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Meeting

A Trieste i "Volti dalla Storia"

La ricostruzione di volti fisici per mezzo delle più recenti tecnologie diagnostiche e fotogrammetriche 3D
Trieste

Museo d’Antichità “J.J. Winckelmann”
30/11/21
10-17

La mostra, aperta fino al 9 gennaio 2022 da martedì a domenica, dalle 10 alle 17, con ingresso libero, è curata da Marialuisa Cecere e Fabio Cavalli dell’Accademia Jaufrè Rudel di Studi Medievali di Gradisca d’Isonzo insieme a un team tecnico scientifico che fa parte di una rete internazionale di studiosi di cui l’Accademia è partner, ed è sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

L'esposizione ha come oggetto di studio la ricostruzione di volti fisici per mezzo delle più recenti tecnologie diagnostiche e fotogrammetriche 3D. Il percorso espositivo è diviso in sette sezioni di cui la prima, più tecnica, “svela” il metodo ed i presupposti scientifici su cui si basano le ricostruzioni dei volti. Le altre sei postazioni tematiche, attraverso un itinerario da Aquileia all’Asia Minore, passando per il Danubio e il Delta del Nilo, inizia dalla preistoria per arrivare al tardo Medioevo, mostrando al visitatore l’identikit di personaggi appartenenti al passato che, mediante la dimensione immateriale del digitale, riprendono le loro fattezze fisiognomiche raccontando la propria storia.

Il percorso espositivo è essenzialmente “immateriale” in quanto non espone manufatti archeologici ma una serie di installazioni tridimensionali (stampa 3D, videomapping, olographic fan...) che rappresenta la rielaborazione virtuale di uno specifico materiale archeologico, è concepita anche come un evento didattico/divulgativo che, senza alterare né i dati biologici né quelli storici, metta assieme scienza, archeologia, bioarcheologia e storia. E' strutturata come un percorso affascinante che si compone di sette postazioni tematiche, in cui il visitatore potrà scegliere il livello di approfondimento utilizzando i codici QR riuniti in un “catalogo virtuale” consegnato all'ingresso, fruibili anche in un secondo momento.

Nell’occasione il Museo ha selezionato dai suoi ricchi monetieri venti monete raffiguranti gli imperatori romani: immagini della propaganda che si basava sulla massima diffusione dei volti imperiali, utilizzati per rafforzare l’impersonificazione nell’imperatore nello Stato e nelle sue regole.

Per il Museo d’Antichità è l’occasione di riprendere il filo del discorso iniziato nel 2004 quando il radiologo dott. Cavalli e il medico legale dott. Fulvio Costantinides curarono le indagini radiologiche Tac alle mummie della collezione, traendone degli eccezionali risultati e realizzando le prime ricostruzioni dei volti.

 

Percorso della mostra

Sezione 1 Facies: lo sfondo immutabile del volto
Questa sezione è finalizzata alla comprensione dei presupposti teorici e tecnici che sottostanno alla ricostruzione facciale che, realizzata attraverso l’applicazione delle tecniche forensi, consente di attribuire un volto “fisico” a persone appartenenti ad un passato più o meno remoto, dando la possibilità al visitatore, anche quello più giovane, di dare concretezza alla storia, annullando le “distanze” temporali e permettendo di notare quelle che sono le differenze o le somiglianze tra passato e presente.
Sezione 2: Vultus: l’essenza dell’uomo
Plinio il Vecchio e Gaio Valerio Vesto, due volti ipotetici, dialogano sui volti "scomparsi" e sul perché si debbano ricostruire i volti delle persone che ci hanno preceduto.
Sezione 3: Le sacerdotesse di Vucedol
Una storia dalla tarda età del rame sulle rive del Danubio: volti dalla civiltà di Vucedol
Sezione 4: I volti di un Impero
Da Aquileia, il grande porto cosmopolita del Caput Adriae, alle genti di tutto il Mediterraneo orientale
Sezione 5: Iuliopoli, una città ritrovata
Da Aquileia all'Oriente attraverso la Tabula Putingeriana fino alla città anatolica di Iuliopoli.
Sezione 6: I nuovi padroni
Un villaggio dell'ager aquileiense al tempo dei Longobardi: due volti dalla necropoli di Romans d'Isonzo
Sezione 7: L’ultimo racconto di Sofia
La storia dei Conti di Prata di Pordenone raccontata dalla contessa Sofia, l’ultima discendente della nobile e potente casata.