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Classic art

Danzando a ritmo del mondo

In occasione della Giornata mondiale del Rifugiato
Pordenone
teatro parrocchiale di Borgomeduna, via Tiepolo
25/06/16
20.45

Proseguono a Pordenone le iniziative in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato: sabato 25 giugno alle 20.45 al teatro parrocchiale di Borgomeduna in via Tiepolo si terrà “Danzando a ritmo del mondo - dalla fuga alla speranza”, uno spettacolo di danze etniche e arabe, con accompagnamento musicale dal vivo. Si esibiranno Giada Ammaturo, Gruppo Zahir, Alea e Al Malikat Dance studio, Shirley Cossettini e progetto Marga Samgita, Ekoue Kidja e Gruppo Luz y Sombra dell’Associazione Teatro Maniago. Organizzazione a cura della Caritas diocesana di Concordia-Pordenone e della cooperativa sociale Nuovi Vicini, associata a Confcooperative Pordenone. 

“Una serata - spiega il presidente della cooperativa Andrea Barachino - che partendo dalla musica e dalla danza punta a favorire occasioni d’incontro tra cittadini e rifugiati presenti a Pordenone, alcuni dei quali saranno presenti e porteranno le testimonianze artistiche dei propri paesi d’origine. L’intero ciclo di iniziative che abbiamo preparato per la Giornata mondiale del Rifugiato ha queste finalità: favorire la conoscenza reciproca e sensibilizzare sui nostri progetti”. Come quello “Protetto. Rifugiato a Casa mia”, percorso di integrazione per rifugiati politici che saranno ospitati in comunità e famiglie del territorio: nella serata saranno raccolti fondi per questa specifica iniziativa. 

Il ciclo di appuntamenti, che a metà giugno era iniziato con la testimonianza dello scrittore congolese Chris Calende all’auditorium della Casa Madonna Pellegrina, proseguirà l’11 luglio alle 21 nel parco della stessa casa con il concerto dell’Ensemble EmFaber insieme al chitarrista Enrico Milanesi. Realizzato in collaborazione con la Fondazione Buon Samaritano ed Emercency, servirà anche a raccogliere fondi per i progetti di integrazione da organizzare per i rifugiati da parte della cooperativa.

“Sosteniamo Nuovi Vicini - ha dichiarato Luigi Piccoli presidente di Confcooperative Pordenone - in queste iniziative: stanno svolgendo un lavoro prezioso e purtroppo non sempre compreso in pieno dall’opinione pubblica, rinnovando la tradizione all’accoglienza per chi è più sfortunato insita nel dna del territorio e nelle comunità della provincia di Pordenone”.