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Meeting

Francesco Giuseppe I

A Gorizia la mostra che conclude il percorso dedicato agli Asburgo
28522
Gorizia
corso Verdi 18
Museo Santa Chiara
30/03/19
10-13/15.30-19.30
gratuito

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La mostra Francesco Giuseppe I. Uomo, imperatore, patrono delle scienze e delle arti, allestita nel Museo Santa Chiara di Gorizia, conclude un percorso dedicato agli Asburgo con le mostre Asburgo. Quattro secoli di governo di una contea di confine ed Elisabetta d'Austria. Donna, imperatrice, viaggiatrice in un momento particolarmente significativo per i nostri territori annessi al Regno d’Italia.
Promossa dal Comune di Gorizia quale Ente capofila, la mostra è realizzata dallo stesso Comune attraverso il Centro Ricerche Turismo e Cultura di Gorizia, ed è curata da Marina Bressan e Marino De Grassi.

La rassegna, che gode del patrocinio e della collaborazione del Consolato Onorario d’Austria del Friuli Venezia Giulia, si avvale della collaborazione della Fondazione Palazzo Coronini Cronberg, dell’apporto dei Musei Provinciali, di altre realtà culturali locali, nonché del preziosissimo sostegno delle istituzioni culturali civiche di Trieste e del Castello di Miramare. Partecipa come collaboratore la Gustav Klimt Foundation di Vienna.

ll taglio della rassegna sarà di carattere nazionale e internazionale, ma non mancheranno preziosi e ricchi materiali a testimoniare l'importanza dei nostri territori.

Un'ampia selezione di opere provenienti da prestigiosi istituzioni nazionali e internazionali e da collezioni private – oltre 300 pezzi – vengono allestite in sezioni tematiche per raccontare i tre ruoli di Francesco Giuseppe come uomo, imperatore, patrono delle scienze e delle arti. Uniformi originali appartenute all’imperatore e ad alti funzionari, nonché abiti indossati durante i film di Sissi, per interpretare l’imperatrice e l’arciduchessa Sofia, affascinanti ritratti, grandiose narrazioni storiche, nonché oggetti legati al mito di Francesco Giuseppe documenteranno una delle figure più importanti della scena internazionale, ultima rocca dell’ancien régime e vetusto ostacolo tra il passato e l’avvicendarsi di tempi e uomini nuovi, coscienza di crepuscolo di un mondo, trasfigurazione di una sorta di autocoscienza finale dell'Europa, che abbandonando l'Ottocento si lasciava alle spalle il suo secolo.

Un ritratto del sovrano per 68 anni servitore dell’Austria in tutte le sue contraddizioni: nei primi anni impopolare diventò in vecchiaia un mito. Amò Sissi ma ebbe altre relazioni. Noto come risparmiatore, non lesinò a mantenere una corte dispendiosissima e a finanziare la vita errabonda e capricciosa della moglie. Aveva intorno a sé centinaia di servitori e funzionari ed era in realtà solo come un prigioniero in un carcere dorato. Forse era diventato così vecchio, perché presagiva che la sua morte avrebbe posto fine a tutto ciò che per lui era importante: l’impero, la dinastia regnante, amava anche i valori della decenza e dell’onestà. Voleva garantire la pace ai suoi sudditi dopo sconfitte che mutilarono l’Impero, cercando di fronteggiare nazionalismi che scatenarono la prima guerra mondiale.

L’educazione ricevuta lo condannò alla formalità e alla solitudine, perché sin dalla nascita il suo destino era già stato segnato: sarebbe diventato imperatore e come tale tutti dovevano rivolgersi a Sua Maestà, anche i fratelli. I rapporti con quest’ultimi non furono facili, soprattutto con Ferdinando Massimiliano. L’unica persona che aveva accesso senza farsi annunciare era Elisabetta, la cugina di cui Francesco Giuseppe si innamorò al primo istante e che amò per tutta la vita. Caratteri opposti: realista e responsabile di milioni di uomini Francesco Giuseppe, egocentrica Elisabetta. Due donne accanto all’imperatore: la madre, l’arciduchessa Sofia e la moglie Sisi: donne completamente diverse che vissero per Francesco Giuseppe e solo per un periodo accanto a lui. Non gli riuscì di lasciare il trono al figlio, frustrato nel suo rapporto con il padre e nell’impossibilità di far valere la sua concezione politica personale. Lavorò per il bene dei suoi sudditi, trasformando la piccola Vienna nella capitale dell’Impero e Budapest nella capitale del regno. Ma anche altre città oggi, fra cui Trieste, porto dell’impero, devono il loro aspetto al periodo franco-giuseppino. Francesco Giuseppe incentivò lo sviluppo dell’industrializzazione, decisiva per la modernizzazione della Monarchia, quello delle arti e della scienza, ma non riuscì a risolvere il problema della povertà che affliggeva parte della popolazione. Un uomo, un imperatore per diritto divino ma tollerante verso tutte le altre religioni, che al trono preferì il suo scrittoio, cui rimase incatenato fino all’ultimo da un ferreo senso del dovere; legato all’etichetta inflessibile del cerimoniale di corte spagnolo vi si attenne rigidamente nelle occasioni mondane e nelle ricorrenze ufficiali, nelle circostanze più tragiche della sua vita – la morte del fratello, del figlio e della moglie - fin in punto di morte. Unica concessione, la caccia: con il tempo i calzoni di pelle diventarono lucidi e duri da sembrare quelli di un tagliaboschi.

Un libro guida-catalogo curato da Marina Bressan, pubblicato dalle Edizioni della Laguna, ricchissimo di illustrazioni, tratterrà la figura di Francesco Giuseppe in aspetti poco noti al pubblico italiano e frutto di studi recenti. Interessanti saggi porteranno la firma di Marina Bressan, Maurizio Bait, Marino De Grassi, Rossella Fabiani, Cristina Bragaglia, Alessandra Martina, Antonella Cosenzi, Alessandro Puhali, Franco gioseffi, Claudia Colecchia, Marco Plesnicar e Fabio Zucconi. Edizioni della Laguna, pagine 248