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Idea nata nella 24^ edizione di "Tipicità"

Società
07 aprile 2016

Una Rete italiana dello stoccafisso

di Angelo Serri
Rafforzato il legame tra il nostro Paese e la Norvegia per valorizzare il pesce scandinavo nella cucina mediterranea
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Degustazione durante "Stoccafisso senza frontiere" (ph. Tipicità)
Società
07 aprile 2016 di Angelo Serri

Evento unico nel panorama gastronomico italiano, Stoccafisso senza frontiere chiude ogni anno la “tre giorni” di Tipicità, il Festival del made in Marche che si svolge a Fermo. Negli scorsi anni l’iniziativa ha registrato la presenza di rappresentanti norvegesi, a suggellare il forte legame esistente con il “grande nord”, la terra dalla quale lo stoccafisso inizia il suo lungo cammino verso le cucine e le tavole mediterranee. L’appuntamento è stato rispettato anche in questa edizione, con un collegamento in teleconferenza di Andrea Vergari, dell’International Stockfish Society, con Tor-Arne Andreassen, sindaco dell’isola di Røst, nell’arcipelago delle Isole Lofoten.

Declinato nelle sue numerose varianti regionali esistenti nel Bel Paese, il succulento merluzzo artico ha dato vita, per l’undicesima volta, a quello che è ormai considerato un vero e proprio Giro d’Italia dello Stocco che, fin dalla sua nascita, ha assunto la fisionomia di un autentico “evento nell’evento”.

Al di là del piacere di degustare il prelibato pesce scandinavo, Stoccafisso senza frontiere ha rappresentato l’occasione per un confronto costruttivo tra le diverse realtà associative aderenti alla manifestazione, che ha dato luogo alla proposta di costituzione di una Rete italiana dello stoccafisso, un’iniziativa che presenta interessanti risvolti storici, culturali, sociali e di costume, oltreché, naturalmente, gastronomici.

L’idea è di Andrea Vergari, Gran Maestro della Vulnerabile Confraternita dello Stofìss dei Frati di Rovereto: «Stoccafisso senza frontiere si è rivelato l'appuntamento "epicentro" per tutta l'Italia. Ben nove confraternite italiane si sono confrontate a tavola e il collegamento Skype con le isole Lofoten ha consentito a tutti i commensali di ricordare la provenienza dello stoccafisso: un mare incontaminato, con una natura pronta a conservarlo».

«Fare rete – ha aggiunto Vergari – significa creare i presupposti affinché sia sempre possibile portare a tavola la cultura dello stoccafisso che, partito dalla lontana Norvegia, trova nelle regioni italiane elementi per trasformarsi in tipicità enogastronomiche differenti, ma ben rappresentative del territorio in cui hanno dato vita a ricette tradizionali. Una Rete italiana dello stoccafisso consentirà di “pescare” nel mare della tradizione e della storia, facendo emergere punti di contatto tra le diverse realtà, come la sua diffusione tra le popolazioni povere o il suo utilizzo nei giorni di magro».

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