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Presentato "Vicino/Lontano"

Cultura e Spettacolo
20 aprile 2015

Dal sesso al terrorismo, i tabù dell'uomo moderno

a cura della redazione
Dal 7 al 10 maggio a Udine il festival culturale che assegnerà anche il Premio Terzani.
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Un'immagine di "Sexmachine" (ph. Ufficio stampa Volpe Sain)
Cultura e Spettacolo
20 aprile 2015 della redazione

Vicino/Lontano 2015, a Udine da giovedì 7 a domenica 10 maggio esplora TOTEM e TABÙ del nostro tempo: 100 incontri per leggere il mondo reale e quello virtuale nuotando controcorrente nel mare del conformismo. Sesso, cibo, terrorismo, guerra, democrazia, immigrazione, povertà, America, Europa: sono alcune delle parole chiave dell’indagine 2015 di Vicino/Lontano e accompagneranno il pubblico nell'edizione 2015 a cura di Paola Colombo, Franca Rigoni e, per la sezione V/L Digital, di Fabio Chiusi.

La dedica speciale di questa edizione del festival è per Pier Paolo Pasolini, nei 40 anni dall’assassinio dell’intellettuale di Casarsa. Sarà un omaggio discreto, ma costantemente presente, attraverso la lettura di scritti e versi di Pasolini, selezionati per introdurre gli incontri in programma.

L’alfabeto dei Totem e Tabù di Vicino/Lontano 2015 parte dalla lettera esse: esse come Sesso, tabù per antonomasia. Tabù ma anche totem, imperante nel flusso di immagini del nostro tempo, mentre sembra essere compresso ai minimi termini in istituzioni, scuole, consultori, servizi sociali. A inaugurare l’11^ edizione di Vicino/Lontano sarà, giovedì 7 maggio nella Chiesa di San Francesco (dalle 19.45) un focus sul tema del sesso che vedrà protagonisti Riccardo Iacona, volto televisivo fra i più noti del panorama del giornalismo d’inchiesta italiano, e il sociologo Marzio Barbagli, da molti anni impegnato nella ricerca sui temi legati a sesso e affettività. “Sesso potere sentimenti. Così amiamo noi” esplora il microcosmo del sentire, delle relazioni di coppia, dei comportamenti e delle identità sessuali degli italiani, a partire dalla imponente ricerca La sessualità degli italiani (il Mulino 2010) di Barbagli, Dalla Zuanna e Garelli, condotta su un campione di 7 mila persone fra i 18 e i 70 anni.

Il confronto sarà introdotto dallo spettacolo $exmachine. Un popolo di santi, poeti, navigatori e puttanieri, di e con Giuliana Musso e con “Igi” Meggiorin, per la regia di Massimo Somaglino. Sexmachine parla di sesso e potere: i rapporti sessuali a pagamento in Italia sono, ogni giorno, più di 25.000. E alle 22.30 Vicino/Lontano presenterà in anteprima i risultati del questionario online “InMyBed. Indagine sul sesso e l’amore”. Realizzata con la consulenza scientifica del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Udine, l’indagine è incentrata sulle abitudini sessuali dei giovani under 35 della provincia di Udine. 

Nel 2015 dell’Expo milanese c’è un’altra parola che si gioca, con “sesso”, il primato sui motori di ricerca, nei giornali, nelle conversazioni di ogni giorno, alla radio e alla tv: è la parola cibo. Vicino/lontano 2015 affronta i paradossi del cibo, la sua intrinseca dialettica di ‘totem’ e ‘tabù’: la giornata di venerdì 8 maggio si aprirà con l’edizione 2015 del progetto interistituzionale per le scuole “Il piacere della legalità? Mondi a confronto”, quest’anno incentrato sul tema “Cibo e solidarietà” (Chiesa di San Francesco, dalle 8.15). Interverranno Salvatore Inguì, Pierluigi Di Piazza, Simmaco Perillo e l’agroeconomista Andrea Segrè, che alle 21 sarà protagonista del confronto “Sprecare conviene?”: con lui il sociologo Vittorio Capecchi e l’economista Antonio Massarutto, coordinati dal conduttore di Caterpillar Massimo Cirri. Lo spreco alimentare domestico - cibo ancora commestibile che finisce direttamente nei rifiuti - vale oltre 8 miliardi di euro, circa mezzo punto di PIL. Restituire valore al cibo è l’obiettivo di progetti, come Last Minute Market, che hanno insegnato concretamente come si può prevenire lo spreco di cibo e alimentare circoli virtuosi di recupero. La questione spreco passa dal cibo all’acqua, all’energia, al consumo del suolo e chiama in causa categorie economiche, etiche, ecologiche.

Il focus sul cibo si completa con l‘incontro Nutrire il pianeta o nutrire i ricchi?”, in programma domenica 10 maggio: ne discuteranno l’antropologo Marino Niola, il direttore di Oxfam Italia Roberto Barbieri e il genetista Michele Morgante, coordinati dal giornalista Pietro Greco.

Parlare di Totem e Tabù significa anche approfondire: e molte saranno le lezioni magistrali di Vicino/Lontano 2015, sui temi e le ‘parole’  chiave del nostro tempo. A cominciare dall’intervento del direttore di Limes Lucio Caracciolo, che venerdì 8 maggio, alle 19, interverrà su “U.S. Confidential. Così funziona l’America”, una lectio che ci porterà nel cuore degli Stati Uniti e dei meccanismi politico-istituzionali dai quali sono generate le azioni internazionali della potenza a stelle e strisce. Sarà invece dedicata a  “L’Europa, la globalizzazione e la politica della sopravvivenza” la lezione magistrale dell’antropologo delle istituzioni Marc Abélès, introdotto da Nicola Gasbarro, presidente del comitato scientifico di vicino/lontano (domenica 10 maggio, ore 18).

È il terrorismo il vero e catastrofico tabù dell’Occidente: a Vicino/Lontano 2015 si guarderà alle radici del problema, drammaticamente previsto e preannunciato dal giornalista di guerra Domenico Quirico, vittima di un lungo sequestro in Siria: si confronterà a Udine con il sociologo Stefano Allievi e ricorderà il giorno in cui, per la prima volta, gli parlarono del Califfato, un pomeriggio di battaglia ad al-Quesser. Oggi il Grande Califfato è una realtà politica e militare con cui i governi e i popoli di tutto il mondo sono drammaticamente costretti a misurarsi.  Terrorismo e libertà di espressione, anche digitale: “Terrorismo e propaganda in Rete. Sopra o sotto il tappeto?” titola il dialogo che metterà a confronto (sabato 9 maggio, ore 17) l’esperta di cybercrime e cybersecurity Francesca Bosco, il direttore di AGL Andrea Iannuzzi e il giornalista e scrittore Fabio Chiusi, curatore della sezione VL/Digital. “Giornalismo. La battaglia per essere liberi” è invece il tema dell’intervista che Vicino/Lontano propone domenica 10 maggio con Arianna Ciccone, a cura di Fabio Chiusi: nell’era della democratizzazione digitale dei contenuti siamo più liberi e più informati.

Del totem democrazia, di quanto potrà reggere a confronto con l’avanzare dei fondamentalismi e soprattutto di “Democrazie in guerra” converseranno al festival (sabato 9 maggio, ore 11,30) Vincenzo Camporini, vice presidente dell’Istituto Affari Internazionali, e il filosofo politico Carlo Galli.  E quanto capitalismo può ancora sopportare la democrazia? Dobbiamo adattare la società all’economia, o l’economia alla società? Sempre sabato (ore 15.30) a questi interrogativi risponderà con una lezione il socioeconomista e politologo Colin Crouch, professore emerito all’Università di Warwick, introdotto dalla giornalista Roberta Carlini.

Le madri, totem infrangibile per l’uomo d’ogni tempo, ma soggette anch’esse ora alle trasformazioni sociali che hanno investito recentemente il legame familiare, saranno protagoniste della lectio magistralis proposta al festival dallo psicoanalista Massimo Recalcati (sabato 9 maggio, ore 18.30).  Tabù incurabile della società umana di ogni tempo è la povertà: uno spettro che oggi allunga la sua ombra su porzioni sempre più ampie della popolazione. A Vicino/Lontano 2015 ne converseranno (sabato 9 maggio, alle 10) Vincenzo Paglia e l’antropologo Nicola Gasbarro. Lo scarto tra ricchi e poveri è una sfida tra le più serie per il futuro del mondo. Nell’immaginare un mondo nuovo, o almeno diverso, la povertà è una delle soglie da attraversare con audacia, intelligenza e generosità da parte di tutti, credenti e non credenti.  

Abbiamo un’emergenza immigrazione? È vero che l’Italia sopporta più di tutti gli altri paesi europei il carico dell’accoglienza dei rifugiati? Ne parleranno, domenica 10 maggio alle 11.30, il sociologo Maurizio Ambrosini, il giurista Andrea Saccucci l’economista Fadi Hassan e il presidente di Medici Senza Frontiere Italia Loris De Filippi.

 

 

Premio Terzani

Congo, l’emozionante reportage del giornalista belga David Van Reybrouck, edito in Italia da Feltrinelli, ha vinto l’edizione 2015 del Premio Letterario Internazionale Tiziano Terzani, perché «rappresentazione “decisiva” ed esemplare di quel grande Paese e dell’intero continente africano», come ha sottolineato la Giuria presieduta da Angela Terzani Staude e composta da Giulio Anselmi, Enza Campino, Toni Capuozzo, Andrea Filippi, Milena Gabanelli, Álen Loreti, Ettore Mo, Carla Nicolini, Paolo Pecile, Valerio Pellizzari, Peter Popham, Marino Sinibaldi. David Van Reybrouck sarà premiato sabato 9 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine (ore 20.45), in occasione della serata clou del Festival Vicino/Lontano. Condotta dall’attore Andrea Gherpelli, la serata sarà incentrata sul dialogo fra il vincitore 2015 del Premio Terzani e l’inviato della Stampa Domenico Quirico. Non mancheranno momenti di spettacolo, intercalati dalla lettura di alcuni passi tratti dal volume Congo, per apprezzarne la potenza narrativa e  il fascino stilistico.

Definito come “il più grande reportage africano dai tempi di Ryszard Kapuściński” - il grande giornalista e scrittore polacco morto nel gennaio 2007, fra i fondatori della giuria del Premio Terzani – Congo è un’opera voluminosa: 700 pagine che muovono dal gigantesco estuario del fiume Congo, per secoli area di accesso al continente africano di colonizzatori, missionari e predatori di ogni risma. Pagina dopo pagina, attraverso centinaia di interviste con congolesi di tutte le età e le etnie, attraverso indagini storiografiche e archeologiche, l’autore ci conduce con una scrittura asciutta e coinvolgente nel cuore del Paese e del continente africano. «Il libro – ha affermato Angela Terzani annunciando il vincitore – è completamente in sintonia con l’approccio di Tiziano al suo mestiere: quello dello studioso, dell’esploratore e del cercatore della “verità”.  Una verità che, secondo lui, non deve basarsi esclusivamente sui fatti, ma captare ciò che sta dietro ai fatti per poter parlare all’immaginazione del lettore e coinvolgerlo come fosse una storia che lo riguarda personalmente. Congo di David Van Reybrouck fa esattamente questo. Con la curiosità di un archeologo e l’attenzione di un antropologo, con lo scrupolo dello storico e l’elegante sensibilità di un poeta, con l’efficacia del giornalista d’inchiesta e il talento di un potente narratore, Van Reybrouck ci conduce per mano alla scoperta di un paese, di un popolo, di un continente». David Van Reybrouck, giovane laureato in architettura e ricercatore presso l’Università di Lovanio, è scrittore di romanzi storici, drammaturgo e poeta, oltre che firma del quotidiano belga di lingua fiamminga De Morgen. Congo, che ha suscitato un sorprendente interesse internazionale, era entrato nella cinquina finalista del Premio Terzani 2015 con Tempo di seconda mano di Svetlana Aleksiević (Bompiani), No place to hide di Glenn Greenwald (Rizzoli), Il libro delle mie vite di Aleksandar Hemon (Einaudi) e La frontiera dei cani di Marie-Luise Scherer (Keller). «Portare all’attenzione e alla consapevolezza del grande pubblico, attraverso lo sguardo dei testimoni, mutamenti che investono il nostro presente e sono destinati a condizionare in modo significativo il futuro di tutti è il primo obiettivo del Premio», ricorda Angela Terzani. 

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