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Meeting

Dettagli inutili

Alberto Fragomeni (ph. Studio Sandrinelli)
Trieste
via Battisti 18
Antico Caffè San Marco
27/03/17
18

Dopo il debutto a Bookcity Milano,  sarà presentato anche a Trieste al Caffè San Marco, lunedì 27 marzo alle ore 18, il primo romanzo di Alberto Fragomeni “Dettagli Inutili”  (2016, Edizioni alphabeta Verlag di Merano), che vede la prefazione di Massimo Cirri. 

Insieme all'autore presenteranno il libro Roberto Mezzina, Direttore del Dipartimento di Salute mentale di Trieste, Silva Bon, dell'Associazione Articolo 32 Gruppo di protagonismo, Renzo Crivelli, professore di Letteratura Inglese del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste. Le parole saranno accompagnate dalle letture e dalle performance di Claudio Misculin, Accademia della Follia.

Alberto Fragomeni, il giorno seguente, martedì 28 marzo, farà tappa anche a Gorizia. L'appuntamento per la presentazione goriziana è alle ore 17 nell'atrio del CSM di Gorizia, alla presenza tra gli altri di Calogero Anzallo, responsabile del CSM Alto Isontino.

Dettagli Inutili parla del suo autore Alberto Fragomeni, un giovane che da più di dieci anni attraversa i luoghi della salute mentale nella sua città. Questo testo rappresenta, ancora una volta, la sorprendente ripresa e guarigione delle persone con una storia di disturbo mentale, testimoniando la possibilità di un futuro diverso, anche attraverso la scrittura. In questo libro, invece, Alberto si racconta e lo fa attraverso un percorso, dove non sono al centro la partenza e l'arrivo, ma l'andare in sé, le salite, le discese, il cosa si è vissuto, guardato, pensato fino al momento finale in cui l'autore poco dopo l'ultimo capodanno vede, “la propria lanterna cinese che si alza in cielo senza che alcun desiderio fosse stato espresso...”. Durante tutto questo percorso le parole di Alberto forniscono un affresco chiaro e puntuale di cosa succede a chi soffre di disturbi psichiatrici, dove la giornata è scandita dall’assunzione del farmaco, dal desiderio di una sigaretta, dagli odori e le immagini degli ambienti, dalle relazioni timorose e timide con i medici e gli altri degenti, dove il più banale gesto della quotidianità viene vivisezionato, analizzato e considerato nell’ottica del dubbio e della preoccupazione di non riuscire mai a raggiungere la sponda della normalità. 

Massimo Cirri, che firma la prefazione del libro, dice che Alberto ci porta dentro gli apparati delle psichiatrie. Alberto ci è stato a lungo, li ha abitati per talmente tanto tempo da averli potuti osservare quasi con distacco. Alberto ci racconta di come essere uno che sta dentro quel reparto psichiatrico immateriale, ma potente, dal quale sembra a volte così difficile uscire, si intersechi con le faccende della vita e di come camminino laicamente a fianco, vita e dimensione psichiatrica. E ancora di come la vita ne viene mutata. 

Questo lavoro ci riporta uno dei principali atti attraverso cui Alberto ha concretizzato quello che è stato il percorso terapeutico, e rappresenta ancora una volta nel quadro sorprendete delle ripresa e della guarigione che sperimentano le persone con una storia di disturbo mentale, la testimonianza della possibilità sperando e rivendicando un futuro diverso, anche attraverso la scrittura. Il tabù della malattia mentale incontra con questi testi una neutralizzazione progressiva alla stregua di qualsiasi altro tema oggetto di narrazione e trattazione letteraria.