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Quattro concerti in piano solo

Cultura e Spettacolo
01 marzo 2016

I big del jazz in arrivo a Sacile

di Clara Giangaspero
Al via il 18 aprile la quinta edizione della rassegna musicale: attesi Gonzalo Rubalcaba, Gerald Clayton, Stefano Battaglia e Yaron Herman.
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Yaron Herman (ph. Controtempo)
Cultura e Spettacolo
01 marzo 2016 di Clara Giangaspero

Ritorna la rassegna pianistica proposta dal Circolo Culturale Controtempo in collaborazione con Fazioli Pianoforti e per la sua quinta edizione porta a Sacile quattro nomi d'eccellenza in piano solo: Gonzalo Rubalcaba, Gerald Clayton, Stefano Battaglia e Yaron Herman.

Apre la rassegna, lunedì 18 aprile alle ore 20.45, Gonzalo Rubalcaba. Quattro Grammy Awards e quindici nomination all'attivo, Rubalcaba è oggi un assoluto riferimento del pianismo jazz planetario. Nato nel 1963 a L'Havana, Gonzalo assorbe le radici popolari della sua terra, le coniuga con le giovanili improvvisazioni e con la solida formazione classica, per rivelare presto un folgorante e inconfondibile talento creativo. 

A metà degli anni 80 incontra la Blue Note e il grande Charlie Haden, al fianco del quale inizia quella che è oggi una meritatissima carriera internazionale: oltre quaranta le incisioni (tra le tante: Discovery. Live in MontrauxSuite 4y20Rapsodia e i Latin Grammy Nocturne e Land of the Sun), decine i premi e migliaia gli osannati concerti in tutto il mondo in solo, vari jazz ensemble e imponenti orchestre. "La buona tecnica rende liberi" è uno degli assiomi di questo maestro e compositore, che fa della sua arte la complessa restituzione di un talento a tutto tondo: "qualsiasi ambiente, qualsiasi strumento, acustica o pubblico incontri - spiega - il bello è riuscire a portare la musica dove voglio io". E i suoi concerti rimangono tra le più appassionate e stupefacenti sorprese che ci si possa attendere da un "piano solo".

Piano Jazz continua lunedì 2 maggio (sempre alle 20.45) con Gerald Clayton: classe 1984, olandese di nascita, americano di formazione, Clayton è una figura leader per le giovani generazioni, tanto da influenzare il nuovo lessico jazz d'oltreoceano e le sue tematiche più alternative. Figlio del bassista John e nipote del sassofonista Jeff Clayton, Gerald studia pianoforte classico, jazz e composizione nelle migliori accademie. Del 2009 è il sodalizio con trombettista Roy Hargrove, e da allora suona con nomi come Diana Krall, Melissa Morgan, Terell Stafford & Dick Oatts, e poi Michael Rodriguez, Dayna Stephens, Terri Lyne Carrington. Tre album, diverse nomination ai Grammy, Clayton spicca per la sua indipendenza creativa e si dice estraneo alle etichette di genere: "compongo in modo onesto e mi circondo di persone che abbiano idee che risuonino con le mie".  

Mercoledì 11 maggio - stesso orario - arriva a Sacile una delle punte di diamante italiane della tastiera (e in genere della ricerca musicale): Stefano Battaglia. La sua musica è stata definita da "The Guardian" ineffabilmente romantica nel suo massimo senso d'apertura, fedelissima alle sue radici classiche, melodicamente audace, illuminata tra tessiture armoniche distese e compatte, trucchi e improvvisazioni inaudite. L'acuta ricerca musicale di Battaglia si orienta da oltre vent'anni tra musica antica, novecentesca e improvvisazione; ha al suo attivo decine di progetti che intersecano letteratura, poesia, storia e infiniti territori culturali e migliaia di performance e collaborazioni in tutto il mondo, sempre votate a eterogenee ed innovative scelte estetiche.

Si è guadagnato una fama di "guru" nell'insegnamento (tra gli altri a Siena Jazz) ed è nome di punta della ECM, con 5 album dal 2004. Stefano Battaglia è una delle figure musicali più complesse e interessanti dello scenario musicale internazionale - non soltanto jazz - degli (almeno) ultimi dieci anni. I suoi progetti in piano solo (Cantico, Musica Salva, Illuminations e Piano Portraits) restituiscono il suo complesso talento grazie a rigore, lirismo e stupefacente capacità di invenzione.

Una chiusura infarcita di atmosfere popolari israeliane contaminate dall'eleganza del jazz francese è quella affidata a Yaron Herman, venerdì 20 maggio. Classe 1981, nato e cresciuto a Tel Aviv ma poi passato da Boston e approdato a Parigi, Yaron Herman è già pluripremiato, ha suonato in tutto il mondo, ha presieduto la Giuria del Montreux Jazz Festival Competition e ha firmato con "Universal/Blue Note" per il suo ultimo album Everyday (settembre 2015), con Ziv Ravitz alla batteria e il leggendario ingegnere del suono Valgeir Sigurdsson (Björk, Sigur Rós, Brian Eno). Herman ha uno stile tra irresistibile, che egli stesso definisce come "composizione in tempo reale unita a selvaggi guizzi d'improvvisazione". Un linguaggio giocoso, scenico ed impressionante che Time Out ha accolto con grande entusiasmo come "Magistrale: unisce virtuosismo estremo con umorismo affilato".

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