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Meeting

Profili d’arte

Nell'ambito di “Progetto Arte”
Busan, 2016, tecnica mista su tela, cm 120x80
Gorizia
Palazzo Attems, piazza De Amicis 2
26/11/16
da mercoledì a domenica 10-17, giovedì 10-19 (fino al 5 febbraio)

Venerdì 25 novembre, alle ore 18 a Palazzo Attems Petzenstein si inaugura la mostra Massimiliano Busan e Paolo Figar. Profili d’arte sostenuta dal Credito Cooperativo – Cassa Rurale ed Artigiana di Lucinico Farra e Capriva, nell’ambito dell’iniziativa denominata “Progetto Arte” con il quale si intende promuovere, in un arco di tempo decennale, le migliori espressioni artistiche del Goriziano.

L’esposizione progettata con l’Amministrazione provinciale uscente, è stata realizzata in collaborazione con i Musei Provinciali di Gorizia e l’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Friuli Venezia Giulia (ERPaC). “Progetto Arte” è un progetto culturale, a carattere pluriennale, che rende omaggio a quel particolare stile creativo della bella arte che, in diversi modi e forme, attraversa i nostri luoghi. Dopo la personale di Franco Dugo dell’anno scorso, vengono proposti quest’anno Massimiliano Busan e Paolo Figar, artisti che possono vantare un curriculum già consistente e che ben rappresentano la vitalità del panorama artistico del Goriziano.

La direzione della mostra è stata affidata al critico Giancarlo Pauletto affiancato dall’artista Franco Dugo e dal conservatore della Pinacoteca dei Musei Provinciali Alessandro Quinzi. Pauletto ha inoltre curato anche la realizzazione dei due cataloghi che raccolgono i testi dello stesso Pauletto, del già citato Quinzi e di Franca Marri. I due volumi, curati nella veste grafica da Rossella Picotti delle Poligrafiche San Marco, costituiranno un documento imprescindibile della mostra, ma anche un’occasione importante per la futura attività dei due artisti.

Anche quest’anno il “Progetto Arte” della Cassa Rurale ed Artigiana di Lucinico Farra e Capriva vede protagonista gli alunni del Liceo Artistico Max Fabiani di Gorizia. La mostra rappresenterà di per sé un’occasione di arricchimento dell’offerta didattica, ma i ragazzi potranno partecipare anche ad alcuni incontri con gli artisti, ad apposite visite-studio dell’esposizione e ad altri approfondimenti calendarizzati nell’anno scolastico.

 

Massimiliano Busan è nato a Gorizia nel 1968, Si è diplomato all’Istituto d’Arte Max Fabiani e successivamente in pittura all’Accademia di Venezia.

Vive e lavora a Gorizia, in Piazzale Medaglie d’Oro n. 5. Espone dal 1989, in mostre personali o di gruppo, in varie città della regione Friuli Venezia Giulia, dell’Italia e dell’Europa, tra le quali citeremo Gorizia, Udine, Gradisca d’Isonzo, Palmanova, Pordenone e poi Venezia, Padova, Mantova, Roma, Trieste, Slovenia, Austria, Germania, Inghilterra.

Busan lavora, nella sua pittura, all’interno della “tradizione del moderno”, che nel suo caso si può identificare con la vasta area dell’informale, la corrente che dominò la scena subito dopo la seconda guerra mondiale e che annovera, in Italia, figure quali quelle dell’umbro Alberto Burri, del veneziano Emilio Vedova, del friulano Afro Basaldella.

Come tutti i nuovi linguaggi, anche l’informale diventa, nel corso dei decenni, un “alfabeto” per mezzo del quale, dopo i maestri, ciascun nuovo artista può costruire le sue “parole”, cioè nuove opere attraverso le quali far emergere la propria personalità.

La personalità di Busan è quella di un poeta lirico che sente la vita sicuramente come un moto

drammatico, drammatico per il fatto stesso di essere continuamente sottoposto a  cambiamento e contraddizione, ma anche la sente come possibile sorgente di novità ed incanto, in fondo come una continua sorpresa che l’artista non può che cercar di registrare, fissando sulla tela, attraverso i suoi strumenti espressivi, il continuo fluire della realtà, nella quale il soggetto medesimo è ben cosciente di essere immerso.

Ecco allora che segno e campitura, tono e timbro continuamente si intersecano nella pittura di Busan, in una complessità fonda, ma nitida, esistenziale, mai superficiale.

 

Paolo Figar è nato a Gorizia nel 1968. Si è diplomato presso l’Istituto d’Arte Max Fabiani e

successivamente in discipline pittoriche presso l’Accademia di Venezia. È scultore e pittore.

Ha cominciato a esporre nel 1988 in mostre personali e collettive, in città italiane e straniere: Gorizia, Pordenone, Palmanova, Udine, Gradisca d’Isonzo, Trieste, Venezia, Padova, Roma, Slovenia, Polonia. Ha partecipato su invito a trentacinque simposi internazionali di scultura in vari paesi d’Europa.

Il lavoro di Paolo Figar, nella scultura come nella pittura, è centrato sulla figura umana. Di essa l’artista non mette in evidenza la struttura realistica e quotidiana ma, consapevolmente riconoscendosi nella tradizione simbolico-espressionista, il dato di “ulteriorità” cui essa invita.

In altri termini, interessa a Figar, attraverso le sue figure di pietra o di legno – gli antichi lottatori di sumo o architetti astronomi, come i recenti argonauti e sirene – esplorare la complessità della psicologia e del destino umano, immaginare – attraverso accostamenti figurali apparentemente incongrui, ma invece perfetti a dire di una sospensione di giudizio, di una apertura alla possibilità - una desiderabile uscita dal regno della necessità, della costrizione, cui siamo indotti dalle convenzioni ideologiche e sociali.

Ecco allora i lunghi cappelli, i volti e i pesci, altre invenzioni figurali che “dissonano” con le nostre abitudini visive.

Ma conta la capacità formale, di costruzione, di cui danno prova le figure dell’artista, conta l’equilibrio e la fermezza iconica, e quindi conta la finale “credibilità” di queste opere che altra volta abbiamo indicato come “figure della dissonanza”.

Figar, insomma, vuole che lo spettatore “rifletta” sulle sue creazioni e, attraverso di esse, sul nostro destino di uomini.