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La Carnia tra tradizioni e novità.

Turismo
03 aprile 2011

Storia, natura e sapori

a cura della Redazione
Borghi antichi e paesaggi da cartolina, tradizioni senza tempo e cibi dai gusti inconfondibili. Una terra dalle mille risorse, in grado di affascinare tutto l’anno. Alla scoperta della Carnia.
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Pietanze tipiche carniche
Turismo
03 aprile 2011 della Redazione

Case in pietra e in legno, testimoni oculari di un tempo dalle radici antichissime, che continua a scorrere con i ritmi lenti di allora. Quelli della natura. Ritmi di un mondo a dimensione d’uomo, dove il gusto per deliziose elaborazioni culinarie e la creatività di artigiani che custodiscono segreti tramandati di generazione in generazione rappresentano ancora il succo della quotidianità. Elementi cardine, assieme alla valorizzazione degli ambienti naturali e delle eredità culturali, di un mondo che, tutt’oggi, non si finisce ancora di scoprire. Ecco alcuni consigli di iMagazine per provare a farlo. Validi per tutte le stagioni. Trascorrere una vacanza in uno dei “borghi autentici” del Friuli Venezia Giulia, a Forni di Sopra, Raveo, Sauris, Sutrio e Ovaro, significa essere ospiti di gente unica, gente che ama dare il benvenuto in una comunità che vi accompagnerà alla riscoperta dei ritmi lenti di una volta. Luoghi, persone, sapori, tradizioni: tutto parla di una genuinità magicamente preservata. Forni di Sopra, dominato dalle maestose vette delle Dolomiti, vi accoglie tra ampi cortili e strette viuzze caratterizzate da abitazioni rustiche, in pietra e legno, con ampi ballatoi dove, ai piani superiori, veniva fatto essiccare il fieno. Raveo, adagiato in una soleggiata conca alle pendici del Col Gentile, esprime pienamente il fascino di un borgo autentico. Durante la rassegna Sapori di Carnia, si celebra il gusto di una cucina intrisa della cultura e della storia di questi luoghi. A Sauris, straordinario paese di origine tedesca, verrete accolti in abitazioni di tipo alpino realizzate in pietra e legno.  Gli influssi della cultura germanica si leggono anche in numerose tradizioni e feste popolari, tra cui il Carnevale, uno dei più antichi dell’intero arco alpino. Infine a Sutrio, bellissimo borgo di montagna, passeggiando per le vie del paese scoprirete le numerose botteghe di abili artigiani che ogni anno, danno prova di grande creatività e maestria tra i cortili delle case: gli stessi cortili che, nel periodo natalizio, custodiscono con cura i numerosi presepi nati dalle mani dei marangons, gli scultori locali del legno.

Gustosissima e rigorosamente legata ai prodotti stagionali, la cucina carnica utilizza ingredienti genuini e naturali, che grazie al clima di montagna acquistano un sapore particolare e più ricco. È una cucina tipica, specchio fedele delle sue genti, che si è sviluppata nei secoli, tra valli, fiumi e boschi, quasi nascosta da una cornice di montagne che l’hanno conservata in una dolce armonia naturale. Ma è anche una cucina rinnovata che rielabora i piatti tradizionali in maniera originale, accogliendo le linee di evoluzione del gusto. Per chi ama i cibi genuini, la Carnia è tutta da scoprire. A Sauris, Zahre nel locale dialetto tedesco, è d’obbligo lasciarsi sedurre dallo squisito prosciutto crudo: leggermente affumicato e dall’inconfondibile sapore dolce, viene prodotto da tempo immemorabile, utilizzando tecniche originali. Ideali per accompagnare i noti prosciutti, sono le birre del birrificio artigianale di Sauris di Sopra. Di tradizione antichissima, poi, è la prelibata cucina a base di erbe. E tra le montagne di Forni di Sopra, in primavera, è un tripudio di erbe spontanee e fiori, come il silene, l’asparago di monte e la cicoria, che diventano elementi base di una serie di piatti fantasiosi, degustabili attraverso itinerari che toccano rinomati ristoranti. Così, è difficile rinunciare alle tentazioni del palato: potrete assaporare i più tradizionali piatti locali, come i cjarsòns (i ravioli col ripieno dolce), il frico con polenta (fragrante frittata di formaggio di malga e patate), costine con le verze, muset e brovade (cotechino accompagnato da rape inacidite nella vinaccia), gli gnocchi alla carnica o di mele...

La gente della Carnia non ha saputo solo preservare la bellezza della natura e cogliere i frutti migliori della sua terra. Ha usato le mani, e continua a farlo, anche per forgiare materiali che si traducono in espressivi manufatti. I luoghi migliori in cui scoprire e vedere esprimersi questa creatività sono le botteghe artigiane. Qui i materiali principi sono il legno, la ceramica, il ferro, il marmo e la pietra. Ma ci si dedica anche alla tessitura. La lavorazione del legno è senz’altro l’attività artigianale più diffusa. Sutrio, uno dei più incantevoli borghi della Carnia, è noto come il paese dei marangons, ovvero dei falegnami e degli scultori del legno. Un’arte antica tramandatasi di generazione in generazione, di secolo in secolo: ancor oggi, nelle botteghe, si possono acquistare mobili intagliati seguendo antichi stili decorativi, oggetti in legno per la casa, statue e bassorilievi. Ma sarà una sorpresa scoprire che la Carnia vanta anche un’antica abilità nel campo della tessitura. Eredi di una tradizione che affonda le radici nel Settecento, i laboratori ripropongono nelle loro stoffe pregiati disegni originali e tessono morbidi tappeti e capi di abbigliamento. Anche l’attività dei ceramisti si esprime con vigore: non sarà difficile imbattersi in botteghe, magari incastonate fra gli archi di tipici edifici carnici, dove si ammirano i manufatti con un sottofondo creato dal rumore del tornio. A mano poi, in Carnia, si fanno anche le caratteristiche calzature in velluto decorate con ricami floreali: gli scarpetz. Con questi calzari ai piedi potrete riattraversare, anche solo con il pensiero, le atmosfere magiche di queste terre. In attesa di tornarci.

Il Parco Intercomunale delle Colline Carniche deve il suo nome alla dolcezza dei rilievi che intessono un suggestivo saliscendi collinare, battuto dal sole e coperto da prati e boschi. È il luogo ideale per escursioni culturali e naturalistiche rivolte a fruitori di ogni età. Alcuni di questi tracciati sono percorribili anche con la mountain bike e a cavallo, utilizzando come base il maneggio situato all’interno della Pineta di Villa Santina. Il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane è un’area protetta caratterizzata da vette dolomitiche e splendidi scenari naturalistici. Un vero e proprio paradiso per l’escursionismo, il trekking e l’alpinismo. Ma in Carnia vi imbatterete in decine di siti di notevole pregio ambientale e naturalistico: laghi, cascate, canyon, luoghi poco noti ma affascinanti e spettacolari, piccoli tesori nascosti tra le montagne. Emozionanti le escursioni nel Canyon del Torrente Vinadia sopra Villa Santina e nella Forra de Las Callas: qui, il Torrente Chiarsò scorre in fondo ad una gola impervia, che si scorge da un sentiero scavato nella roccia soprastante. Il Lago e l’Oasi di Bordaglia, tra i pascoli ai piedi del Monte Volaia, sono due dei luoghi più spettacolari della regione Friuli Venezia Giulia. Camosci, caprioli, marmotte e una ricca avifauna fanno di questi luoghi un sito naturalistico di gran pregio.

 

In Carnia palpita un mondo di usi e costumi folkloristici che regala immagini, suoni e profumi che si imprimono indelebilmente nella memoria. Come le ancestrali ritualità agricole legate al susseguirsi delle stagioni, celebrate tante volte durante l’anno in tradizionali feste e sagre. E come i riti che si compiono per l’Epifania, il carnevale e il raccolto. Se vi trovate a passeggiare tra i borghi della Carnia in periodo natalizio fate attenzione a las cidulas, rotelle di legno infuocate che i giovani del paese lanciano nel buio della sera, esprimendo messaggi benaugurali. A Sauris, figure mitiche accompagnano il carnevale più antico delle Alpi. Due sono i principali protagonisti dell’evento: il Kheirar, re delle maschere che ha il compito di tenere le fila della festa, e il Rolar, che annuncia l’inizio della mascherata. Numerose sono pure le leggende che si sono tramandate di generazione in generazione, racconti popolari dove si fondono realtà e fantasia, buon senso e superstizione. Passeggiando nei grandi boschi, il silenzio potrebbe essere spezzato da qualche fruscio e bisbiglio. Allora guardatevi attorno: forse avrete il privilegio di scorgere gli Sbilfs, i buffi e dispettosi folletti che popolano le foreste della Carnia.

Per riscoprire le antiche tradizioni e comprendere la vera essenza della cultura carnica, potete visitare gli innumerevoli musei sparsi in tutto il territorio. Il più significativo è senza dubbio il Museo delle arti e tradizioni popolari Michele Gortani di Tolmezzo, dove è fedelmente riprodotta la caratteristica casa carnica, con la cucina friulana e il suo tipico fogolâr, simbolo di questa terra, di cui è in grado di evocare l’immagine in tutto il mondo. Per osservare come veniva macinato il grano fate tappa a Illegio, al Mulin dal Flec. Mentre a Cercivento la Farie di Checo, opificio risalente al XV secolo, ricostruisce la tipica bottega del fabbro e mostra l’intero processo di lavorazione del ferro. Ad avvolgervi completamente nella musica, a Paularo, sarà invece la Mozartina: un museo “vivo” dove si ascoltano le note di fortepiani, clavicembali e violini, appartenenti a una ricchissima collezione privata di strumenti musicali antichi. Curioso il Museo dell’Orologeria pesarina di Pesariis, uno dei paesi più caratteristici della Carnia, reso famoso da un’attività artigianale particolarissima, risalente al Settecento: la produzione di orologi, venduti, allora come oggi, in tutta Europa. 

Due sono i colori della Carnia sportiva: il bianco e il verde, colori che seguono l’alternarsi delle stagioni. Se d’inverno il bianco è il colore dominante sui campi da sci e sulle montagne, il verde la fa da padrone in primavera e in estate, con innumerevoli sfumature che colorano i prati e gli alberi. Ma lo sport, in Carnia, è sinonimo di simbiosi con la natura. Qualsiasi disciplina sportiva all’aria aperta è a stretto contatto con l’ambiente incontaminato, così come le attività per il tempo libero. Bivacchi, rifugi e malghe sono sparsi lungo centinaia di sentieri, per accogliere e rifocillare gli escursionisti. La Carnia può offrire emozioni intense anche in sella ad un cavallo, sui percorsi e tra le trincee della prima linea della Grande Guerra o lungo la Via delle Malghe, alla scoperta dei sapori di queste terre. E dopo una giornata di intensa attività all’aperto, nulla di meglio che concedersi qualche ora alle Terme di Arta, luogo ideale per trascorrere rigeneranti vacanze-benessere, per recuperare la propria forma fisica o semplicemente rilassarsi in un ambiente naturale intatto.

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