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Classic art

Perlasca. Il coraggio di dire no

A Trieste la storia emozionante dello “Schindler italiano”
23091
oggi e fino al 19/01
19.30 (mercoledì e giovedì ore 21)
2
Trieste
viale XX Settembre 45
Trieste

Siamo a Budapest nel 1944. Le SS cercano Perlasca, commerciante di carni che ha rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò: per loro è un traditore. Ma Perlasca, che in passato ha guadagnato la stima di Francisco Franco, possiede una lettera che lo invita, in caso di bisogno, a presentarsi presso una qualunque ambasciata spagnola. L’uomo coglie l’opportunità per evitare la deportazione a quante più persone possibile. Si fa chiamare Jorge Perlasca e si mette al servizio dell’ambasciatore spagnolo Sanz Briz con cui collabora finché questi è costretto a lasciare l’Ungheria. Quindi si sostituisce a lui ed in 45 giorni – in una corsa drammatica contro il tempo e la persecuzione nazista – volgendo le sue capacità comunicative di venditore in straordinarie doti diplomatiche, evita la morte ad almeno 5.200 ebrei. Oggi la documentazione di queste gesta è patrimonio della Fondazione Perlasca, che ha sostenuto il progetto di Albertin. Finita la guerra Perlasca non si è mai rivelato, conducendo per decenni una vita nell’ombra: nel 1988, però, due ebrei che gli devono la vita lo rintracciano nella sua casa di famiglia a Padova e finalmente il suo eroismo viene reso noto al mondo.

Ma anche allora mantiene il suo profilo semplice, mostrando solo il desiderio che le nuove generazioni conoscano queste storie, per non ripetere gli stessi errori mai più. A chi si stupiva e lo interrogava in merito al coraggio dimostrato nello sfidare da solo i nazisti, rispondeva sereno «Lei cosa avrebbe fatto al posto mio?».