarla familiarmente "spadone". Si tratta di uno stocco (lama di foggia tedesca) risalente alla metà del 1400; sulla guardia dell'elsa è incisa l'iscrizione con il nome di Marquardo e la data del 6 luglio 1366. L'elmo è di foggia cinquecentesca, in cuoio finemente decorato. Un dragone fa da cimiero e, nella parte anteriore, c'è la raffigurazione di Santa Maria Assunta, titolare del duomo cividalese. L'evangeliario, adoperato esclusivamente per la Messa dello Spadone, è un codice del XV secolo contenente il Vangelo dell'Epifania. La copertura, applicata su una tavola lignea rivestita di velluto rosso, è in lamina d'argento sbalzata e dorata con una pregevole Crocifissione del 1200. L'evangeliario fu ricopiato, da un testo più antico, dal presbìtero polacco Valeriano de Albaecclesia nel 1433.

Spada, elmo ed evangeliario sono esposti al Museo Cristiano e Tesoro del Duomo-MUCRIS, con entrata accanto al campanile.

A seguire la rievocazione storica.