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Ricerca attiva a Trieste

Attualità
30 novembre 2016

Microaree cittadine per il benessere della persona

a cura della redazione
Istituire zone con presenza media da 400 a 2.000 abitanti per promuovere il benessere e la coesione sociale, e favorire l'integrazione sociosanitaria
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(ph. ASUITS)
Attualità
30 novembre 2016 della redazione

Presentata presso la Direzione generale dell’Azienda Sanitaria Universitaria integrata di Trieste, la ricerca "Analisi degli effetti sulla salute del capitale sociale generato dall’intervento nelle Microaree", nell’ambito del progetto Habitat Microaree.

L'Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste, il Comune di Trieste, il Comune di Muggia e l'ATER dal 2005 operano congiuntamente nella promozione e sviluppo del progetto Habitat Microaree, con la finalità di promuovere il benessere e la coesione sociale, e di favorire l'integrazione sociosanitaria, ovvero il coordinamento fra i servizi sociali e quelli sanitari disponibili sul territorio, in modo da fornire al cittadino una risposta unitaria alle sue esigenze di salute e di benessere.

Le microaree sono piccole aree della città, con una presenza media da 400 a 2.000 abitanti circa, caratterizzate dalla prevalenza di caseggiati Ater e di popolazione anziana dove, alla data di inizio del progetto, si sono riscontrate condizioni di salute e di benessere degli abitanti più precarie rispetto alle altre parti della città.

La finalità dell’intervento integrato nelle aree bersaglio è stata da subito quella di garantire a tutti l'accesso ai servizi, nonché quella di recuperare lo svantaggio presente relativamente alle condizioni di salute e di benessere. Anche attraverso il riconoscimento e la valorizzazione delle risorse naturali presenti nei diversi territori e la promozione di relazioni di fiducia tra i residenti e tra questi e le istituzioni.

A circa 10 anni dall'inizio della collaborazione, sancita da un Accordo di Programma, gli Enti hanno ritenuto opportuno avviare un percorso di valutazione sul lavoro svolto, sul raggiungimento o meno degli obiettivi dati e sullo sviluppo delle micro comunità, previsto in premessa, per meglio pianificare e programmare il lavoro degli anni a venire.                                                                   

A tal fine, già a inizio 2016, è stata avviata una collaborazione con Fabio Barbone, epidemiologo sanitario del Dipartimento di Scienze Mediche e Biologiche dell’Università degli Studi di Udine e oggi direttore scientifico dell’Ospedale Infantile Burlo Garofalo, Giuseppe Costa, epidemiologo sociale del Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche dell’Università degli Studi di Torino e supervisor nell'ambito delle attività di contrasto alle disuguaglianze di salute per l'Istituto Nazionale per la Promozione della Salute dei Migranti e il Contrasto delle Malattie della Povertà (INMP), Roberto Di Monaco del Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università degli Studi di Torino e Silvia Pilutti di Prospettive ricerca socio-economica, per realizzare le ricerche “Valutazione dell’efficacia sanitaria del progetto microarea” (Università di Udine) e “Analisi degli effetti sulla salute del capitale sociale generato dall'intervento nelle microaree” (Università di Torino).

Entrambe le ricerche hanno quale area del loro intervento 8 microaree della città di Trieste, le prime ad essere attivate e analizzano il periodo temporale 2006-2016. Il primo studio valuta il raggiungimento dei risultati di salute dei residenti nelle microaree confrontati con un campione di cittadini non residenti nelle microaree, aventi le stesse caratteristiche sanitarie e sociali dei primi; il secondo valuta, tramite somministrazione di apposito questionario, lo sviluppo di capitale sociale nelle aree bersaglio e le ricadute sulla salute dei cittadini.

Nel lavoro di ricerca, promosso dal Coordinatore Sociosanitario di ASUITS, Flavio Paoletti, sono inoltre attivamente coinvolti gli 8 referenti delle microaree con funzioni di tutor e circa 95 operatori tra quelli di ASUITS, del Comune di TS, del Comune di Muggia, dell’Ater, delle Cooperative sociali, studenti e volontari. Tutti gli operatori hanno partecipato a un corso di formazione realizzato ad hoc finalizzato alla conoscenza del progetto e alla somministrazione del questionario condotto dagli esperti di Torino. 

Coordinatrice scientifica della ricerca è Maria Grazia Cogliati Dezza. L’organizzazione operativa è a cura della Direzione sociosanitaria e il coordinamento delle attività di data management sono a cura di Marco Spanò della Struttura di Programmazione Strategica di ASUITS. 

I risultati del lavoro, permetteranno, se positivi, di consolidare l’intervento MICROAREE garantendone una stabilizzazione e una eventuale estensione ad altre aree della città e della regione. I risultati della ricerca saranno evidenziati in un evento finale entro giugno 2017. 

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