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Meeting

Kebar Krossè

Nell'ambito del festival "Suns Europe"
(ph. Ufficio stampa Suns Europe)
Udine
Teatro Nuovo Giovanni da Udine, via Trento 4
01/12/16
17.30

Suns Europe, il Festival delle arti in lingua minoritaria, non è solo musica, ma anche cinema e letteratura. Non è un caso, quindi, se nella giornata inaugurale dell’evento, giovedì 1 dicembre alle 17.30, al Teatro Giovanni da Udine, sarà presentato in anteprima il nuovo romanzo di Stefano Moratto, ‘Kebar Krossè’. Un testo scritto in «afrofurlan», come precisa l’autore, frutto della contaminazione tra la marilenghe e vocaboli della tradizione africana. «Una nuova varietà di friulano – scherza Moratto, considerato uno degli autori più innovativi della letteratura friulana contemporanea – perché la lingua si evolve e si contamina continuamente».

Una storia ‘strana’ quella raccontata dall’autore, di una città del futuro (per molti aspetti simile a Udine), circondata da deserto e da paludi. «L’unica cosa che si scorge all’orizzonte – racconta Moratto – è il nulla, un nulla velenoso e letale, che non lascia scampo a chi tenta di affrontarlo. Dalla città di vedono altre due cose: un treno che si sposta da Est a Ovest e viceversa (non si conosce la stazione di arrivo né quella di partenza, né tantomeno cosa trasporta), e nuvole cariche di pioggia che restano lontane. In questa città, infatti, non piove mai». Un’ambientazione surreale, dove è sempre lunedì, con un ‘tempo’ sempre uguale che non trascorre. «Il personaggio principale del romanzo – anticipa l’autore – si chiama Montag (richiama uno dei protagonisti di Fahrenheit 451). Lavora in un ufficio, ma a un cento punto della storia va in crisi e fatica a riconoscersi in questa realtà, dove regnano staticità e decadimento (lento ma continuo). Una città dove l’equilibrio è garantito dalle sostanze alteranti che assumono i suoi abitanti».

Una presentazione da non perdere, quindi, quella di Moratto che sarà protagonista non solo dell’appuntamento delle 17.30, ma anche di quello delle 20.45, quando andrà in scena la lettura teatrale del suo primo romanzo, “Donald dal Tiliment”, insieme al Collettivo Tsu.

«Mi diverte scrivere in friulano – conclude Moratto – perché posso oltrepassare i limiti di questa lingua percorrendo strade innovative». Un friulano ‘nuovo’ che, però, pesca nella tradizione, come dimostra il titolo del romanzo: “Kebar Krossè”, parole che in marilinghe significano “scarafaccio” e “uncinetto”.