Imoney tab white
Utilizziamo i cookie per offrirti la miglior esperienza possibile sul nostro sito Web.
Quando utilizzi il nostro sito Web, accetti che vengano trasmessi cookie sul tuo dispositivo. Ulteriori informazioni

Polar Night Half Marathon

Cervignano-Tromso, il viaggio
31 dicembre 2016

Stoccolma abbraccia Joey Margarit

di Claudio Pizzin
Archiviata la mezza maratona, sulla via del rientro sosta a casa del presidente del Fogolar Furlan di Stoccolma
CONDIVIDI
17388
A casa di Igor Bon (ph. C. Pizzin)
Cervignano-Tromso, il viaggio
31 dicembre 2016 di Claudio Pizzin Image

31 dicembre

Una magnifica giornata di sole fa da cornice alla nostra partenza: molti amici sono venuti a salutarci in piazza a Cervignano del Friuli, dopo i saluti e gli abbracci si parte per questa nuova avventura. La temperatura non è particolarmente rigida il sole è alto nel cielo e sembra di essere di buon auspicio.

Dopo un paio d'ore ci fermiamo per il pranzo per poi ripartire rispettando la tabella di marcia. La prima neve la incontriamo poco prima del tunnel dei Tauri. La giornata scorre tranquilla; visto che il tempo è bello cerchiamo di fare molta strada, concedendoci delle pause solo per mangiare. La sera tardi arriviamo a Kassel (Germania) e ci fermiamo per il meritato riposo non prima di un brindisi al nuovo anno che verrà.

 

1 gennaio

Sveglia presto e partenza verso il nord. Un’ora di viaggio e breve sosta in un autogrill per la colazione con fichi d'india e panettone dell'ultimo dell'anno: ora si ragiona! La giornata è bella: speriamo che il sole ci accompagni per questo inizio d'anno… Ma le speranze ben presto svaniscono e al sole si sostituisce una nuvolosità diffusa con aumento della temperatura. Nel giro di poco inizia a piovere. Peccato.

La giornata scorre tranquilla. Raggiungiamo la Danimarca e, quindi, la Svezia dopo aver passato tre ponti che ci fermiamo a fotografare mentre un vento gelido sferza l'aria. Non fa particolarmente freddo quando transitiamo per Helsingborg: è giunta la sera, ora ci attende la cena è il meritato riposo.

 

2 gennaio

Come al solito sveglia presto. Fa un po' freddo (-3° C): colazione abbondante per integrare le calorie e per far fronte alla temperatura. La macchina è coperta da un leggero strato di ghiaccio. Mentre partiamo fanno capolino le prime luci del giorno: ci attendono ancora molti chilometri.

La giornata scorre tranquilla. Quando raggiungiamo Stoccolma incontriamo la prima neve, anche se solo pochi millimetri. Inizia l’imbrunire e, per ora, il cielo non sembra annunciare altre precipitazioni.

In breve scende il buio mentre noi proseguiamo verso la meta. Raggiunta la tappa di giornata cerchiamo alloggio per la notte, ma non troviamo nessun hotel o b&b libero. Dopo vari tentativi individuiamo una struttura che potrebbe fare al caso nostro. Siamo a Ramvik, non è semplice trovare la località dove si trova il l’alloggio ma il navigatore non ci abbandona e ci porta in mezzo ai boschi fino al posto prescelto. I titolari ci accolgono e, capendo subito la situazione, ci accompagnano ai nostri giacigli. Almeno un posto per dormire lo abbiamo trovato. Logicamente a nanna senza cena, ci fa anche bene. Intanto la temperatura inizia a scendere: siamo a -10° C

 

3 gennaio

Anche oggi sveglia presto con abbondante colazione visto il digiuno della sera. Fuori la temperatura tocca i -13° C. Saliamo in macchina, ci attendono ancora molti chilometri. Lungo la strada non c'è nessuno: sembriamo gli unici esseri viventi di queste latitudini. Sono le otto del mattino ed è ancora buio pesto. Strada facendo ci fermiamo a scattare foto a panorami che lasciano senza fiato, intanto inizia a nevicare e siamo costretti a ridurre la velocità. A pranzo troviamo un localino con self-service gestito da sud americani: si mangia molto bene rispetto al menù dei giorni precedenti.

Quando ripartiamo ha smesso di nevicare e il cielo si è aperto lasciando spazio a un timido sole. Ma dopo poco un’altra forte nevicata ci investe. Comincia a fare buio già alle 14. Dobbiamo percorrere ancora molti chilometri.

Giungiamo al nostro albergo a Overkalix e la temperatura segna -15° C. Appena entrati osserviamo gli orologi appesi al muro: le ore impostate sono su Kabul, Damasco, Teheran, Bagdad. Ci guardiamo intorno e scopriamo che in albergo sono alloggiati dei profughi che ci scrutano con stupore. Joey decide di fare una breve sgambatura di mezz'ora mentre io scatto alcune foto. Doccia e cena in un locale che avevo visitato anni fa, poi tutti a dormire. Intanto fuori nevica.

 

4 gennaio

Si parte per l'ultimo tratto di strada: la temperatura è ulteriormente scesa a -22° C. Lungo la strada il picco del freddo tocca i -30° C: è comunque sopportabile, anche se per alcuni tratti soffia un venticello gelido. Ci concediamo brevi pause per rifornimento e caffè. Al confine con la Finlandia consumiamo un pasto caldo. In breve cala il buio: sono le 2 del pomeriggio e scende la notte.

Ripartiamo: il clima in macchina stenta a portarsi a temperatura e i piedi sono freddi. Per fortuna il morale è alto. In serata raggiungiamo finalmente Tromso, la nostra meta. Le strade sono ghiacciate ma ci mettiamo subito alla ricerca di un hotel per la notte. A cena degustiamo erbette rosse, formaggio pistacchio, pesce con salsa e una specie di tegolina cruda che sembra appena raccolta. A sorpresa ci arriva anche della carne con lenticchie. Si è fatto tardi, è ora di coricarsi. Buona notte.

 

5 gennaio

Il giorno dell'attesa, tra una breve visita nel centro di Tromso per le immancabili foto ricordo e la prima visione dal vivo del tracciato di gara. Domani è il grande giorno.

 

6 gennaio

Ancora una volta il meteo mischia le carte. Dopo il gelo dei giorni scorsi, la temperatura è salita fino a -2° C. In compenso però nevica copiosamente: una  componente in più di cui tener conto. Arriva il momento della partenza: per Joey Margarit da Cervignano del Friuli, unico friulano partecipante all'edizione 2017 della Polar Night Half Marathon tra i 800 atleti al via, è il coronamento di un sogno. Perché correre a 30 km dal Polo Nord, nel buio del pomeriggio polare, vale più di qualsiasi vittoria o medaglia. Il gusto per una sfida con se stesso e con la natura, in uno scenario unico al mondo, è stata la fiammella che in questi mesi ha alimentato il desiderio di Joey di andare oltre i propri limiti, correndo sotto l'aurora boreale. E poco importa se le nubi hanno coperto il cielo e i suoi giochi di luce. Per oltre 21 chilometri Joey ha trasformato il suo sogno in realtà. Alla fine il piazzamento è 178., con il tempo di 1h50'53''. Ma la sua vittoria era già avvenuta al momento dello start.

E allora impossibile non concludere quest'esperienza con il sostegno che ha accompagnato l'intera spedizione: #GoJoey!

9 gennaio

Sulla strada del ritorno siamo stati a fare visita al presidente del Fogolar furlan  svedese, Igor Bon, che ci ha accolto assieme alla sua famiglia. Nel corso dell’incontro ci siamo scambiati alcune battute sull'andamento della reciproca vita quotidiana e su quella a Stoccolma. Abbiamo avuto occasione di conoscere anche la moglie Roberta Sturma, molto cordiale con noi e affettuosa con le tre figlie.

Abbiamo voluto immortalare con alcune foto questo nostro incontro e, alla fine, abbiamo consegnato alcune copie di iMagazine anche per i suoi amici e alcune copie del ultimo Cd di Dino Piu, cantautore di Gonars.

 

Commenti (0)
Comment