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Classic art

L'importanza di chiamarsi Ernesto

Sui palchi del FVG il capolavoro di Oscar Wilde
(© Laila Pozzo)
Monfalcone

05/02 e fino al 06/02
20.45
Monfalcone
corso del Popolo 20
Monfalcone

Dopo SaloméIl fantasma di Canterville e Atti osceni – I tre processi di Oscar Wilde, l’indagine attorno alla vita e alle opere del grande autore irlandese che Ferdinando Bruni e Francesco Frongia conducono da alcuni anni, li ha portati ad affrontare la sua più famosa commedia, che con caustica e brillante ironia svela la falsa coscienza di una società che mette il denaro e la divisione in classi al centro della propria morale.

Fra i fondatori del Teatro dell’Elfo negli anni Settanta, Ferdinando Bruni incrocia nel 2003 la sua carriera di attore, regista e scenografo con quella di Francesco Frongia, che lo dirige nel monologo SdisOrè. Ha inizio così la loro collaborazione artistica, che dura fino ad oggi.

In scena due dandy dell’aristocrazia inglese dall’identità ambigua, che vivono una vita segreta e si nascondono dietro un immaginario Ernest, ma nessuno dei due è veramente "earnest" (onesto), né "Ernest". Il celebre espediente linguistico e i tanti equivoci della straordinaria macchina narrativa congegnata da Wilde mettono in luce l’ipocrita cura dell'apparenza e della forma dell'alta società vittoriana.

Ne L’Importanza di chiamarsi Ernesto, la vivace e divertente lettura registica mette in scena la società benpensante e opportunista scegliendo la chiave della farsa pop. Wilde, infatti, inventa un linguaggio inedito e pone le basi dell’umorismo queer, quell’umorismo che, attraverso l’epoca d’oro della commedia hollywoodiana e popolari serie televisive, è arrivato fino a noi, senza perdere in freschezza e causticità.
“Restituire questa allegra cattiveria richiede – scrivono Bruni e Frongia  – una mano registica leggera e complice. Il palcoscenico diventa così un foglio bianco su cui far risaltare i “colori” dei personaggi in un gioco che prende in prestito ai cartoon e all’immaginario pop la capacità di sintesi e di leggerezza e lascia campo libero ai funambolismi verbali [...]”.

 

Alle 20, al Bar del Teatro, nell'ambito di "Dietro le quinte", avrà luogo una breve presentazione dello spettacolo a cura di Luisa Vermiglio.