Utilizziamo i cookie per offrirti la miglior esperienza possibile sul nostro sito Web.
Quando utilizzi il nostro sito Web, accetti che vengano trasmessi cookie sul tuo dispositivo. Ulteriori informazioni
Classic art

Biancaneve

Scene di Thierry Leproust, musiche di Gustav Mahler.
(ph. © Jean-Claude Carbonne / Ballet Preljocaj)
Trieste
Politeama Rossetti, Largo Gaber 1
25/03 e fino al 26/03
20.30

Fondato nel 1984 e composto da ventiquattro danzatori addestrati al rigore della danza classica ma plasmati anche dalla sensibilità e dall’estetica del contemporaneo, il Ballet Preljocaj è una compagnia di assoluto spessore sul piano internazionale, che è un onore ospitare al Politeama Rossetti.
Angelin Preljocaj, fondatore dell’ensemble e straordinario coreografo, si è sempre mosso in un universo estetico e tecnico complesso e ricchissimo, fra classico e contemporaneo, senza mai chiudersi in una definizione: è rara la sua versatilità creativa, fatta di creazioni narrative e astratte, di passi a due, coreografie per piccoli e grandi gruppi (commissionatigli spesso dalle maggiori istituzioni della danza internazionale, dal Ballet de l’Opéra de Paris al New York City Ballet), o balletti a serata intera, come questo splendido Biancaneve, che ha esordito sulle scene nel 2008 e da allora ha ovunque e sempre trionfato. Più vicino alla fiaba dei Fratelli Grimm che a quella di Disney, il balletto è una creazione totalmente nuova e di grandiosa riuscita: linguaggio coreografico sontuoso di passi accademici e spirito contemporaneo, trovate teatrali sorprendenti e geniali (ricordatevi di osservare bene lo specchio della matrigna e l’incredibile danza verticale nel momento dell’entrata in scena dei sette nani), un lavoro accurato e consapevole sulle musiche selezionate dal corpus delle sinfonie di Mahler…
Tutto per raccontare una Biancaneve che non perde mai la dimensione di favola romantica, ma non rinuncia alla lettura psicologica e moderna, in cui si intravvedono molti topos freudiani. Nella favola è il rapporto madre/figlia e figliastra/matrigna ad essere in piena evidenza ed una parte importante ha anche il rapporto con la propria immagine e la propria bellezza come segno di predominanza («specchio delle mie brame…» può tradurre oggi l’insana rivalità di molte madri appena cinquantenni nei confronti delle figlie).
Un punto di vista che spiega certi accenti noir del balletto, come ad esempio la scelta di Preljocaj di far apparire la matrigna quale donna sexy e crudele, in guepière e tacchi alti: e in ciò gli splendidi costumi disegnati per lo spettacolo dallo stilista Jean Paul Gaultier assicurano un tocco decisivo. Poesia, leggerezza vagamente malinconica, tradotta in danza, sostanzia invece Biancaneve, nel suo trasparente rapporto con il padre, i nani, il principe che le lascia intuire il turbamento dei sentimenti, prima nella splendida scena d’assieme del ballo, poi nei toccanti passi a due nel bosco e finalmente nell’appassionato abbraccio che la restituisce alla gioia della vita.