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A Malborghetto-Valbruna dal 3 al 5 giugno

Cultura e Spettacolo
25 maggio 2016

Il legno di risonanza risuona nei boschi della Val Saisera

di Alessandro Cesare
Presentato il festival di 3 giorni nel cuore della Valcanale tra liutai, artigiani e musicisti
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La presentazione alla stampa del festival (ph. Risonanze Festival)
Cultura e Spettacolo
25 maggio 2016 di Alessandro Cesare

Un legno unico, ricercato, armonioso. Difficile da scovare, capace però di trasformare un violino in un oggetto con una musicalità eccezionale. Il ‘legno di risonanza’ si trova solo in due regioni d’Italia: il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia. In quest’ultimo territorio cresce nel lembo più a nordest, in Valcanale, dove l’abete rosso di risonanza è conosciuto da secoli dai grandi liutai di tutto il mondo.

Una peculiarità celata per anni, su cui il Comune di Malborghetto-Valbruna, con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione Crup, e con la collaborazione del Corpo Forestale dello Stato (i partner del progetto sono Cooperativa PuntoZero, Alpi Friulane, Accademia Ars Nova e Liberatorio d’Arte), ha deciso di puntare facendola diventare motivo di richiamo e veicolo di promozione.

Per questo ha organizzato ‘Risonanze’, una tre giorni di musica, spettacoli e liuteria immersi nei boschi della Val Saisera. Un’occasione unica per ammirare gli imponenti abeti rossi di risonanza, per ascoltare musica e racconti immersi in una natura ancora incontaminata, per vedere all’opera i maestri liutai, che creeranno uno strumento in tempo reale. La data da segnare sul calendario è quella del 3, 4 e 5 giugno 2016, con l’intervento di musicisti, artigiani, narratori di fama internazionale. Tra questi, il giornalista e scrittore Paolo Rumiz, la band RadioZastava, il primo violino del teatro Verdi di Trieste Stefano Furini.

A fare gli onori di casa sarà il sindaco di Malborghetto-Valbruna, Boris Preschern. «Vogliamo far conoscere una delle nostre eccellenze, che fa della Valcanale un luogo di riferimento per i liutai e i musicisti di tutto il mondo, offrendo un’esperienza fatta di ambientazioni, suoni e sensazioni impareggiabili. Ci piacerebbe che ‘Risonanze’ – ha aggiunto Preschern –  diventasse un festival annuale per valorizzare il nostro ambiente, le capacità dei nostri artigiani, la musicalità dei nostri boschi».

Un evento di richiamo che servirà per avviare un progetto di valorizzazione di questo territorio in chiave turistica, con l’apertura di un sentiero che dall’abitato di Valbruna raggiungerà gli abeti di risonanza: «Tutti – assicura Preschern – avranno la possibilità di ammirare questi magnifici testimoni del tempo». Durante il festival, saranno propri le guardie forestali ad accompagnare i visitatori ai piedi dei maestosi abeti della Foresta di Tarvisio.

Alla presentazione dell’evento, avvenuta negli spazi della Factory Banca Manzano, sono intervenuti, oltre a Preschern, responsabile dell’Ufficio territoriale delle biodiversità del Corpo Forestale dello Stato di Tarvisio Patrizio Terlicher, il referente della Cooperativa PuntoZero Francesco Rossi, il liutaio gemonese Marco Cargnelutti.

«Risonanze – spiega Rossi – è un festival di musica nella foresta: un modo per trasformare un’eccellenza in un volano turistico facendolo conoscere alle persone. L’idea di base è che la cultura possa generare anche un ritorno importante per un territorio».

Il legno da risonanza è un particolare tipo di legno che, per le sue caratteristiche di regolarità e omogeneità, risulta ottimale per la costruzione di strumenti musicali, e in particolare di strumenti ad arco. Non è un caso se importanti liutai cremonesi hanno, proprio in Valcanale, artigiani incaricati di rintracciare le piante migliori per trasformarle nei primi violini delle orchestre di tutto il mondo.

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