Imoney tab white
Utilizziamo i cookie per offrirti la miglior esperienza possibile sul nostro sito Web.
Quando utilizzi il nostro sito Web, accetti che vengano trasmessi cookie sul tuo dispositivo. Ulteriori informazioni

Inaugurata nuova sala emodinamica

Attualità
03 giugno 2016

Cardiologia, Trieste all'avanguardia in Italia

di Barbara Candotti
A Cattinara innovativo sistema di cardioangiografia a elevatissima qualità d’immagine
CONDIVIDI
14626
La nuova sala inaugurata a Cattinara (ph. Studio Sandrinelli)
Attualità
03 giugno 2016 di Barbara Candotti

È stata inaugurata alla Struttura Complessa di Cardiologia a Trieste una nuova e moderna sala di emodinamica e cardioangiografia. La realizzazione è stata resa possibile grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia (750.000 euro), al contributo della Fondazione CRTrieste (250.000 euro), della Associazione Amici del Cuore (200.000 euro) e delle Fondazioni Beneficentia Stiftung (300.000 euro) e Brovedani (100.000 euro).

La sala si sviluppa su un’area complessiva di 115 metriquadri, indispensabili per l’effettuazione di interventi cardiovascolari caratterizzati da un’alta complessità e che richiedono la presenza contemporanea di un team medico-infermieristici multidisciplinari (cardiologia, cardiochirurgia e cardioanestesia). Solitamente queste equipe includono due cardiologi, un cardioanestesista, un cardiochirurgo e quattro infermieri. I cardiologi interventisti ed elettrofisiologi che si occupano delle  procedure che si svolgono nella nuova sala sono otto. Gli interventi effettuati sono soprattutto impianti di protesi valvolari aortiche attraverso cateteri introdotti con una piccola puntura della pelle per il trattamento del restringimento e dell’insufficienza della valvola aortica, le riparazioni dell’insufficienza mitralica e dell’insufficienza tricuspidale, nonché tutte le procedure  che riguardano i disordini elettrici ed aritmici del cuore.

Il fiore all’occhiello della nuova sala è un innovativo sistema di cardioangiografia, al momento unico in Italia e realizzato da General Electric Healthcare. Attualmente nel mondo sono presenti un totale di settantaquattro (74) apparecchiature di questo tipo di cui la maggior parte tra gli Stati Uniti d’America (34) e l’Europa (26). 

Il cardioangiografo sarà impiegato sia per lo studio dell'anatomia e del flusso sanguigno dell'apparato cardiovascolare e la diagnosi di malformazioni congenite o di patologie acquisite a carico dell'apparato valvolare o del muscolo cardiaco, sia per procedure coronariche complesse. Tecnicamente si tratta di un sistema di angiografia rotazionale tridimensionale per un’immediata e accurata definizione anatomica delle varie strutture del cuore che permette di effettuare con massima sicurezza e precisione gli interventi sopra menzionati. La potenza dell’apparecchiatura (100 kWatt), l’elevatissima matrice (1536 x 1536 pixel) e le dotazioni di software dedicati permettono di ottenere immagini di altissima qualità. In particolare è possibile visualizzare con estrema accuratezza filamenti metallici di spessore estremamente sottile (circa un quinto di millimetro) che vengono inseriti all’interno del cuore. Le immagini tridimensionali del cuore o dell’aorta acquisite con questa tecnologia vengono visualizzate sul monitor in sala operatoria e permettono di posizionare con estrema precisione le protesi cardiache in corso di controllo radiologico ed eventualmente ecocardiografico. Il sistema angiografico è anche in grado di compensare automaticamente i movimenti del cuore legati al battito cardiaco e alla respirazione.

Particolare attenzione è rivolta al garantire la massima riduzione della dose di radiazioni somministrate al paziente. Tale obiettivo viene infatti garantito dalla presenza di un software in grado di visualizzare sul monitor in sala ed in tempo reale  la radiazione che sta raggiungendo in quel momento le varie parti del corpo del paziente. 

La globalità di questa realizzazione consentirà ai professionisti del Dipartimento Cardiovascolare di Cattinara di attuare e sviluppare ulteriormente interventi innovativi, mininvasivi, ad alta complessità coniugando avanzamento tecnologico, capacità di lavoro in team multidisciplinare e attenzione massima al confort, umanizzazione e sicurezza dei malati. Rilevante anche l’importante ricaduta sull’opportunità didattica per i numerosi specializzandi, studenti e medici ospiti che ogni anno si formano e visitano la struttura.

All’incontro hanno preso parte Nicola Delli Quadri, Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste, Gianfranco Sinagra, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste, Roberto Di Lenarda, Direttore del Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche dell’Università di Trieste, Debora Serracchiani, Presidente della Regione FVG, Maria Sandra Telesca, Assessore alla salute della Regione Autonoma FVG, Anna Paola Porzio, Prefetto di Trieste, Laura Famulari, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Trieste, Lucio Delcaro, Vicepresidente del CdA della Fondazione CRTrieste e Don Mario Vatta.

Commenti (0)
Comment