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Meeting

Passato e presente

Trieste
Sala comunale d'arte, piazza Unità 4
13/11 e fino al 28/11
10-13/17-20

In questa rassegna - scrive l’architetto Marianna Accerboni - la Riavini, che ha un bagaglio professionale e una tecnica pittorica personale, molto consolidata e accurata, ci offre delle soluzioni pittoriche e compositive nuove e attraenti. L’artista, notissima per le sue intense facciate di vecchie case istriane e carsiche, che emanano il fascino e il profumo del tempo, entra ora in queste semplici ma umanissime dimore, riproponendone l’atmosfera, ma animandone talvolta gli interni attraverso la presenza di qualche personaggio oppure di oggetti d’epoca, come le vecchie cucine e i candidi pizzi, che parlano di un antico quotidiano, mentre i suoi interessi pittorici si aprono ora pure al mare. Ed ecco in mostra, a sorpresa, anche questo nuovo tema, finemente esplicitato attraverso l’elegante rappresentazione d’intrecci di reti che, come pensieri o memorie, diventano i nuovi protagonisti della sua pittura.

Sempre morbida e seducente appare poi la tavolozza cromatica, che oscilla dal rosa antico, al verde, a diversi e luminosi toni del bruciato e dell’ocra, fino ad arrivare all’avorio chiarissimo e al bianco, con intersezioni di motivi decorativi fiorati, semplici e femminili, che si rapportano al passato e ti scaldano il cuore. Di particolare interesse appaiono poi le superfici materiche, che risultano più accentuate rispetto al passato e ripropongono il fascino dei vecchi muri, in cui stratificazioni di molteplici epoche e vite vissute sono rappresentate dall’artista con grande perizia e sensibilità, secondo i parametri di un’arte eseguita con la paziente accuratezza dei modi antichi nel preparare il fondo (con gesso e colla caravella) e nello stendere alla fine la gommalacca, nobilitando in tal modo un mezzo contemporaneo come l’acrilico.

Ricompaiono qui, soprattutto nelle opere di piccola dimensione, degli spunti che in parte rievocano la pittura popolare veneziana di fine Ottocento, che ebbe tra i suoi protagonisti Giacomo Favretto ed Ettore Tito, ma che la Riavini reinterpreta in una chiave di lettura senza tempo, di sottile ispirazione postimpressionista, sostenuta anche da finezze tecniche apprese all’Istituto Statale d’arte Nordio di Trieste sotto la guida di maestri quali per esempio Riccardo Bastianutto per le tecniche pittoriche, Dino Predonzani per la progettazione decorativa delle navi, Girolamo Caramori per l’incisione, Ugo Carà per la plastica, Ladislao De Gauss per il disegno dal vero ecc.. Protagonisti dell’arte - conclude Accerboni - che hanno affinato il suo naturale talento artistico, consentendole di esprimersi con grande perizia sia come pittrice che decoratrice di navi, d’interni e di oggetti, componendo un universo pittorico personale e riconoscibilissimo, delicatamente poetico, che attrae con naturalezza il fruitore, donandogli il ritmo del respiro antico e naturale dei pensieri, delle cose e della vita.