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Meeting

Contemplazione

A Monfalcone l'esposizione delle opere di Daniela Gregorin
30393
Monfalcone
via Duca d'Aosta 83
Caffè Carducci
24/07/19
7.30-22

L'Angolo di  Maritani dello Storico Caffè Carducci di Monfalcone in via Duca d 'Aosta 83 ospita sabato 20 luglio alle ore 19 la vernice della pittrice Daniela Gregorin, intitolata Contemplazione.

Nata a Trieste si trasferisce da piccola con la famiglia nel Territorio della bisiacaria, terra d'origine del padre. Viene guidata fin da giovanissima  verso la vocazione pittorica dalle sorelle maggiori, tutte dotate di un forte temperamento artistico. Mentre osserva e ammira le opere della sorella pittrice cercando di calcare le sue orme, viene stimolata dalla maggiore, giornalista scrittrice e critica d'arte, ad aprire i propri orizzonti creativi e a trovare un proprio codice espressivo affrancandosi dagli stilemi propri familiari assorbiti come pedissequa riproduzione.

Ha in seguito affinato il suo naturale talento frequentando assiduamente il laboratorio di pittura dei maestri Franco Milani e Nicoletta Leghissa. Ha sviluppato ulteriormente il suo spazio espressivo frequentando la Libera Accademia di Belle Arti di Trieste sotto la guida dei maestri Juan Arias Gonano (disegno e pittura), Katia Gori (materico) e Luca Vergerio (ritratto dal vero). Ha continuato ancora a scandagliare nuove modalità esecutive  frequentando  un corso di pittura astratta presso il laboratorio dell'artista Bruna De Fabris e dal 2005 pratica in modo continuativo la produzione artistica esponendo le sue opere in mostre collettive in Italia. Daniela Gregorin come tanti pittori pur avendo un talento innato ha cercato di affinare le sue capacità frequentando vari laboratori e corsi di pittura cimentandosi con diverse tecniche dall’olio all’acrilico. I suoi mentori sono stati Franco Milani, Bruna de Fabris e la Libera Accademia di Belle Arti di Trieste - Scuola del Vedere. Nel suo escursus pittorico  si è ispirata anche alla pittura realistica di Istvan Sandorfi aggiungendo un tocco personale in cui la suggestione prelude a un momento quasi raggiungibile di perfezione incompleta in quanto le immagini racchiudono in se stesse l’allegoria dello stato d’animo dell’artista. Si ha l’impressione che ci sia qualcosa di più oltre la tela, una forza latente che incombe e preme per uscire, un grido smorzato, una verità taciuta, un dolore straziante. È una voce corale che racconta con delicatezza e trepidazione tutto l’amore per il vivente, per madre Terra, per l’eterno femminino, ma anche del sacrificio consapevole insito nella coscienza del mistero della creazione e perciò condiviso ed onorato. In questa galleria di volti e di corpi, c’è un non so che di controverso di torbido, quasi un giudizio che aleggia  e attraversando il tempo compare nelle pupille delle donne scompigliandone quel senso di stupore innocente.

La fragilità si mescola con l’inquietudine riproponendo lo stesso soggetto con piccole varianti, in cui il volto dell’“uomo con turbante rosso” di van Eyck si fonde con quello del padre per rassomiglianza, scandendo di volta in volta il temporale mutamento di Wildeiana memoria in un susseguirsi di passaggi istantanei.
La ricerca della perfezione in questo caso si autogiustifica creando una galleria privata ed intima in cui l’immagine ieratica del padre si riscatta, diventando il nume protettore amorevole e rassicurante.

È nel velarsi e nel taciuto che Daniela compare ovvero scompare, lo smarrimento pudico è la sua cifra, i suoi sono occhi di bimba ed è attraverso essi che lei da voce alle sue emozioni stranamente ancora intatte e pronte ad essere rivelate a chi sa ascoltare con il cuore e vedere con l’anima. La mostra potrà essere visitata continuamente fino a giovedì 5 settembre dalle 7.30 alle 22, esclusa la giornata del lunedì.