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Un week end a Firenze

Turismo
11 marzo 2012

Nel cuore della cultura

a cura della Redazione
Il capoluogo toscano è stato eletto “Città europea dello sport” per l’anno 2012. L’occasione ideale per visitare il suo patrimonio artistico, culturale e gastronomico.
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Panoramica della città, dominata da Palazzo Vecchio (ph. DSEPTP Firenze)
Turismo
11 marzo 2012 della Redazione

Quarantotto ore a Firenze. Potrebbe sembrare una corsa contro il tempo, eppure se ben organizzata la propria visita in una delle città più affascinanti del mondo saprà rivelarsi ricca di sorprese e di soddisfazioni. Firenze è una città a “misura d’uomo” con un centro storico raccolto nella cerchia dei viali, che può essere percorso a piedi, senza l’uso di motori o mezzi di trasporto. Anche per questo in città l’uso dell’auto privata è sconsigliato, considerate le dimensioni del centro storico, facilmente percorribile a piedi, e protetto dal traffico grazie alla ZTL (zona a traffico limitato).

L’ideale è giungere a Firenze in treno. Non lontano dalla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, capolavoro dell’architettura razionalista dei primi Novecento, ecco la basilica che le ha dato il nome. Santa Maria Novella è la duecentesca chiesa dell’ordine domenicano, dall’elegante facciata in marmi bianchi e verdi progettata da Leon Battista Alberti. Molto bello l’interno in stile gotico, con numerosi affreschi e capolavori d’arte rinascimentale. Attiguo alla chiesa, trova posto il Museo omonimo. Per strette e suggestive viuzze si raggiunge via Tornabuoni, la strada più elegante della città, sulla quale affaccia il retro del grande Palazzo Strozzi. Commissionato da Filippo Strozzi a Benedetto da Maiano, è uno dei più significativi edifici rinascimentali di Firenze. Sede di mostre d’arte, che si alternano nelle belle sale, il Palazzo ha un ampio e maestoso cortile, sempre aperto. Procedendo verso piazza della Repubblica si arriva al cuore della città al tempo della sua fondazione, a opera dei Romani; l’attuale piazza è frutto dell’assetto ottocentesco.

Tornando verso piazza Duomo, superandola si arriva in via Martelli, e dopo pochi metri ci si imbatte in un altro grande edificio rinascimentale, Palazzo Medici Riccardi. Cosimo il Vecchio de’ Medici lo commissionò a Michelozzo verso la metà del Quattrocento; tutto il quartiere circostante fu segnato dalla famiglia Medici. Il Palazzo, sede della Provincia di Firenze, è anche un museo con ambienti monumentali e una splendida Cappella affrescata da Benozzo Bozzoli; se non si ha molto tempo è possibile comunque affacciarsi nel cortile. Due luoghi collegati a questo Palazzo sono la vicina Chiesa di San Lorenzo e il Convento di San Marco. San Lorenzo fu la chiesa della famiglia Medici; nella sue forme attuali fu progettata da Filippo Brunelleschi ed è un esempio purissimo di architettura rinascimentale. La facciata è rimasta incompiuta, mentre all’interno ci sono numerosi capolavori di pittura.

Intorno alla chiesa altri importanti luoghi, come la Biblioteca Mediceo Laurenziana, la Sagrestia Vecchia (Museo del Tesoro di San Lorenzo), le Cappelle Medicee, con la Sagrestia Nuova, capolavoro di Michelangelo. Tutta la zona è animata da un variopinto mercato di abbigliamento e accessori, molto amato dai turisti. Tornando a Palazzo Medici e proseguendo lungo via Cavour si arriva invece in piazza San Marco, dove si affaccia la chiesa omonima e il convento. Il Convento di San Marco, dei Domenicani di Fiesole, fu un vero centro intellettuale della città; Cosimo il Vecchio investì in opere di ampliamento e abbellimento. Il Museo di San Marco ospitato nel convento è ricco degli affreschi rinascimentali di Beato Angelico; la Biblioteca è un capolavoro di Michelozzo. Nei pressi di piazza San Marco si trova la Galleria dell’Accademia, uno dei musei più visitati di Firenze per la presenza del celebre David di Michelangelo. Tuttavia il museo racchiude anche altre interessanti sculture dello stesso artista e una ricca esposizione di dipinti toscani dal 13° al 16° secolo.

Proseguendo ancora si arriva alla armoniosa piazza Santissima Annunziata, circondata da edifici a portici, di cui il più importante è lo Spedale degli Innocenti, opera architettonica di Filippo Brunelleschi. Lo Spedale, nato per accogliere l’infanzia abbandonata già nel 1440 ospita un museo e ambienti molto interessanti. La Chiesa della Santissima Annunziata risale alla metà del Duecento, per l’Ordine dei Servi di Maria; all’interno affreschi di Andrea del Sarto, Franciabigio, Pontormo e Rosso Fiorentino. A sinistra della chiesa all’angolo con via Capponi si trova l’ingresso del Museo Archeologico, un sito importantissimo per le raccolte etrusche, romane e soprattutto egizie. La visita al Museo si svolge anche nel bel giardino, nel quale sono state rimontate tombe etrusche.

 

Palazzo Vecchio – Quartieri monumentali

Comprendono le sale destinate alla vita pubblica - Salone dei Cinquecento, Sala dei Duecento, Sala dei Gigli e Sala dell’Udienza - il prezioso Studiolo di Francesco I e i quartieri medicei: Quartiere di Eleonora e Quartiere degli Elementi. Le sale furono affrescate da artisti quali Ghirlandaio, il Bronzino e Vasari. Vi sono collocati alcuni capolavori della scultura del Rinascimento: il Genio della Vittoria di Michelangelo e il gruppo bronzeo della Giuditta e Oloferne di Donatello. Nell’ambito del progetto Museo dei Ragazzi sono previsti laboratori interattivi e percorsi di visita rivolti ai più giovani.

 

Chiesa di Santo Spirito

Insieme con San Lorenzo, il complesso agostiniano di Santo Spirito è uno dei grandi monumenti religiosi e artistici della Firenze del Quattrocento; la chiesa, su progetto di Filippo Brunelleschi, fu iniziata nel 1444 e rimase incompiuta alla morte dell’architetto avvenuta due anni dopo. Studiata e ammirata da Leonardo da Vinci e Michelangelo, venne definita dal Bernini “la chiesa più bella del mondo”. Vi sono conservate numerose opere d’arte, tra cui una Madonna con Bambino e Santi di Filippino Lippi; la sacrestia ospita il Crocifisso ligneo, opera giovanile di Michelangelo.

 

Galleria degli Uffizi

Uno dei più importanti musei del mondo, è dotato di un patrimonio artistico immenso. Divenne museo dedicato prevalentemente alla pittura, con migliaia di opere dal XIII al XVIII secolo, in seguito al riordino settecentesco, che comportò il trasferimento di alcune collezioni (armi, strumenti scientifici, reperti archeologici, bronzi antichi e moderni) in altre sedi, con l’istituzione di nuovi musei. Dopo le soppressioni di chiese e conventi tra Sette e Ottocento, giunsero agli Uffizi numerose opere di provenienza ecclesiastica, mentre agli inizi del Novecento vennero acquisiti alcuni importanti dipinti. Tra i capolavori esposti: le grandi pale d’altare di Cimabue e Giotto; opere del Trecento senese (tra le quali spicca l’Annunciazione di Simone Martini); una ricchissima panoramica sul Quattrocento in Toscana e nell’Italia centrale (dalla Madonna con Bambino e Sant’Anna di Masaccio e Masolino, a Filippo Lippi e a Botticelli, con la Nascita di Venere e la Primavera, da Piero della Francesca, con i Ritratti dei duchi di Urbino a l’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano).
Le sale dedicate alla pittura del Cinquecento riuniscono i maestri delle maggiori scuole italiane: dall’Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci, a Michelangelo e Raffaello; Tiziano, con la Venere di Urbino, insieme a Veronese e Tintoretto testimonia la grande stagione della pittura veneta; non mancano gli artisti di altri paesi, da Albrecht Dürer a Hans Holbein, fino a El Greco. Il Bacco di Caravaggio apre la serie di opere seicentesche, ricca di pezzi provenienti dalle più importanti scuole europee, da Rubens a Van Dyck, agli Autoritratti di Rembrandt; infine, Canaletto e Guardi, insieme con Longhi e Tiepolo, offrono una panoramica sul Settecento. La galleria ospita inoltre sculture antiche, miniature e arazzi provenienti dalle collezioni medicee. Sono in corso i lavori per la realizzazione dei Nuovi Uffizi, che porteranno al raddoppio della capacità espositiva, consentendo la visione di opere finora non accessibili al pubblico.

 

L’arte orafa

La produzione artigianale a Firenze è sempre andata di pari passo con quella artistica. L'esempio più evidente che dimostra questa collaborazione secolare, con spunti reciproci che arricchiscono entrambi gli ambiti, è rappresentato senz'altro dall'arte orafa.
Sul Ponte Vecchio si fonde, si incide e si cesella dal 1593, anno in cui Ferdinando I dei Medici decreta il trasferimento delle botteghe di orafi, argentieri e gioiellieri dalla zona del Mercato Nuovo di San Lorenzo al Ponte Vecchio.
A partire dalla fine del Cinquecento gli argentieri fiorentini si distinsero in due filoni di manufatti: da una parte le botteghe granducali, la cui produzione - legata soprattutto alle continue commissioni della corte- rimase fastosa, aperta alle influenze straniere, sperimentale e raffinatissima; dall'altra i laboratori di Ponte Vecchio, con una produzione più tradizionale, rivolta a soddisfare un'utenza più comune e le esigenze della nascente borghesia. Nonostante i periodi di crisi gli artigiani sono ancora lì, sul ponte e nelle strade limitrofe, al lavoro in tanti piccoli laboratori dove si lavora ancora a mano secondo antiche tecniche per produrre preziosi d'ogni genere e d'ogni stile, inclusi i grandi capolavori d'argenteria a cesello e a ciappola.

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