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Progetto SMARTCARE

Società
06 luglio 2016

Sanità, il futuro è nell'assistenza domiciliare integrata

a cura della redazione
Il FVG regione capofila dello studio europeo: presentati a Trieste i dati della ricerca che ha coinvolto 200 soggetti e 17 distretti sanitari
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Trieste, piazza Unità (ph. Turismo FVG)
Società
06 luglio 2016 della redazione

Sono stati presentati i dati finali del progetto europeo SMARTCARE di cui la regione Friuli Venezia Giulia tramite l'Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste è capofila. 

Il progetto, inserito nella priorità dell’Unione Europea dell’innovazione per un invecchiamento sano e attivo, promuove la valorizzazione dell’assistenza domiciliare socio-sanitaria integrata mediante l’uso di nuove tecnologie di teleassistenza e telemonitoraggio, ed è finalizzato al mantenimento a domicilio delle persone anziane con bisogni complessi che necessitano di una presa incarico integrata socio-sanitaria.

Le finalità del progetto sono la valutazione dell’efficacia e della sostenibilità di servizi assistenziali socio-sanitari integrati su piattaforma ICT, l’implementazione di modelli organizzativi innovativi e la valutazione dell’impatto psicologico e sociale sulle persone e gli operatori coinvolti.

Il progetto si pone anche come obiettivo l’attivazione e la promozione delle risorse a livello individuale e organizzativo, con particolare attenzione al potenziamento personale dell’utente e dei suoi familiari (empowerment), la valorizzazione dell’integrazione/relazione tra persone e risorse tecnologiche e la presa in carico integrata socio-sanitaria supportata da piattaforma tecnologica.

Come strumenti ICT di supporto sono starti utilizzati una piattaforma per la cartella personalizzata dei partecipanti e per la raccolta dei dati accessibile a tutti gli operatori e i partecipanti in base al proprio ruolo, alcune apparecchiature installate a domicilio per la rilevazione e il monitoraggio di dati clinici e ambientali, un collettore dati (hub) domestico per il collegamento tra le apparecchiature di rilevamento e la e piattaforma integrata e per le comunicazioni tra partecipanti e operatori ed infine è stato fornito il supporto di help desk e call center.

Il disegno dello studio e la sperimentazione hanno previsto due percorsi, uno di breve termine (persone in fase di post-dimissioni) e uno di lungo termine (persone affette da condizioni croniche). I due percorsi sperimentali si distinguono per la durata dello studio degli assistiti: 3-6 mesi per i partecipanti arruolati nel percorso a breve termine di dimissione ospedale-territorio (Hospital Discharge Short-Term Pathway) e 6-12 mesi per i partecipanti arruolati nel percorso a lungo termine (Long-Term Care Pathway).

Complessivamente in 17 Distretti su 20 della regione Friuli Venezia Giulia, coordinati da ASUITS, sono stati arruolati 201 soggetti di età superiore a 65 anni, con una fragilità misurata clinicamente e affetti da patologie croniche come scompenso cardiaco, broncopneumopatia cronica o diabete mellito. I pazienti arruolati in FVG avevano una media di 81 anni, in maggioranza di sesso maschile, erano affetti da multiple patologie associate ed in trattamento in oltre la metà dai casi con almeno 7 farmaci. La maggior parte degli assistiti aveva un livello di istruzione primaria, più di 1/3 viveva da solo e non era autosufficiente. Il gruppo multiprofessionale del Friuli Venezia Giulia coinvolto nel progetto comprendeva 60 infermieri, 40 medici di medicina generale, 16 assistenti sociali, 13 medici di distretto, 3 fisioterapisti, 7 specialisti. 

Tra i 201 assistiti, mentre in 101 è proseguita l’assistenza domiciliare tradizionale, in 100 è stato implementato il monitoraggio e la trasmissione automatica ad una piattaforma informatica della pressione, peso, frequenza cardiaca e saturazione e di alcuni parametri ambientali. La grande maggioranza (182 - 91%) degli assistiti ha portato a termine il progetto dimostrando una buona aderenza. 

Nei confronti dei pazienti in Assistenza Domiciliare Integrata tradizionale, i pazienti arruolati in fase di post-dimissione al telemonitoraggio domiciliare dimostravano una significativa riduzione dei giorni di ricovero (2 giorni in meno di ricovero ospedaliero o in RSA per assistito per mese) al costo assistenziale di 1 accesso domiciliare in più per controllo dei device o per instabilità clinica dell’assistito ogni mese. Questi risultati erano significativi nei pazienti con scompenso cardiaco. 

Il FVG ha dichiarato il mantenimento del servizio nella programmazione socio-sanitaria dal 2017 e la AAS1 ha approvato un decreto per il mantenimento del servizio a Trieste.

Le regioni coinvolte nel progetto sono 24, di cui 9 impegnate nelle attività sperimentali (deployment sites) e 15 coinvolte nello scambio delle esperienze acquisite (Committed Regions Board). Nel progetto sono presenti le associazione di rappresentanza degli users: anziani, pazienti, infermieri, assicurazioni, industrie.

Per conto della ASUITS lo staff di coordinamento è composto da Gian Matteo Apuzzo (project coordinator a livello europeo), Andrea di Lenarda (direttore Centro Cardiovascolare e responsabile scientifico del Progetto Europeo), Donatella Radini (responsabile infermieristico Centro Cardiovascolare e Coordinatore Sanitario Regionale del Progetto Europeo) e Kira Stellato (psicologa e coordinatore sociale del Progetto Europeo).

Alla presentazione del progetto sono intervenuti i Maria Sandra Telesca, assessore regionale alla salute, e Nicola Delli Quadri, direttore generale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste.

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