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Music

Ute Lemper

A Trieste le melodie struggenti composte dagli ebrei rinchiusi nei campi di concentramento scandivani
18/11/17
20.30
Trieste
viale XX Settembre 45
Trieste

«Come tedesca, nata dopo la Guerra, sposata ad un uomo ebreo qui a New York da vent’anni, sono da sempre legata alla storia, terribile, dell’Olocausto» spiega Ute Lemper. «È mia responsabilità e dovere etico onorare la cultura del popolo ebreo e stimolare il dialogo su questo orribile passato. Questa è una missione che ho iniziato già nel 1987, quando fui protagonista del grande progetto discografico di DECCA “Entartete Music” che presentava compositori di origine ebrea e la loro musica, bandita dai nazisti. Con “Songs for eternity” questa missione continua, diventando per me sempre più emozionante. Nella mia ricerca sono stata catturata da queste canzoni e dalle storie che si celano dietro a ognuna di esse. Ho studiato così un libro unico nel suo genere, una raccolta di Vevel Pasternak del 1948, che raccoglie canzoni dei Ghetti e dei campi di concentramento, così come il canzoniere di Ilse Weber, pubblicato in Israele negli anni Novanta, dal marito sopravvissuto ad Auschwitz». “Canzoni sul razzismo e canzoni in cerca di pace” che nello spettacolo si intrecciano alle note celebri di brani come “September Song” di Brecht/Weill o “Youkali”, o “Lili Marleen”. Le melodie struggenti composte dagli ebrei rinchiusi nei campi di concentramento scandivano la loro terribile quotidianità, le loro disperate nostalgie: è sorprendente come (ad esempio nel campo di Terezin) i nazisti permettessero, con qualche censura, il fluire della creatività dei detenuti, che in questi canti trovavano forse un piccolo sollievo, o un “linguaggio” per evocare crudeltà indicibili con le normali parole. Attraverso la voce di Ute Lemper divengono ora memoria: per onorare quei milioni di bambini, donne, uomini, privati  allora della vita e della dignità, e per rendere il loro dramma un monito, per oggi, per sempre.