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Progetto dell'OGS di Trieste

Attualità
08 marzo 2016

Costruire un sismografo in classe per prevenire i terremoti

di Simona Regina
Coinvolte dodici scuole del Nordest. Il caso dell'Istituto Paschini di Tolmezzo finisce sulla rivista internazionale "Seismological Research Letters".
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Un momento della lezione con gli studenti (ph. OGS)
Attualità
08 marzo 2016 di Simona Regina

I sismologi dell'OGS - Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste sono impegnati sul fronte della didattica e della divulgazione per favorire una migliore conoscenza dei fenomeni naturali e dei rischi correlati ai disastri naturali: terremoti, frane, alluvioni. Per accrescere la consapevolezza degli studenti di vivere in un Paese sismico e diffondere le buone pratiche di sicurezza, hanno sviluppato il progetto SISIFO (SIcurezza SIsmica nella FOrmazione scolastica), finanziato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, al quale hanno partecipato 12 scuole del Nord-Est. Sulla rivista Seismological Research Letters i sismologi dell’OGS illustrano in particolare l’attività che hanno realizzato in una classe del Liceo Paschini di Tolmezzo.

Il primo passo per stimolare la curiosità degli studenti è stato quello di installare negli istituti scolastici partecipanti al progetto dei sensori sismici sviluppati dal Quake Catcher Network (QCN), un progetto dell'Università di Stanford che ha creato una rete globale di sensori a basso costo, collegati tra loro via Internet. Alla fase operativa necessaria per installare il sensore, sono stati affiancati seminari e altre attività di laboratorio per esplorare, in modo interdisciplinare, diversi aspetti della fisica dei terremoti, capire le cause scatenanti, come si registrano, come bisogna comportarsi quando avvengono e quali sono le buone pratiche di sicurezza sismica da adottarsi dentro e fuori dagli ambienti scolastici.

“Una volta sperimentato il sensore QCN, gli studenti di una classe del Liceo Paschini di Tolmezzo hanno deciso di sviluppare un nuovo progetto, sotto la supervisione di Marco Clocchiatti, loro insegnante di fisica” spiega Angela Saraò, ricercatrice del Centro Ricerche Sismologiche di OGS. “I ragazzi hanno assemblato un sismografo a basso costo in grado di registrare la sismicità locale. Certamente non si tratta di uno strumento professionale come quelli utilizzati nelle reti di monitoraggio sismico, ma è sufficientemente sensibile per rilevare le accelerazioni del suolo prodotte da terremoti di magnitudo 3.5 collocati a 6 km di distanza epicentrale dallo strumento. I risultati di questa sperimentazione sono stati recentemente illustrati sulla rivista Seismological Research Letters dove abbiamo pubblicato una guida per consentire anche ad altri studenti, o a chiunque altro lo desideri, di ripetere l'esperienza, nella convinzione che sia un approccio proficuo per affrontare il tema terremoto in classe” precisa Saraò.

“Abbiamo utilizzato software open source e speso meno di 30 euro per la componentistica. Oltre alla famosa scheda elettronica Arduino, abbiamo utilizzato due accelerometri grandi pochi millimetri, gli stessi sensori presenti nei nostri telefonini e in moltissimi dispositivi per video gioco” spiega il professor  Clocchiatti del Liceo Paschini.

“La realizzazione del sismografo in classe è stato un ottimo mezzo per sensibilizzare le generazioni più giovani al tema della pericolosità sismica” conclude Saraò. “Ci auguriamo di avere ancora in futuro l’opportunità di lavorare con insegnanti e ragazzi così motivati da dedicare volontariamente anche del tempo extra scolastico a questo tipo di attività.  Sta proprio nell’ educazione delle nuove generazioni il primo passo da compiere verso la mitigazione del rischio sismico”.

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