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Meeting

Albedo e la spiritualità nell'arte

Dedicata all'artista originario di La Spezia ma ormai residente in Friuli.
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Pordenone
Galleria Sagittaria, via Concordia 7
21/02 e fino al 26/04
da martedì a domenica 16-19 (chiuso il 4, 5, 6 e 25 aprile)

Una sequenza di lavori essenziali e incisivi, a schiudere una concezione dell’arte strettamente collegata alla ricerca interiore, a un percorso ideale di consapevolezza che però si confronta costantemente con le contraddizioni dell’esistenza: “Albedo”, o della spiritualità nell’arte è il leitmotiv della mostra personale che il CICP - Centro Iniziative Culturali di Pordenone dedica a Elio Caredda, protagonista fra i più attivi della scena artistica a nordest, e di eventi di riferimento in Friuli Venezia Giulia, dall’edizione 2013 di “Maravee Anima” alla “Biennale diffusa” allestita nel 2011 a Trieste, dalla personale “Fixed Game” alla Galleria 3g Artecontemporanea di Udine agli eventi curati per la Galleria LipanjePuntin di Trieste.

«Tema centrale dell’esposizione – spiega il curatore Angelo Bertani – è appunto quello della spiritualità, intesa non in senso confessionale ma come componente intrinseca ed essenziale dell’arte che induce a una riflessione sull’esistenza e non si limita ad essere uno sterile gioco autoreferenziale». L’evento espositivo è riconducibile alla serie di incontri con gli artisti intitolata Da Vicino, avviata in queste stagioni dal CICP: una puntuale e appassionata ricognizione legata alla ricerca artistica contemporanea, nella convinzione che il nostro territorio possieda potenzialità culturali non sempre valorizzate appieno. La mostra dedicata a Elio Caredda, artista originario di La Spezia che da molti anni vive e lavora in Friuli, va inquadrata nell’ambito di un più generale progetto che prevede dunque appuntamenti di avvicinamento all’arte contemporanea: nelle prossime settimane a Casa Zanussi ripartiranno anche gli incontri Da Vicino. «Elio Caredda, con la sua mostra “Albedo” – sottolinea la presidente del CICP Maria Francesca Vassallo - porta tutto il suo respiro di profondità nelle sale della Galleria Sagittaria del Centro Culturale Casa Zanussi di Pordenone. Una scelta che assume un significato fortemente simbolico in una tappa molto importante nella vita della Casa: quello dei cinquant’anni di lavoro vissuti in un crescendo di condivisioni con centinaia di artisti e le loro sfaccettate personalità. Un progetto che continua, anche nel 2015, con nuove esperienze che danno ragione, e documentano, di una vitalità del territorio che si rinnova».

Elio Caredda punta contemporaneamente sulla profondità dei contenuti e sulla purezza della forma: ha un ricco mondo interiore da condividere e possiede la piena consapevolezza intellettuale del suo lavoro. Nella grande sala della Galleria Sagittaria la mostra accoglierà i visitatori con Ush dar dam, una sequenza di quadri caratterizzati da segni bianchi tracciati sulla superficie di vetro trasparente, disposti a linee orizzontali e parallele: in realtà queste opere fanno riferimento alla "consapevolezza del respiro”, uno dei primi gradi di autoconsapevolezza della propria vita interiore secondo la meditazione orientale. Proseguendo, il pubblico si troverà di fronte a Mai entrato, mai uscito, un’opera composta da una superficie circolare di candida tela di seta dalla quale emergono le spine che compongono la parola “io”: questo lavoro evidenzia come Ego può essere la fonte di ogni libertà ma, paradossalmente, può trasformarsi anche in una prigione insostenibile; e affrancarsi dalla sua tirannia è sempre stato l’obiettivo primario di ogni pensiero spiritualizzante. La mostra, originale e inedita, nel suo complesso si articolerà come una vasta e articolata antologica dedicata al lavoro di ricerca portato avanti negli anni da Elio Caredda, uno degli artisti più significativi dell’arte contemporanea in regione e non solo.

Nato a La Spezia nel 1953, Elio Caredda vive e lavora a Udine. Interessato e sensibile alle cose dell’Arte, prima si esprime come musicista, studia Scienze Politiche all’Università di Pisa, per decantare in studi sociali il suo interesse per la comunicazione, ed infine approda all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Per poter affrontare la propria personale ricerca alla consapevolezza attraverso il “fare poietico” dell’Arte, si dedica a studi di meditazione e rientra nell’ambito musicale frequentando Dante Agostini Drum School con il maestro Dal Forno. Partendo dall’intuizione che l’idea sia sempre connaturata alla tecnica che la esprime, riconosce nella musica percorsi conoscitivi utili, anche se diversi, all’arte plastica. Opera sul territorio regionale da 25 anni sia con mostre, sia con conferenze e incontri. Tra le principali mostre degli ultimi anni ricordiamo “Maravee Anima” del 2013, “Palinsesti” del 2011 e nello stesso anno la “Biennale di Venezia diffusa”. Sempre nel 2011 ha allestito la personale “Fixed Game” alla Galleria 3g Artecontemporanea di Udine; presso la stessa Galleria nel 2007 aveva organizzato un’altra personale, dal titolo “La Città di Dio”. Ha lavorato inoltre per la Galleria LipanjePuntin di Trieste e ha collaborato con vari enti e istituzioni. Tra le conferenze citiamo quella tenuta alla Casa dello Studente di Pordenone nel 2013 (a cura di Angelo Bertani), e quella tenuta nello stesso anno (a cura di Sabrina Zannier) nell’ambito di “Maravee Anima” al Castello di Susans.