Imoney tab white
Utilizziamo i cookie per offrirti la miglior esperienza possibile sul nostro sito Web.
Quando utilizzi il nostro sito Web, accetti che vengano trasmessi cookie sul tuo dispositivo. Ulteriori informazioni

Le Valli del Natisone

Turismo
15 febbraio 2012

Ai confini della natura

a cura della Redazione
Un territorio suggestivo e spettacolare che unisce Italia e Slovenia. Attorniato da montagne su cui si è scritta la storia delle nostre terre, e che oggi custodiscono tradizioni linguistiche, culturali e gastronomiche dalle origini antiche.
CONDIVIDI
370
A tu per tu con la natura sulla catena del Kolovrat (ph. Nediske Doline)
Turismo
15 febbraio 2012 della Redazione

Le Valli del Natisone si distinguono, all’interno dell’area pedemontana, per la loro particolare forma caratterizzata da un sistema vallivo a ventaglio convergente verso sud.

Geograficamente si aprono nel versante meridionale della fascia montuosa delle Prealpi Giulie, collegandole alla pianura friulana attraverso lunghe dorsali che degradano dolcemente, passando da forme propriamente montane a forme di dorsali più modellate, tipicamente collinari. Elemento emblematico del territorio è sicuramente il fiume Natisone. La vallata principale corrisponde al suo corso ed è caratterizzata da una spettacolare forra. In essa confluiscono altre tre valli percorse dai suoi affluenti: Alberone, Cosizza ed Erbezzo. La valle dell’Alberone è separata dalla vallata principale dalla dorsale che scende dal monte Matajur, mentre la valle del Cosizza è più articolata in quanto oltre a comprendere il corso del fiume omonimo, si estende verso la dorsale del monte Colovrat. Infine, la valle dell’Erbezzo, fiume che getta le proprie acqua nel Cosizza, è delimitata dai monti che da Castelmonte si ergono fino al Colovrat.

Il comprensorio delle Valli rappresenta uno dei luoghi della regione più diversificato dal punto di vista morfologico, caratterizzato dall’erosione secolare delle acque e dai sommovimenti tettonici di innalzamento ed assestamento della catena alpina ed è interessato da fenomeni carsici di varia entità. I monti rappresentano la caratteristica territoriale più evidente. Delimitato dalla stretta valle del Pradolino e del corso del fiume Natisone, si erge a nord l’altopiano del monte Mia (1237m). Il versante settentrionale del monte ricade, per la quasi totalità, in territorio sloveno, mentre la parte italiana presenta versanti a strapiombo. Di fronte al monte Mia si erge il monte Matajur, montagna simbolo delle Valli, dalla cui cima erbosa è possibile estendere lo sguardo fino all’Adriatico. Il monte, con i suoi 1641 metri, domina la vallata e rappresenta il punto massimo di elevazione dell’intero comprensorio. I monti risultano addolciti dai pendii dei rilievi minori le cui sommità sono spesso costituite da falsipiani prativi, come ad esempio il massiccio del Colovrat, che chiude ad anfiteatro la porzione orientale delle Valli del Natisone. Il territorio è caratterizzato da un ambiente naturale molto suggestivo e spettacolare. La presenza di corsi d’acqua e di montagne permette lo sviluppo di specie botaniche di provenienza diversa: illirica, mediterranea ed alpina. Ricca è anche la gamma di animali selvatici come linci, lupi, caprioli, cinghiali e molte altre specie.

Nelle Valli del Natisone il rapporto uomo ambiente ha creato un patrimonio storico culturale di notevole interesse che si estrinseca in tradizioni assolutamente originali che vanno dall’architettura popolare fino alla tradizionale gastronomia. Sono infatti vive la cultura e le tradizioni portate avanti grazie alla parlata slovena, alla toponomastica e al repertorio di canti, tradizioni religiose, riti ed usanze. La gente che vive nelle Valli è sempre stata legata alle proprie radici e attenta a tramandare alle nuove generazioni quanto appreso da quelle precedenti. Anche per questo motivo, durante il corso dell’anno, le Valli sono percorse da momenti che fanno rivivere le antiche tradizioni, come il carnevale con le tipiche forme di mascheramento ricordo quale il pust, costume fatto da brandelli di tessuto colorato, dotato di campanacci e pinze con le quali afferrare i passanti e un cappello a forma di cono. Non meno curiose sono le tradizioni alimentari, diversificate a seconda dei prodotti stagionali: la briza, minestra di brovada e patate; lo stakanje, purè di patate e verdure; gli zlicnjarki, gnocchetti di farina. Per non dimenticare la selvaggina e i dolci tipici delle Valli: gli struki e la gubana. Significativo è, infine, l’universo della tradizione orale, della lingua, del repertorio delle favole, dei miti e delle leggende, del canto e della musica. Le storie, tramandate di generazione in generazione, parlano della dura vita della gente, e sono arricchite dalla fantasia dell’immaginario collettivo, con spiritelli e creature mitologiche come gli škrat, le krivapete e i beledanti.

Altro aspetto importante: le Valli del Natisone si caratterizzano nel contesto regionale non solo per la loro posizione geografica strategica, a ridosso del confine, ma anche per il loro patrimonio artistico. Lo stretto legame tra religiosità e quotidianità è testimoniato dall’esistenza di piccoli e grandi luoghi di culto sparsi su tutta l’area. Tra tutti spicca il Santuario di Castelmonte, di origine romana e tra i più antichi della cristianità, che, circondato da alte mura, mantiene tutt’oggi inalterato il suo stile di roccaforte. Di particolare bellezza storico architettonica sono le numerosissime chiesette votive risalenti al secoli XV e XVI e disseminate su tutto il territorio, raggiungibili percorrendo sentieri tra prati e boschi dai colori variopinti a seconda della stagione. Le caratteristiche architettoniche di queste chiesette hanno risentito dell’influenza transalpina in particolare del gotico sloveno ad opera dei maestri di Skofja Loka. Elemento artistico di rilevante importanza è rappresentato dall’altaristica lignea seicentesca e settecentesca di ricca ornamentazione (zlati oltar) ad opera delle botteghe di Caporetto. Interessanti sono anche le diverse cavità naturali, alcune ancora inesplorate, tra le quali spicca la grotta di San Giovanni d’Antro, importante non solo dal punto di vista speleologico ma anche storico e religioso.

La Grotta d’Antro fu nell’antichità una fortezza militare dalla quale si controllava la strada che, lungo la valle, portava alle Alpi. Ma fu anche importante centro religioso; al suo interno, nel periodo longobardo, vennero costruite due chiese: una dedicata ai Santi Giovanni Battista ed Evangelista e l’altra alla Madonna Candelora. Delle chiese primitive nella grotta è rimasta qualche testimonianza solo di quella mariana, mentre la chiesa di San Giovanni è stata rifinita in stile tardo-gotico dal maestro costruttore Andrea da Škofja Loka. Una vallata in cui si trovano tracce di storia moderna, come i resti di strade militari e linee difensive della prima guerra mondiale e di storia antica: resti di castellieri, di strutture fortificate tardo-antiche e medievali e di insediamenti romani. Una terra di confine, al centro dell’Europa.

Commenti (0)
Comment