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Meeting

Gustav Klimt e le sue donne

A Sagrado incontro con Marina Bressan
08/07/22
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Chi erano le donne amate da Klimt? Chi si celava dietro i ritratti che tutti conoscono e che rapporto sussisteva tra loro e l’artista? Committenti, donne dell’alta borghesia, muse, modelle, ma anche la madre, le sorelle, la cognata e l’amata nipotina, nonché la compagna della sua vita: Emilie Flöge.

Una vita scandita dalle stagioni: l’inverno a Vienna nell’atelier con le modelle e le madri dei suoi figli o nei salotti della Vienna bene; l’estate in compagnia di Emilie, della cognata e della nipotina Helene.

Klimt celebrò la donna sensuale, l’erotismo era infatti per l’artista, amato e ricercato, “la porta per il paradiso”.

Ritrasse donne simbolo di voluttà, le immortalò anche in posizioni intime o nella dolcezza dell’abbandono. Giochi di ambiguità, volto estatico dell’eros, passione sublimata in arabeschi eleganti e struggenti, perché l’estasi erotica per Klimt non poteva essere che declinata al femminile, proprio per quella capacità di abbandono tanto demonizzata dalla cultura misogina di fine secolo. Donne appena vestite, nudi dormienti furono accettati dalla borghesia e dall’aristocrazia viennese: con la ricchezza e l’opulenza della rappresentazione Klimt vinse i pregiudizi morali.

Splendido velo di Maya, meravigliosa quinta teatrale, incantevole cortina dietro alla quale si nascondeva, la dea Iside.