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Sequestrato il centro massaggi di via Trento

Attualità
13 giugno 2017

Gorizia, due arresti per prostituzione

di redazione (fonte Guardia di Finanza)
Indagine di Guardia di Finanza e Questura: all'interno dell'esercizio giovani ragazze cinesi garantivano prestazioni sessuali a pagamento
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(ph. Sala stampa GdF)
Attualità
13 giugno 2017 di redazione (fonte Guardia di Finanza)

I clienti del centro massaggi “Honk Kong” di via Trento a Gorizia da oggi troveranno sulla porta l’avviso di chiusura per sequestro preventivo ordinato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Gorizia. La Squadra Mobile della Questura e il Nucleo di Polizia Tributaria del Comando Provinciale della Guardia di Finanza hanno a lungo osservato e documentato l’attività delle “massaggiatrici” cinesi, talvolta coadiuvate anche dalla titolare, dedite a soddisfare le richieste dell’utenza esclusivamente maschile con prestazioni sessuali erogate a buon prezzo e con notevoli introiti.

Con questa motivazione si è proceduto anche all’arresto di L. S. di anni 48, titolare dell’esercizio commerciale da febbraio a ottobre del 2016, quando è stato eseguito il primo sequestro preventivo dello stesso centro massaggi, sempre a opera della Squadra Mobile e del Nucleo di Polizia Tributaria, e del convivente W. S., di 58 anni, formalmente dipendente del centro, ma di fatto gestore al pari della compagna nel primo periodo d’indagine.

Secondo le indagini, risulta che, dopo il primo sequestro preventivo, il 10 novembre del 2016, i locali di via Trento, dissequestrati e restituiti ai proprietari goriziani, entrambi segnalati in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria, siano stati riaffittati circa un mese dopo a un’altra cittadina cinese, facendo di fatto riprendere l’attività gestita dai predecessori. Ne è prova l’utilizzo dello stesso numero di telefono cellulare da chiamare per informazioni e la costante presenza di W. S., formalmente “dipendente” del centro, molto attivo nell’accogliere alla stazione ferroviaria le ragazze da avvicendare, nell’ospitarle a casa propria e nel portare il cibo sul luogo di lavoro.

Secondo gli inquirenti una vera e propria “industria del sesso”, maturata nel tempo sia da W. S., già titolare di un analogo centro a Padova, che da L. S., il cui cellulare compare non solo nelle locandine e negli annunci pubblicitari, ma pure su vari siti di riferimento nel settore.

Otto centri massaggi già chiusi in città e provincia, otto custodie cautelari già eseguite, molti indagati, diverse perquisizioni e sequestri di ingenti quantitativi di denaro attestano quanto sia sempre rilevante l’iniziativa economica cinese nel ricreare strutture e situazioni solo all’apparenza legali, di fatto paraventi per il meretricio praticato all’interno di esercizi pubblici. L’attività di monitoraggio del fenomeno legato alla prostituzione all’interno di tali strutture continua e non si escludono ulteriori sviluppi. Infatti, la Guardia di Finanza sta verificando e quantificando, attraverso un’attività di polizia economico-finanziaria, i proventi frutto della rilevante evasione fiscale, riconducibile alle attività illecite.

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