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Classic art

Presumût unviâr

Trasposizione scenica della raccolta di versi di Amedeo Giacomini.
amedeogiacomini.jpg
Pordenone
Teatro Verdi, via Martelli 2
21/03/15
20.45

«Le mie parole vengono dalla vita, dalle osterie, dalle strade. A me la tradizione serve poco. Solo Pasolini è un modello, ma negativo. Un idolo polemico. Senza di lui io non esisterei come poeta». Le parole di Amedeo Giacomini, il cantore di Varmo scomparso nel 2006, restano forse la migliore guida all’interpretazione della sua poesia, e all’urgenza ‘dialettica’ dei suoi versi in lingua friulana. Proprio a lui, nell’anno e nei luoghi pasoliniani – al Teatro Verdi di Pordenone, Spazio Due, alle 20.45 - è dedicato l’evento di sabato 21 marzo, Giornata Mondiale della Poesia: sulle tracce del concerto teatrale “Opera Giacomini” andato in scena nel 2007 (a un anno dalla scomparsa di Giacomini), l’attore Stefano Rizzardi con il compositore e musicista Renato Miani presenta una trasposizione scenica di “Presumût unviâr - Avvertimento dell’inverno”, la storica raccolta di versi di Amedeo Giacomini uscita nel 1987, metafora stagionale di straordinaria attualità sui tempi, e al tempo stesso sguardo sull’epoca, sui propri antichi sogni e sulla poesia stessa. Attraverso il lavoro che sarà presentato al Verdi, Stefano Rizzardi e Renato Miani, che firma le musiche dal vivo, proseguono la ricerca sulla fusione tra poesia detta e musica, iniziata nel 2007 con il  concerto teatrale, “Opera Giacomini”, che abbracciava l'intero corpus della produzione, dalle liriche di Tiare pesante fino ai due straordinari trattatelli venatori. Questa volta, con “Presumût unviâr - Avvertimento dell’inverno” la parola poetica di Giacomini si intesse in una raffinata opera poetico-musicale per voce sola e fisarmonica, nella quale si fondono perfettamente musica, parola scritta e recitata e accompagnamento visivo. I testi selezionati e montati da Stefano Rizzardi in una sequenza nuova, ma rispettosa dell'ordine originale, sono offerti in una versione bilingue italo-friulana a intarsio, che rilancia l'alternanza e l'oscillazione tra i due codici comunque presente in tutta l'opera di Giacomini. Questo procedimento accoglie nell’orizzonte della comprensione immediata anche chi non comprende direttamente il friulano e lo cattura in un gioco di suoni e di intertraduzione. In tale prospettiva diventa importante la novità di questa performance, che è la presenza di un accompagnamento visivo (a cura di Margherita Mattotti), dato dalla video-scrittura, eseguita e proiettata in sincronia alla recitazione e alla musica, di parole e frammenti della materia poetica detta a voce.

Ancora una tappa, quindi, per il progetto Verso, che afferisce a Pordenone città della poesia: uno spazio aperto alle sperimentazioni e agli incroci tra la parola poetica, il teatro, la musica e le nuove tecnologie della comunicazione, portato avanti dal Teatro in collaborazione con pordenonelegge.it e con il sostegno di Banca Friuladria Crédit Agricole.

Un evento che segna l’avvio degli appuntamenti 2015 di Pordenonelegge Poesia, dei quali proprio il Teatro Verdi è partner di riferimento, e che al tempo stesso idealmente inaugura la stagione pasoliniana attraverso la scelta di operare "nei dintorni di Pasolini", presentando un grande poeta in lingua friulana che ha mosso i primi passi sulle orme del grande scrittore di Casarsa, di cui nel 2015 ricorre il quarantesimo anniversario della morte. La Stagione di Poesia 2015 si prospetta di altissimo interesse e riunirà il teatro e pordenonelegge in un’intensa collaborazione, in coordinamento anche con il Centro studi Pasolini di Casarsa e Cinemazero.