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Accordo tra Università di Udine e Ordine pronvinciale

Attualità
11 maggio 2017

Consulenti del lavoro, arriva il praticantato anticipato

di redazione (fonte Ufficio stampa Università di Udine)
Sei mesi di tirocinio, sui 18 complessivi, nell’ultimo anno dei corsi in Diritto per le imprese e le istituzioni e in Giurisprudenza dell'ateneo friulano
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Da sinistra: Macor, De Toni e Brollo (ph. Uniud)
Attualità
11 maggio 2017 di redazione (fonte Ufficio stampa Università di Udine)

Anticipare il praticantato per diventare consulente del lavoro svolgendo in uno studio professionale abilitato un tirocinio di 6 mesi, sui 18 complessivi, nell’ultimo anno del percorso di studi all’Università di Udine. È quanto prevede l’accordo tra l’Ateneo friulano e l’Ordine dei Consulenti del lavoro della provincia di Udine a favore degli studenti dei corsi di laurea triennale in Diritto per le imprese e le istituzioni e quinquennale in Giurisprudenza in regola con gli esami. Gli studenti dell’ultimo anno dei due corsi di studio del Dipartimento di Scienze giuridiche (Disg) potranno così anticipare un terzo del praticantato obbligatorio per l’ammissione all’esame di Stato che abilita all’esercizio della professione.

Due gli obiettivi della collaborazione: abbreviare i tempi d’ingresso dei laureati dell’Università di Udine nel mondo del lavoro e integrare la formazione universitaria con l’esperienza professionale per migliorare la qualità della preparazione per diventare consulenti del lavoro.

L’accordo è stato firmato dal rettore dell’Ateneo, Alberto De Toni, e dal presidente del Consiglio provinciale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Udine, Enrico Macor, alla presenza della direttrice del Disg, Marina Brollo. Erano inoltre presenti la segretaria e il tesoriere del Consiglio provinciale dell’Ordine, Silvia Bradaschia e Alessandro Rizza.

Compito dell’Ordine è individuare gli studi professionali di consulente del lavoro in provincia di Udine disponibili a ricevere gli studenti tirocinanti e programmare, valutare e verificare l’effettivo svolgimento del periodo di praticantato. L’Ateneo, se le richieste di partecipazione al tirocinio-praticantato risulteranno superiori al numero di posti disponibili, predisporrà una graduatoria di merito. Entro sei mesi dal conseguimento del titolo, il laureato è obbligato a mantenere l’iscrizione al registro dei praticanti, pena la decadenza del periodo formativo effettuato.

L’accordo dà attuazione alla convenzione quadro tra i ministeri dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, quello del Lavoro e delle politiche sociali e il Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro.

«Questo accordo –  ha dichiarato De Toni – è un grande risultato che premia il costante e intenso dialogo che l’Università di Udine intrattiene con il mondo economico e delle professioni. Una delle priorità dell’Ateneo è infatti quella di favorire l’ingresso nel mondo del lavoro dei nostri laureati, grazie anche alla valorizzazione di esperienze di alternanza tra formazione e lavoro come quella intrapresa con il meritorio Ordine dei Consulenti del lavoro della provincia di Udine».

«L’accordo con l’Ateneo – ha spiegato Macor – oltre che rinnovare una collaborazione con l’Università di Udine (già negli anni 1988/89 e seguenti assieme alla Facoltà di Scienze economiche e bancarie sono stati organizzati corsi di formazione) è un inizio di attuazione delle linee programmatiche del Governo sull’alternanza scuola lavoro, ma soprattutto è una condivisione del bacino di risorse rappresentato dai giovani. Come consulenti del lavoro abbiamo necessità dell’ingresso dei giovani nella professione, ingresso per il quale sono propedeutici laurea e tirocinio: ecco spiegato il punto di incontro con l’Università. Dal canto nostro offriamo la formazione pratica sul campo per i professionisti di domani».

«La firma di questa convenzione – ha sottolineato Brollo – intende agevolare e consolidare, in un periodo di alta disoccupazione giovanile, il percorso dei nostri studenti verso il mercato del lavoro, delle professioni e delle imprese. In tal modo si intende fornire anche un prezioso servizio alle famiglie, più vicino al modello europeo di alternanza scuola-lavoro».

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