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Classic art

Il Quintetto

A Pordenone 5 musicisti d'eccezione sconfinano tra antichità e contemporaneo
Brentano Quartet (© Jurgen Frank)
Pordenone

01/02/18
20.45
Pordenone
via Martelli 2
Pordenone

Cinque musicisti per un programma che va oltre i confini del repertorio standard, che partendo da brani di musica antica arriva alla musica contemporanea, all’insegna di una libertà espressiva che non conosce generi, né confini. Da Ockeghem a Carlo Gesualdo da Venosa, Orlando di Lasso e Monteverdi, fino a Brahms e Davidovsky.

 

Sul palcoscenico pordenonese il Quartetto Brentano, ospite delle scene internazionali (dalla Carnegie Hall al Concertgebouw di Amsterdam) che in 25 anni di attività si è esibito al fianco di solisti come Mitsuko Uchida o i soprani Jessye Norman e Joyce Di Donato. In questo concerto la nota ensemble affianca Alessandro Carbonareprimo Clarinetto dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia: una carriera artistica che lo ha visto collaborare come solista anche con l’Orchestre Nationale de France e i Berliner Philarmoniker.

 

Al centro del concerto il sublime Brahms di cui ci parla Angelo Foletto - saggista, conferenziere e critico musicale di Repubblica che terrà la prolusione al concerto - “l’organico del Quintetto per clarinetto ammicca alla forma-concerto; esattamente come nell’omologo di Mozart. Ma è nuova la luce poetica di cui si nutre. Matura e toccante, la composizione trasfigura il modello per la densa e quieta complessità del tessuto strumentale; ci riporta a quel tono di trepidante e virile commiato, di autunnale e saggia dolcezza, di inclinazione elegiaca e sobriamente intimista che non sapremo attribuire ad altri se non Brahms”.

Il Quintetto è il progetto speciale per la Stagione 2017/2018 del Teatro Verdi di Pordenone ed entra nel mondo della musica da camera. Nella vasta letteratura per musica da camera, altrettanto nobile rispetto a quella sinfonica, i brani composti per quintetto costituiscono parte importante. Esistono varie tipologie di quintetto, combinazioni diverse a seconda degli strumenti che lo compongono; la formazione più comune è data dal classico quartetto d’archi (due violini, viola, violoncello) cui si aggiungono pianoforte o clarinetto; oppure il quintetto d’archi, integrato da una seconda viola, o da un secondo violoncello, o da un contrabbasso. Esiste anche un quintetto classico nato nell’Ottocento, il “quintetto di fiati” composto da clarinetto, oboe, flauto, fagotto, corno o oboe d’amore. Il percorso di quest’anno, ideato sulla scia dei precedenti cicli dedicati a variazione pianistica, violoncello e violino, aveva aperto con una proposta sui Quintetti d’archi nel Romanticismo (Marco Rizzi, Gabriele Pieranunzi, Simonide Braconi, Francesco Fiore, Enrico Bronzi) seguito dal concerto di uno strepitoso quintetto di fiati, lo Stuttgart Consort. Completano ora il ciclo due appuntamenti con formazioni di spicco e solisti d’eccezione: il Quartetto Brentano e Alessandro Carbonare al clarinetto, il Quartetto Bennewitz e Alessandro Taverna al pianoforte. I programmi vanno da Brahms a Händel, da Šostakovič ad Albeniz e Offenbach. Tutti i concerti del progetto speciale prevedono introduzioni all’ascolto a cura di Angelo Foletto.