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Classic art

Pensaci Giacomino

A Gorizia Leo Gullotta e la condanna di una società becera e ciarliera
30/01/19
20.45
Gorizia
via Garibaldi 2/a
Gorizia

Una condanna di una società becera e ciarliera, dove il gioco della calunnia, del dissacro e del bigottismo è sempre pronto a esibirsi: è Pensaci Giacomino di Luigi Pirandello. La produzione Teatro Stabile di Catania – Compagnia Enfi Teatro vedrà nel ruolo di protagonista Leo Gullotta, noto e amato dal grande pubblico sia come attore che come doppiatore e imitatore. Nata come novella nel 1915, per poi avere la sua prima edizione teatrale, in lingua, nel 1917, la storia racconta di una fanciulla rimasta incinta del suo giovane fidanzato che non sa come poter portare avanti questa gravidanza. Il professore Toti pensa di poterla aiutare chiedendola in moglie e potendola poi così autorizzare a vivere della sua pensione il giorno che lui non ci sarà più. Naturalmente la società civile si rivolterà contro questa decisione anche a discapito della piccola creatura che nel frattempo è venuta al mondo. Nel finale pirandelliano, pieno di amara speranza, il giovane Giacomino prenderà coscienza del suo essere, del suo essere uomo, del suo essere padre e andrà via da quella casa che lo tiene prigioniero, per vivere la sua vita con il figlio e con la giovane madre.

Dei tre atti originali, la nuova lettura del regista Fabio Grossi concentra il testo in un atto unico di un’ora e mezza, mentre l’azione viene ambientata negli anni ’50: “In piena ricostruzione - spiega il regista - agli inizi del boom industriale che porterà il paese a godere “di unicorni dorati” dal profumo della libertà ritrovata”. Il testo pirandelliano è anche modernizzato, abbandonando lessico d’epoca e reverenze anacronistiche, mentre le scenografie vedono i protagonisti sovrastati da penetranti figure di “Giganti”, atti a rappresentare l’enorme peso del becero commento, della calunnia sociale, del perbenismo fasullo dei baciapile.