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Meeting

I.L.T. Illumina le tenebre

A Trieste immagini e suoni raccontano il destino dell’enclave serba in Kosovo
21185
(ph. Federica Troisi)
Trieste
via Cavour 2
Museo Magazzino delle Idee
14/09/17
15-19

La voce di Giovanni Lindo Ferretti, le fotografie di Federica Troisi, insieme per raccontare il destino e la storia di un’umanità sofferente, privata del diritto all’identità e resistente alle ingiurie della povertà, alle difficoltà quotidiane del vivere, alle insidie della modernità omologatrice: il destino e la storia del popolo serbo di Kosovo e Metohija. “I.L.T. Illumina le tenebre” è il progetto da cui nasce l’omonima mostra itinerante che, dopo diverse tappe italiane, approda alla sede espositiva dell'ERPaC  Magazzino delle Idee di Trieste dal 2 al 17 settembre 2017, per poi toccare, a fine anno, alcune città serbe, come Novi Sad, Belgrado e Niš.

La mostra di Trieste è promossa dall’ERPaC, Ente Regionale per il Patrimonio Culturale, che ha lo scopo di valorizzare e di sviluppare il patrimonio culturale della regione. In questo caso promuovendo eventi di spessore in luoghi del territorio.

Attraverso dodici immagini di grande formato (150x150 cm) scattate dalla fotografa emiliana, e la colonna sonora inedita realizzata dal fondatore dei CCCP, l’esposizione restituisce con forza l’umanità fiera di un’enclave del terzo millennio in Kosovo. La mostra è nata dalla selezione tra i novantasei scatti realizzati da Federica Troisi e pubblicati all’interno del libro “ILT Illumina le tenebre. Desideri complessi di un’Europa taciuta”, edito da Duuscia Edizioni, e racconta il viaggio e l’incontro della stessa Troisi con la popolazione del piccolo villaggio di Velika Hoča in Kosovo, seicento anime che trascorrono la loro vita sulle colline di Metohija patrimonio dell’umanità dell'Unesco.

La fotografa ha conosciuto attraverso un’esperienza solidale la realtà dell’enclave, toccando con mano la discriminazione, la stanchezza, la rassegnazione, ma anche la potenza del desiderio, la volontà di coltivare un sogno a dispetto di qualsiasi razionalità. Un incontro che l’ha spinta, nonostante non conoscesse la lingua, ad approfondire la comunicazione, studiare corpi, volti, gesti, lacrime e sorrisi e infine a ritornare a Velika Hoča e a spendere giornate e chiacchiere notturne, attrezzata di apparecchio fotografico, microfono e interprete con il supporto di padre Benedetto Scarfi del Monastero di Visoki Dečani - Kosovo e Metohija. Ha visitato case, partecipato della vita taciuta di chi può desiderare tutto e realizzare poco o niente; ha scattato ritratti e acceso candele; si è fermata innanzi a qualche soglia e ha penetrato la sensibilità di una popolazione ferita, incredula in un futuro colmo di nubi. Ritornata a Reggio Emilia, l’incontro con Ferretti, musicista, scrittore e uomo di teatro che si è ritirato a vivere sull’Appennino: con lui avvia una riflessione, fuori dallo spazio e dal tempo, che si coniuga perfettamente alla poetica dei ritratti e riempie le immagini di nuove parole. Assieme, Federica Troisi e Giovanni Lindo Ferretti creano un compendio d’immagini, parole e musica che raccontano “niente di eclatante a parte l’esistere”, un’esistenza che affonda le proprie radici nelle origini dell’umanità gelosa custode della propria identità, rispettosa dell’altro, devota alla religione dell’ospitalità: una rappresentazione della natura più profonda dell’uomo che, al di là delle barriere e a qualsiasi latitudine, lo affratella con il proprio simile.

La mostra gode del patrocinio delle Regioni Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte; dei Comuni di Lodi, Bussolengo, Venezia, Bologna, Trieste, Settimo Torinese; delle Città di Novi Sad, Belgrado e di Niš; dell'Alto patrocinio del Prefetto di Trieste; dell’Associazione Amici di Piero Buscaroli; del Festival internazionale della fotografia etica; di Bologna Musei, e anche delle Fondazioni Ferretti e Vale.

Federica Troisi. Nata a Reggio Emilia nel 1973, giunge alla fotografia nei primi anni ’90. Restituisce all’apparecchio fotografico la funzione di lente privilegiata per l’osservazione della realtà. Particolarmente attiva nel sociale, esplora differenti registri comunicativi per sottolineare il principio attorno al quale si articola la sua poetica: la profondità dell’esperienza umana in ogni contesto. Divisa tra fotocamera e cinepresa, utilizza le ambientazioni del quotidiano per restituire la meraviglia della narrazione, dall’ospedale ai teatri di quartiere.

Nel 2002 espone ad Esterni di Milano il lavoro “Brasile”, successivamente partecipa a diversi eventi tra cui nel 2009 “APERTO AL PUBBLICO” cassette elemosinarie in collaborazione con Lorenza Franzoni e Alessandro Scillitani e nel 2014 è presente al Reggio Film Festival con il cortometraggio “Ceneri”.
Dal 2008 al 2014 ha collaborato come fotografa e redatto testi per il periodico del volontariato “DarVoce informa”. Nell’estate 2016, visita i Balcani; partecipando a GiocaHoča come volontaria, concepisce I.L.T.

“Con il mio obiettivo - ponte tra me e realtà differenti - sono entrata in dimensioni nascoste. Là dentro, la vita mi ha accolto e mi ha spinta con tutta la sua forza. Ogni volta, fiduciosa, ho lasciato che la folla mi portasse. Sono commossa per quanto ho ricevuto, per l’intima condivisione che mi ha nutrito. Sono una grata testimone che ha trovato nella fotografia il suo lasciapassare”.

Giovanni Lindo Ferretti. Nato a Cerreto Alpi il 9 settembre 1953, musicista, scrittore, viaggiatore, allevatore di cavalli è universalmente considerato uno dei padri del punk italiano. Fondatore del gruppo CCCP Fedeli alla Linea, di seguito trasformatosi in C.S.I. Consorzio Suonatori Indipendenti, ha continuamente innovato il suo repertorio artistico sino all’esperienza musicale dei P.G.R. Per Grazia Ricevuta e l’epico Saga, il canto dei canti, opera equestre.

Ha fondato a Bologna nel 2002 la Bottega di musica e comunicazione. Ha pubblicato i libri: “Reduce” nel 2006, “Bella gente d’Appennino” nel 2009 e “Barbarico” nel 2013, tutti editi da Mondadori. Vive nella casa dei suoi avi sull’Appennino Reggiano.

“Dovendo sintetizzare le mie generalità, in mancanza di una professione certificata dall’appartenenza a un albo, ne ho fatto una formula: montano italico cattolico romano”.

Amici di Dečani. Amici del Monastero di Dečani, non ha scopo di lucro, è un’associazione di natura apolitica, non confessionale e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale, nel campo della promozione della cultura. La propria attività consiste nel sostegno, divulgazione e promozione delle attività umanitarie e culturali del Monastero di Visoki Dečani - Kosovo e Metohija, patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

L’Associazione partecipa e promuove qualsiasi forma di incentivazione relativa alla valorizzazione, conservazione, restauro e sviluppo dei beni culturali ed architettonici del sito del Monastero di Visoki Dečani.

Tra le numerose iniziative e i progetti solidali, ricordiamo: “GiocaHoča” in favore dei bambini delle enclavi, il supporto alle “Cucine Popolari”, il programma di sostegno allo studio “Appartenere al Futuro”, i progetti in campo sanitario “Le Gioie del Cuore” e “Un Cuore Blu” in favore di ragazzi cardiopatici
e diabetici, la rassegna musicale “Metohijskj maj Tributo a Piero Buscaroli”. Il Presidente di Amici di Dečani è lo scrittore e giornalista triestino Paolo Rumiz, compongono il Comitato direttivo il Vice Presidente e Abate del Monastero di Dečani Padre Sava Janjić, Massimo Cacciari, Danilo Errico, Valentino Pace, Chiara Pennacchioni, Nino Sergi. Duuscia Edizioni è la casa editrice di Amici di Dečani O.n.g.