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In programma dal 23 al 27 settembre

Cultura e Spettacolo
27 agosto 2015

Cervignano Film Festival, un'edizione planetaria

a cura della redazione
Selezionate le 21 opere finaliste provenienti da tutti i continenti. Gli organizzatori: «Un festival coraggioso, con squarci di autentica poesia».
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Una scena di "Persefone"
Cultura e Spettacolo
27 agosto 2015 della redazione

Sulla scia del successo delle precedenti edizioni, anche quest’anno il Cervignano Film Festival ha registrato numeri da capogiro; sono oltre 250 le opere arrivate da tutti i continenti, con il debutto addirittura dell’Oceania che vede in selezione una commedia: The Future, ironica e straniante riflessione sull’amore coniugale diretta dall’australiana Venetia Taylor. In tutto 21 cortometraggi, 18 di fiction e 3 documentari: terminata la preselezione, sotto la supervisione dei direttori artistici Piero Tomaselli eVanni Veronesi, la parola passa ora al pubblico e ai giurati Anna AntoniniGiorgio Placereani e Ivan Gergolet, dal 23 al 27 settembre.

È l’Europa a dominare incontrastata, rappresentata da numerose perle: l’italo-francese E.T.E.R.N.I.T., con una intensa Serena Grandi in un ruolo drammatico; lo spagnolo La Primavera Rosa en el Kremlin, denuncia secca e puntuale della repressione omofobica nella Russia di Putin; il polacco Matka Ziemia di Piotr Zlotorowicz, con la sua bella storia familiare sullo sfondo di una campagna avara; il basco Soroa, disturbante metafora sulla vita umana del regista Asier Altuna; lo spagnolo Teatro, delicato squarcio sulla terza età firmato da Iván Ruiz Flores. Senegal e Francia si incontrano in Maman(s), capolavoro di Maimouna Doucouré che racconta con durezza la realtà della poligamia, mentre Ave Maria, diretto dal palestinese Basil Khalil all’interno di una produzione franco-tedesca, ambienta nei territori occupati dagli israeliani una sorprendente vicenda comica, pur sullo sfondo di inevitabili divisioni religiose. La stessa commistione di comicità e denuncia che caratterizza A Serious Comedy del basco Lander Camarero, già presente nell’edizione 2014 con il discusso A Political Story: ancora una volta un disorientante mockumentary a cavallo fra realtà e fantasia, girato in un Iraq lacerato da oltre dieci anni di guerre. Gradito ritorno anche per l’iraniano Ali Asgari, già vincitore lo scorso anno del Gran Premio della Giuria con More Than Two Hours, di cui il nuovo, splendido cortometraggio La bambina si propone come ideale seguito. Colpirà il pubblico anche il documentario I’m Festival di Alessio Perisano e Mario Vezza, che segue le vicende di 100 artisti di strada attivi nelle zone più difficili della Turchia.

Sguardo sul mondo, ma anche e soprattutto sguardo sull’Italia; ed ecco che il Cervignano Film Festival mette in scena un Paese sempre più disorientato, lacerato dalla crisi economica (L’impresa di Davide Labanti, con Giorgio Colangeli), sconvolto dalla criminalità organizzata (The Bookmakers di Alessandro Tonda), attraversata da un cinico opportunismo (narrato con maestria da Andrea Baroni in Quando a Roma nevica, che a Cervignano sarà proiettato in prima assoluta internazionale), con una preoccupante escalation del gioco d’azzardo (Cratta, commedia nera di Fausto Romano) e una solitudine umana sempre più diffusa (Felice di Antonio Costa e Nuvola di Giulio Mastromauro, entrambi registi già presenti nella prima edizione del Festival). Ma è anche un’Italia ancora capace di regalare squarci di bellezza senza paragoni, come la Napoli di La smorfia, agrodolce commedia di Emanuele Palamara, e la Puglia inondata dal sole di Persefone, una sorta di mito contemporaneo diretto da Grazia Tricarico. L’animazione è rappresentata dallo straordinario Dell’ammazzare il maiale di Simone Massi, pluripremiato in tutto il mondo, mentre a chiudere la rassegna è un documentario ineditoIl segno del capro di Fabiana Antonioli, un omaggio appassionato e necessario agli uomini e ai luoghi dell’Anarchia in Italia.

Sale anche l’attesa per la sezione del cinema made in FVG, che vedrà sfilare cinque opere: il romantico Tram del triestino Francesco Termini, la commedia cibernetica Pixellove di Marco Fabbro e Giacomo Trevisan, il divertente cartone animato Il principedi Davide Salucci, la poesia di The Laughing Hearth firmata da Nicola De Prato e il documentario Bmad di Anna Marra, dedicato a uno dei più singolari festival musicali degli USA.

Nei prossimi giorni sarà la volta dei film scolastici, arrivati anche quest’anno da tutta Italia, e dei videoclip: le due sezioni, curate rispettivamente dalla professoressa Loredana Marano e dal musicista Francesco Contadini, saranno la vera scommessa di questa terza edizione.

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