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Meeting

MosaicaMente

Trieste
Piazza Piccola 3
Sala Fittke
17/12 e fino al 15/01
10-13/17-20

Organizzata dalla Fondazione Bambini e Autismo ONLUS assieme al Comune di Trieste, al Liceo Artistico Nordio della città e con il sostegno della Fondazione Ernesto Illy. La tappa in città è l’ultima di un percorso in cui i mosaici sono stati esposti nel 2016 in varie città tra cui Pordenone, Udine, e Parma e rappresenta un evento che la Fondazione persegue con lo scopo di far vedere il lavoro che si compie all’Officina dell’arte - il centro lavorativo regionale per persone con autismo adulte di Pordenone – che non ha uguali in Italia. L’Officina dell’arte è (come lo definiscono i suoi creatori) una palestra di vita a misura di persona con autismo dove si impara a lavorare attraverso anche la scansione del tempo lavorativo e attraverso l’apprendistato delle tecniche musive condotto da un maestro mosaicista che oltre a insegnare l’arte musiva agli utenti esercita il controllo di qualità sul prodotto.

La mostra è dedicata all’autodidatta Van Gogh che, soprattutto dopo il suo trasferimento dal Paese natìo, l’Olanda, a Parigi, si ispirò ai grandi del tempo e a quella corrente artistica, l’impressionismo allora dominante che riscopriva la pittura dei paesaggi e l’interesse rivolto più al colore che al disegno. La sua personale ricerca però lo portò a superare i confini di una corrente e anticiparne piuttosto un’altra, l’espressionismo, che privilegiava il lato “emotivo” della realtà. Le opere musive che compongono la mostra sono ispirate a quelle più famose dell’artista che fu un formidabile pittore “en plen air” molto spesso notturno. A tal proposito Van Gogh pensava: "Spesso ho l'impressione che la notte sia molto più viva e riccamente colorata del giorno" si legge in una lettera al fratello Theo.

Per quanto riguarda la vita dell’artista dire che Van Gogh fu un incompreso è quasi un eufemismo, infatti se non ci fossero state persone caritatevoli come suo fratello probabilmente oggi non potremmo godere delle opere che, tardivamente, riscuotono grande ammirazione.

Anche per questa sua condizione di incompreso e “pittore diverso” i curatori della mostra hanno trovato nella rappresentazione dei mosaici realizzati molte affinità tra le persone con autismo e l’artista, non sul piano clinico, ma sul piano delle condizioni di vita che ancora oggi subiscono le persone con autismo soprattutto adulte. Questa mostra è quindi bella a prescindere, perché segna un riscatto, un' unione ideale con Van Gogh, realizzata nei modi e con le competenze di questi speciali artisti, ma come sempre anche a Trieste l’ultimo giudizio sarà quello del visitatore.

Durante il periodo della mostra, che terminerà il 15 gennaio 2017, il visitatore sarà accolto dagli studenti del Liceo Nordio che faranno da guida alle opere esposte e daranno informazione sull’opera di Van Gogh.