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Il benessere dei nostri piedi

Salute
16 luglio 2011

Il nostro punto d'appoggio

di Patrizia Longo
La loro salute risulta fondamentale per le nostre attività quotidiane. Eppure spesso ci dimentichiamo di curarli.
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Salute
16 luglio 2011 di Patrizia Longo

Troppe persone spesso trascurano i loro piedi. Forse perché nascosti nelle scarpe non meritano le nostri migliori cure? Invece... Non bisognerebbe mai dimenticare che i nostri piedi ci sostengono e permettono di muoverci nel mondo. Nessuno dimentica la crema viso, un tocco di trucco, la barba o la manicure, mentre scordiamo che un piede in salute è fonte di benessere sia sotto il profilo riflessologico che per la deambulazione e quindi il movimento fisico. Numerose volte presso il nostro studio si presentano persone con serie difficoltà a camminare, a fare le scale o più semplicemente ad infilare le scarpe. In moltissimi casi se non si tratta di patologie più serie, il problema dipende da un callo, da una ipercheratosi o da un piede trascurato. Per affrontare la problematica ci si può muovere in più direttrici:

- rivolgendo l’attenzione maggiormente al profilo emotivo, attraverso un percorso di comprensione che utilizza fiori di bach, visualizzazioni del benessere e training autogeno;

- puntando sulla riabilitazione fisica con la respirazione e la fisioterapia o lavorando con la riflessologia plantare per sedare o stimolare il funzionamento di un metabolismo.

Tuttavia la necessità assoluta di curare il piede come punto d’appoggio della persona con la terra, come mezzo per spostarsi e fare attività fisica utile a qualsiasi età, ha condotto all’individuazione di nuove soluzioni. Cos’è emerso? Che la callosità può essere sbucciata con delicatezza senza lame e frese, ma in modo rapido, efficace e indolore. Come? Attraverso la tecnica del “callus peel”. Si tratta di una tecnica veloce e non invasiva, dunque adatta alla pratica da parte dell’operatore anche su soggetti con diabete o con difficoltà di cicatrizzazione, in quanto non si utilizzano strumenti da taglio che potrebbero causare sanguinamento o trauma epiteliale. In soli 20 minuti si è infatti in grado di eliminare ipercheratosi (ispessimenti) e callosità dal piede senza avvalersi né di strumenti con lame né di frese abrasive.

L’obiettivo del trattamento è normalizzare il piede evitando che ci sia la tendenza a riformare un eccesso di callosità: attraverso un programma di almeno quattro sedute ravvicinate con intervallo di 15 giorni l’una dall’altra nei casi più gravi e di due o tre sedute in quelli normali, i risultati sono subito sorprendenti, tanto da essere poi sufficiente effettuare un incontro al mese di mantenimento. È importante sapere che, unita ad un risultato evidente e tangibile, c’e’ anche la piacevolezza di un trattamento che prevede un delicato massaggio finale del piede con una speciale crema che permetterà di presentare un piede morbido e vellutato al tatto, ossigenato e rigenerato alla vista. Grazie all’esperienza sul campo è possibile affermare che il metodo callus peel non presenta alcuna complicazione. La sua biocompatibilità con il corpo umano è testimoniata da severe analisi di laboratorio effettuate per l’ottenimento del permesso da parte del ministero della salute. Uniche controindicazioni sono la presenza di cicatrici, vesciche o tagli.

Prima di chiudere va sottolineato un altro aspetto importante: il piede libero da callosità risulta più facile da lavorare, consentendogli di accogliere in maniera più sensibile tutte le terapie alle quali verrà sottoposto. Per chi soffre di talloniti, infiammazioni del tendine d’Achille o di dita a martello, infine, per rendere al fine di rendere più efficaci i trattamenti si effettueranno piccole trazioni e digitopressioni nel tallone, nonché leggere trazioni delle dita e della caviglia.

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