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Presentata la 33^ edizione

Cultura e Spettacolo
25 settembre 2014

Pordenone, ritornano le Giornate del Cinema Muto

di Giuliana Puppin e Moira Cussigh
In programma dal 4 all'11 ottobre. Apre John Barrymore, chiude Charlie Chaplin.
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"City lights" (Luci della città) di Charles Chaplin (US 1931) (Credits: City Lights © Roy Export S.A.S.)
Cultura e Spettacolo
25 settembre 2014 di Giuliana Puppin e Moira Cussigh

È la spettacolarità l’elemento che caratterizza la 33a edizione delle Giornate del Cinema Muto, al Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone dal 4 all’11 ottobre prossimo (con replica dell’evento con l’orchestra domenica 12 ottobre).

Difficilmente il pubblico potrà resistere al desiderio di vedere sul grande schermo attori leggendari come John Barrymore, Chaplin o Douglas Fairbanks. O film mitici come Ben Hur, I Nibelunghi o Il pirata nero, kolossal che ancora oggi sorprendono per la ricchezza dei  mezzi utilizzati per la loro realizzazione. Una ricchezza non disgiunta dalla ricerca tecnica e dal rigore stilistico, come nel caso dei Nibelunghi di Fritz Lang, che a Pordenone viene presentato – nell’ambito della sezione dedicata al “Canone rivisitato” – nella versione integrale restaurata. Cinque ore di grande cinema, divise in due parti, Sigfrido e La vendetta di Crimilde, ispirate alla più famosa saga della letteratura tedesca e che si discostano parecchio dalla visione teatrale e musicale di Wagner.

Si è più volte notato lo sviluppo tecnico prodigioso che la settima arte era riuscita a compiere in meno di trent’anni, dalla sua nascita alla fine dell’Ottocento, ai capolavori degli anni ‘20 come appunto Ben Hur e I Nibelunghi. Ed è senz’altro prerogativa di un’istituzione ormai consolidata e celebrata anche oltreoceano come le Giornate, quest’anno pure sotto il patrocinio della Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea, la possibilità di presentare in un unico palinsesto la produzione di quei tre decenni. In questo contesto è significativo l’inserimento nel programma delle prime serate dell’omaggio all’AIRSC, l’Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del Cinema, nel cinquantenario della sua fondazione. Verranno presentate 11 pellicole di datazione compresa tra il 1905 e il 1915, conservate per l’AIRSC alla Cineteca Nazionale di Roma e provenienti dal Fondo Josef Joye, una raccolta molto ampia di film delle origini. È anche un modo di rendere omaggio a colui che di questa collezione si era occupato per primo, favorendone la preservazione: il grande amico, nume tutelare e primo direttore delle Giornate del Cinema Muto Davide Turconi.

Entrando nel vivo delle proposte, i protagonisti della principale rassegna di questa edizione del festival sono i Barrymore, la più grande dinastia dello spettacolo d'America, dominatori della scena sin dall'Ottocento, passati dal teatro allo schermo con uguale successo. Sono stati la famiglia reale di Broadway e la famiglia reale di Hollywood fino ai giorni nostri con l'ultima discendente, Drew Barrymore. A Pordenone si vedranno le pellicole del periodo d'oro di Lionel, Ethel e soprattutto di John Barrymore, divo assoluto per la straordinaria presenza scenica e per l’avvenenza, dalla vita tumultuosa e sregolata. Sarà proprio John Barrymore nel ruolo del Cavaliere des Grieux, a fianco della splendida Dolores Costello, sua futura moglie (entrambi sono i nonni di Drew), a inaugurare il festival con il film When a Man Loves (Per amore di una donna), versione cinematografica di Alan Crosland della Manon Lescaut. La serata – realizzata con il sostegno della Fondazione CRUP – ripropone tale e quale la prima di New York del 3 febbraio 1927, con la colonna sonora Vitaphone composta da Henry Kimball Hadley, considerato all’epoca uno dei maggiori compositori americani. Perfettamente integrata con le immagini e i personaggi, è una delle migliori sincronizzazioni che ci arriva dagli albori del sonoro. Completano il programma alcuni cortometraggi canori Vitaphone – due con Beniamino Gigli, Giuseppe De Luca, Marion Talley e Charles Hackett in alcuni estratti da Rigoletto. Saranno distribuiti al pubblico, in facsimile, i programmi di sala originali del 1927.

Come il resto del mondo, anche le Giornate del Cinema Muto dirette da David Robinson, biografo ufficiale di Chaplin, festeggiano il centenario di Charlot, apparso per la prima volta sullo schermo nel gennaio 1914. A lui è dedicato l’evento speciale di chiusura, l’immortale capolavoro City Lights (Luci della città, 1931) accompagnato dal vivo con la partitura dello stesso Chaplin restaurata da Timothy Brock ed eseguita dall’Orchestra San Marco di Pordenone diretta da Günter Buchwald. Lo spettacolo, che sarà replicato al Teatro Verdi domenica 12 ottobre, è realizzato grazie al sostegno della Banca Popolare FriulAdria.

Un altro momento legato a Chaplin sarà la performance di Ichiro Kataoka, la star benshi giapponese che torna alle Giornate dopo lo scorso anno. L’arte del benshi – l’attore che accompagnava i film muti in Giappone, commentando lo sviluppo della vicenda e dando voce a tutti i personaggi – è stata tramandata di generazione in generazione, e Kataoka-san è l’erede diretto di cento anni di tradizione. Oltre a un classico giapponese, il film storico Kenka Yasubei (tr. it. L’irascibile Yasubei), commenterà e animerà quattro corti di Chaplin – dimostrando la vastità del repertorio, anche internazionale, su cui erano tenuti a lavorare i benshi e allo stesso tempo l'universalità di Charlie Chaplin.

Un’ampia rassegna con trenta film completi e alcuni significativi estratti a colori celebrano il centenario della Technicolor. Fra i titoli più noti, che saranno proposti in due prime serate, la brillante commedia avventurosa The Black Pirate (Il pirata nero) in cui Douglas Fairbanks sfoggia alcune delle sue più spericolate prodezze acrobatiche, e il leggendario Ben-Hur con Ramon Novarro, prodotto dalla MGM e diretto da Fred Niblo. C’era già stato un film muto ispirato alla stessa storia nel 1907, ma il grande successo internazionale arriva con questa versione del 1925, anticipando quello del film di William Wyler che alla fine degli anni ‘50 farà incetta di Oscar e decreterà il trionfo della breve stagione della Hollywood sul Tevere. La storia intorno al film di Fred Niblo (fra i cui assistenti figura anche il giovane Wyler) è ricchissima di aneddoti, come la partecipazione non accreditata del gotha hollywoodiano: Gary Cooper, John e Lionel Barrymore, Joan Crawford, Marion Davies, Douglas Fairbanks, Harold Lloyd, Mary Pickford, Lillian Gish, Carole Lombard, Fay Wray e tanti altri ancora. Partecipazioni probabilmente dovute al grande feeling che il regista aveva con le star. Era stato lui a dirigere Rodolfo Valentino e sarà sempre lui a dirigere Greta Garbo. Con il protagonista di Ben Hur, Ramon Novarro, tenterà ancora di riproporre il mito maschile alla Valentino, ma il successo e l’interesse del film va ben oltre il protagonista e risiede principalmente nelle grandi scene d’azione molte delle quali girate in Italia, a Roma, Anzio e Livorno.

La messe di proposte di questa edizione delle Giornate include la rassegna “Risate russe" a cura di Peter Bagrov del Gosfilmofond di Mosca, che quest’anno porta a Pordenone le commedie di Yakov Protazanov. Da Kiev arriva una piccola ma significativa selezione di film di animazione ucraina. L’annuale selezione di Paolo Cherchi Usai per il “Canone rivisitato” include - insieme ai Nibelunghi - Regeneration di Raoul Walsh, Herr Arnes Pengar (Il tesoro di Arne) di Mauritz Stiller, Die Liebe der Jeanne Ney (Il giglio delle tenebre) di G.W. Pabst e Tempeste sull’Asia di Pudovkin. Ampio spazio sarà dato come sempre al cinema delle origini. Oltre che nell’omaggio all’AIRSC, i primi anni del cinema saranno degnamente celebrati con quattro pellicole di Georges Méliès con colorazione a mano di squisita fattura e con i film dei pionieri Paul Nadar e Frank Ormiston-Smith. Dalla collezione dell’Università di Waseda arriva inoltre una selezione di titoli giapponesi risalenti agli anni 1909-1916, pochissimi dei quali sono stati visti in Europa, mentre dall’inesauribile collezione Desmet dell’EYE Filmmuseum di Amsterdam provengono alcuni film dedicati alla rivoluzione sociale e culturale seguita all’avvento dell’automobile in epoca prebellica.

A conferma dell’attenzione che le Giornate dedicano quest’anno all’incontro fra il cinema muto e il sonoro, una delle presentazioni più emozionanti e per certi versi più sorprendenti - resa possibile dal ritrovamento a Vienna dei dischi originali - è la versione sonorizzata del 1930 della Corazzata Potëmkin, realizzata in Germania con la partitura orchestrale originale del viennese Edmund Meisel, supervisionata dallo stesso compositore.

Grazie all’incessante lavoro degli archivi di tutto il mondo, non è mai stata così nutrita la schiera dei nuovi ritrovamenti e restauri, fra cui spiccano il mitico adattamento di Conrad Wiene di La potenza delle tenebre di Tolstoj – ancora dalle collezioni della Waseda University di Tokyo – e la commedia drammatica a lungo considerata perduta, Synthetic Sin con Colleen Moore, un altro dei primi film hollywoodiani sincronizzati, ora restaurato grazie alla collaborazione fra la Cineteca Italiana di Milano e la Warner Bros.

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