Utilizziamo i cookie per offrirti la miglior esperienza possibile sul nostro sito Web.
Quando utilizzi il nostro sito Web, accetti che vengano trasmessi cookie sul tuo dispositivo. Ulteriori informazioni
Classic art

Terra di confine

Ispirato agli scritti di Amos Oz
(ph. ilrossetti.com)
Trieste
Politeama Rossetti, Largo Gaber
05/04 e fino al 10/04
21 (5 e 8/4 ore 19.30; 10/4 ore 17)

«Viviamo in un asilo infantile globale, in un mondo dove la gente pensa sostanzialmente a giocare, a consumare e a divertirsi. Anche i poveri subiscono il lavaggio del cervello dei gadget. In una realtà del genere non ci si mette nei panni degli altri. A parte quando dobbiamo vendere loro qualche cosa. È l’unico momento in cui ci chiediamo davvero che cosa prova l’altro».
Sono durissime le parole di Amos Oz, ma fotografano molto vividamente la nostra realtà vittima della superficialità e profondamente vulnerabile davanti alla trappola del pregiudizio e della discriminazione. Ed in questo terreno, si radica il fanatismo, l’odio fra chi è “diverso”, per razza, per cultura o altro... «Vuoi fare qualcosa di concreto contro il fanatismo crescente?» continua l’autorevole scrittore e giornalista israeliano. «Comincia tu per primo a metterti nei panni degli altri. Conosco persone del movimento pacifista talmente militanti nelle proprie convinzioni su come costruire la pace da impegnarsi in guerre molto serie con gli altri pacifisti. Li chiamano colombe, ma che razza di colombe sono quelle che combattono in continuazione l’una contro l’altra? Il punto è che nessuno è davvero immune dal fanatismo. Anche se non ogni forma di fanatismo è un pericolo mortale». Percorrendo i sentieri suggeriti da Oz in Contro il fanatismo e in In terra d’Israele, Daniele Salvo costruisce drammaturgicamente e mette in scena uno spettacolo di forte impegno sociale e di grande suggestione artistica e intellettuale.
Accompagnati dalle belle musiche originali del compositore triestino M° Marco Podda, cinque attori si addentrano nel mondo a noi poco conosciuto di Israele e Palestina, alternando ai momen- ti di recitazione pura, un interessante viaggio visivo, realizzato con videoproiezioni. 
Daniele Salvo spiega di aver cercato in Contro il fanatismo la testimonianza “super partes” di Amos Oz. L’intellettuale – che è stato uno dei primi a sostenere la “soluzione dei due Stati” per il conflitto arabo-israeliano dopo la “Guerra dei sei giorni” – ci fa infatti comprendere come non ci siano eroi o uomini nel giusto o nel torto, ma due ostinazioni, due pensieri inconciliabili che continuano ad affrontarsi sullo stesso territorio. Ci avverte di quanto il fanatismo faccia parte delle nostre vite, si insinui inavvertitamente nei nostri comportamenti quotidiani e cambi il nostro modo di percepire la realtà. È un condizionamento pesante che ha le sue radici nella rettitudine inflessibile, nella convinzione di essere nel giusto.
Terra di Confine fa compiere allo spettatore un viaggio nelle terre di Israele, nei villaggi più remoti e nelle grandi città, alla ricerca di opinioni e pensieri sull’uomo israeliano, ebreo, palestinese, musulmano. E li riceve da persone comuni che discutono con calore, manifestando liberamente le proprie opinioni politiche, accusando e difendendo, arrivando quasi al linciaggio, dimostrando un insanabile odio verso il diverso, ma che assieme a Oz talvolta riescono a farci intravvedere una via possibile per cambiare e non permettere al fanatismo di instillarsi nelle nostre vite, o di distruggerle. Un pericolo che oggi contamina l’Europa intera.