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L'anniversario della tragedia del "Jalea"

Cultura e Spettacolo
17 agosto 2016

Il vento del ricordo

di Margherita Reguitti
Il 17 agosto 1915 il sommergibile italiano si inabissò al largo di Grado con venti marinai a bordo. Solo uno di loro si salvò. Il monfalconese Gustavo Caizzi ha ripercorso quella storia in un libro
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Gustavo Caizzi
Cultura e Spettacolo
17 agosto 2016 di Margherita Reguitti Image

Alle 14.30 del 17 agosto del 1915 la prua del sommergibile Jalea venne urtata violentemente dalla massa di una torpediniera e, poche miglia al largo di Grado da dove era partito la sera prima, si inabissò. L'unico superstite, dei 20 marinai dell'equipaggio, fu Arturo Vietri, avvistato e soccorso molte ore dopo l'impatto, aggrappato a una boa foranea dell'Isola del Sole. Per 39 anni il relitto giacque, con il suo carico di giovani vittime, sul fondo; fino al recupero avvenuto a metà degli anni '50. Ora questa vicenda bellica, mai dimenticata a Monfalcone e Trieste, viene raccontata nel libro "Regio sommergibile Jalea: vento del ricordo" del monfalconese Gustavo Caizzi, uscito da alcuni giorni per i tipi "L'Orto della cultura" di Pasian di Prato, presentato nei giorni scorsi al Museo Civico delle Carrozze di San Martino di Codroipo.

Non un libro, ma un progetto editoriale, in quanto il saggio storico è arricchito da un DVD che approfondisce e arricchisce il testo con importanti contribuiti.

L'opera nel suo insieme è dunque costruita sulla base di un'approfondita e lunga ricerca; ne scaturisce un'ampia rassegna di testimonianze, articoli di stampa, documenti d'archivio, cimeli e anche un vasto corredo fotografico.

Ampio spazio è riservato alle operazioni di recupero del sommergibile avvenute il 6 giugno del 1954 alle quali partecipò il marinaio Arturo Vietri. Fu un giorno storico per Monfalcone e molti cittadini e autorità parteciparono poi ai funerali di Stato dei marinai e alla loro tumulazione, con gli onori dovuti, nel Sacrario di Redipuglia al 22esimo gradone. II relitto venne trasferito in rada a Trieste, e poi nel Cantiere CRDA di Monfalcone per la demolizione.

Il libro di Gustavo Caizza, oltre alla passione e al rispetto per la storia, poggia su una specifica competenza scientifica e su un'esperienza nel settore. Dopo la laurea in ingegneria navale, infatti, ha maturato una 40ennale carriera nei maggiori cantieri navali italiani. Recentemente ha rivolto la sua attenzione al complesso processo di sviluppo portuale, della logistica e delle infrastrutture in Alto Adriatico. Rilevante è anche la sua attività nel volontariato, come socio e presidente del locale Lions Club.

Con il suo impegno questo importante e tragico evento, avvenuto durante la Grande Guerra, non è destinato all'oblio, ma a vivere grazie "al vento del ricordo".

Il fatto storico è stato inoltre ripreso in varie occasioni (nel 2011 durante il raduno nazionale dei Sommergibilisti) ed è stato al centro di incontri di promozione e approfondimento promossi dal Gruppo Ermada, svoltisi in occasione delle manifestazioni in ricordo del centenario dello scoppio del conflitto mondiale. A perenne memoria e in nome dei valori di pace, è stato altresì collocato a Monfalcone un cippo che ricorda questa vicenda tragica della storia del Novecento.

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