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Convegno internazionale giovedì e venerdì

Società
27 maggio 2014

Da Gorizia verso l'Europa sociale

di Margherita Reguitti
Nel capoluogo isontino è nata un’agenzia europea che mira a coinvolgere partner istituzionali e privati nella promozione di un nuovo sviluppo economico.
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Fabrizio Valencic e il Governatore FVG, Debora Serracchiani
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27 maggio 2014 di Margherita Reguitti Image

A Gorizia, nell’ex checkpoint del valico internazionale del Rafut, nasce SEA, Agenzia europea per lo sviluppo dell’economia sociale. Dal 29 al 30 maggio il capoluogo isontino ospiterà la terza edizione delle Giornate di economia sociale dal titolo “1914-2014. Dall’Europa della Grande Guerra all’Europa sociale”. Una quattro giorni per individuare le strategie future della programmazione europea 2014-2020. Gorizia dunque città snodo fra Slovenia, Austria e Croazia, punto di osservazione verso i paesi della regione adriatico-ionica per un nuovo modo di fare economia sociale in contesti di “local economy”. Per conoscere le anticipazioni e per fare il punto su quanto è stato fatto abbiamo parlato con Fabrizio Valencic, project manager SEA.

Che cosa è l’Agenzia per lo sviluppo dell’economia sociale -SEA?

«È un progetto finanziato dalla Comunità Europea, tramite il programma operativo Italia-Slovenia 2007-2013, che punta a valorizzare e trasferire in nuove forme di crescita possibile per il territorio l’esperienza del Friuli Venezia Giulia nello sviluppo di imprese sociali. Realtà nate in forma cooperativa a Gorizia e Trieste dalla deistituzionalizzazione dei manicomi, più di trenta anni fa, per favorire il reinserimento lavorativo delle persone svantaggiate. Nel capoluogo isontino SEA sarà la prima cooperativa europea nata per offrire sia strumenti ai giovani nell’avvio di nuove imprese, sia piani di innovazione alle imprese e agli enti pubblici. In sintesi dare al territorio, oggi stremato dalla perdita di ruolo dopo la caduta del confine e nel pieno della crisi globale, nuove strategie di sviluppo sostenibile nel rispetto dell’ambiente e tenendo conto del patrimonio socio-culturale».

Da dove è iniziata la riflessione alla base del progetto?

«In continuità con le progettazioni precedenti, abbiamo considerato le criticità e i profondi cambiamenti che la crisi economica avrebbe evidenziato, e abbiamo provato a tracciare delle piste di lavoro per affrontarla in qualche maniera. Nell’attuale situazione economica l’ambito delle attività che rientrano nella definizione di “economia sociale”, o di “innovazione sociale”, si è molto ampliata, conducendo a un generale ripensamento dell’organizzazione sociale ed economica. Un modo di fare nuova economia sperimentandola in contesti territoriali locali attraverso un uso intelligente degli strumenti resi disponibili dalla rivoluzione digitale e con l’obiettivo principale di migliorare il benessere della comunità».

Quali sono le finalità di SEA?

«Favorire la nascita di imprese sociali attraverso la condivisione di informazioni e delle buone pratiche tra i partner attuali e quelli che si uniranno in futuro. La macro-attività prevede la partecipazione attiva sul territorio dei Centri per l’impiego in Italia e degli Uffici di collocamento in Slovenia nella progettazione di nuove attività. Partendo dalla lettura puntuale dei bisogni delle comunità, coinvolgendo tutti gli attori locali, in particolare gli istituti di ricerca, svilupperemo modalità innovative per la nascita di nuove imprese, alle quali forniremo il know-how per individuare settori operativi e sostenibilità finanziaria».

Perché è stata scelta Gorizia come sede e qual è il valore aggiunto del recupero e riutilizzo dell’edificio dell’ex valico confinario del Rafut?

«Gorizia sin dagli anni Cinquanta è stata una città laboratorio che ha anticipato aperture e nuove sperimentazioni sovranazionali. La sua multiculturalità e multietnicità la rende particolarmente ricettiva e adatta a ospitare un’entità di persone e progetti di unità europea. La cooperativa avrà il suo quartier generale in un luogo fortemente simbolico e visibile: il checkpoint del valico del Rafut, vicino al confine internazionale della Casa Rossa dove si verificarono gli scontri a fuoco che segnarono la nascita della Repubblica di Slovenia dal disfacimento della Jugoslavia. Nel 2009, quando venne redatto il progetto, il Comune di Gorizia accolse la nostra richiesta di utilizzare l’immobile, entrando così nel progetto. L’edificio, ora completamente ristrutturato con i finanziamenti inclusi nel piano di SEA, è pronto per diventare operativo».

Quanto è stato impegnativo costruire SEA e ottenerne il finanziamento?

«Come tutti i bandi europei anche questo ha richiesto un notevole sforzo per mettere insieme un partenariato equilibrato e qualificato. Siamo partiti nel 2008 con una serie di incontri di progettazione congiunta per realizzare la proposta denominata Sviluppo dell’economia sociale - SES presentata sul bando progetti strategici, approvata ma non finanziata per mancanza di fondi. Non ci siamo arresi: il progetto è stato aggiornato, riformulato e ripresentato con successo l’anno dopo. Abbiamo dunque ottenuto il finanziamento risultando tredicesimi nella graduatoria su 66 progetti».

Quali sono i partner e quali sono i valori che portano nel progetto?

«SEA è un progetto con una partnership mista istituzionale e privata. Da una parte le Provincie di Udine, Gorizia, Rovigo e Ravenna, l’Agenzia del lavoro slovena, il Comune di Gorizia e l’Università di Lubiana. Dall’altra hanno aderito le organizzazioni cooperative, in primis Legacoop del Friuli Venezia Giulia, in qualità di capofila, le finanziarie regionali Confcooperative e Finreco, Legacoop del Veneto e di Ravenna. Un mix di valori istituzionali ed esperienza della cooperazione. Una caratteristica, quest’ultima, che ha incontrato particolare interesse in Slovenia. Tutto ciò riflette e concretizza le recenti tendenze che vedono sempre più l’evoluzione dell’economia sociale in “sharing economy”, economia della condivisione. Completano la squadra Sentprima, una Organizzazione non governativa di Lubiana, e RRA, l’Agenzia di sviluppo di Nova Gorica».

In concreto che cosa è già stato realizzato?

«Con le cooperative Itaca di Pordenone e Arcobaleno di Gorizia abbiamo lavorato alla creazione di nuove imprese. A Gorizia, in via San Michele è già operativo l’acceleratore urbano Magazìn, spazi di lavoro, confronto ed esposizione d’arte. Stiamo inoltre definendo piani di sostegno finanziario a start up transfrontaliere. Impegnativo è stato il recupero del valico del Rafut e anche la stesura dello statuto della cooperativa europea di prossima costituzione. Sono state inoltre realizzate due ricerche dell’Università di Lubiana, sui flussi occupazionali e sui nuovi bacini di impiego, e un’altra dell’IRES FVG. Tutto ciò sarà presentato durante le “Giornate di economia sociale”».

Come si colloca SEA in un contesto italiano e internazionale?

«Gorizia sarà uno snodo di collaborazioni tra Italia e Slovenia, ma anche tra Austria e Croazia, con un’apertura ai paesi della regione adriatico-ionica. La filosofia del convegno sarà focalizzata sul costituire una “rete di reti” per collegare le organizzazioni e le imprese dei nostri territori con le altre realtà europee, anche in prospettiva di comuni progettazioni e dunque finanziamenti nella programmazione europea 2014-2020. Un evento unico per la nostra regione e fra i pochi in Italia. Sarà l’occasione per relatori e operatori internazionali qualificati di fare il punto sulle eccellenze delle attività fin qui svolte, indicando le piste di lavoro futuro».

Per tutti i dettagli sul convegno consultare il sito ufficiale.

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