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Presentata la mostra al Salone degli Incanti

Cultura e Spettacolo
26 aprile 2017

A Trieste le stanze segrete di Vittorio Sgarbi

di redazione (fonte Ufficio stampa Comune di Trieste)
In esposizione quasi 200 opere delle principali "scuole" artistiche italiane. Un'apposita sezione sarà dedicata agli artisti triestini
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Il taglio del nastro inaugurale (ph. Comune di Trieste)
Cultura e Spettacolo
26 aprile 2017 di redazione (fonte Ufficio stampa Comune di Trieste)

Presentata a Trieste la mostra “Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi”, alla presenza dell'assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi e dello stesso Vittorio Sgarbi.

L'esposizione, allestita al Salone degli Incanti, aprirà al pubblico giovedì 27 aprile e sarà visitabile fino al 20 agosto 2017.

In concomitanza con la mostra il Civico Museo Sartorio di Trieste (in largo Papa Giovanni XXIII, 1) ospita un'ulteriore esposizione, a cura di Vittorio Sgarbi e del Conservatore dei Civici Musei Lorenza Resciniti, incentrata sui dipinti e sulle sculture più emblematici della casa museo e della collezione dei Civici Musei di Storia ed Arte,  intitolata “Capolavori del Museo Sartorio scelti da Vittorio Sgarbi e restauri de Gli Orti di Venezia”, collocata nel Salone da ballo del Museo.

Dedicata a Rina Cavallini, madre di Vittorio Sgarbi, l'esposizione realizzata al Salone degli Incanti, vuole dar conto in primis della peculiare e complessa “geografia artistica” della nostra nazione. Saranno esposte quasi 200 opere, tra dipinti, disegni e sculture, dalla fine del Quattrocento alla metà del Novecento che rappresentano infatti le principali “scuole” italiane. La selezione di opere comprende, tra gli altri, artisti come Niccolò dell'Arca, Lorenzo Lotto, Guercino, Guido Cagnacci, Baciccio, Artemisia Gentileschi, Lorenzo Bartolini, Francesco Hayez. La mostra sarà arricchita da una selezione di oltre cinquanta opere di artisti triestini: Giuseppe Bernardino Bison, Giuseppe Tominz, Umberto Veruda, Arturo Rietti, Oscar Hermann-Lamb, Franco Asco, Attilio Selva, Giovanni Zangrando, Arturo Nathan, Edmondo Passauro, Bruno Croatto, Pietro Lucano, Leonor Fini, Carlo Sbisà, Mario Ceconi di Montececon, Edgardo Sambo.

“Un mostra straordinaria, come straordinario è Vittorio – ha affermato l'assessore Rossi – per la quale abbiamo scelto entrambi come simbolo il ritratto di una bambina che osserva su un libro le opere di Raffaello e Tiziano e che rivolge lo sguardo verso il padre. Una bambina che lancia un messaggio, una sfida, contro l'ignoranza, per dare l'occasione ai giovani di crescere e di avere un'opportunità per il futuro”. 

Saranno inoltre pubblicati tre cataloghi, per il Sartorio, per il Salone degli Incanti e uno di carattere storico.

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