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Operazione "Overtime"

Attualità
18 maggio 2018

Gorizia, scoperti 437 lavoratori irregolari

di redazione (fonte Guardia di Finanza)
Intervento della Guardia di Finanza su una società operante in subappalto all’interno di grandi commesse nel settore della carpenteria metallica
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(ph. Sala stampa GdF)
Attualità
18 maggio 2018 di redazione (fonte Guardia di Finanza)

Al fine di evitare il versamento delle ritenute I.R.PE.F. e dei contributi previdenziali, una società con sede legale a Gorizia (e unità locali a Monfalcone e nelle province di Pordenone e Treviso), operante in subappalto, all’interno di grandi commesse nel settore della carpenteria metallica, ha adottato, a decorrere dal 2014, un sistema di retribuzione dei dipendenti che ha consentito di “mascherare” i compensi per lavoro straordinario, rimpiazzandoli con voci totalmente o parzialmente non soggette a tassazione, quali le indennità di trasferta ed i rimborsi chilometrici.

L'indagine è scattata da una segnalazione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Udine e Pordenone e ha accertato l’irregolare assunzione di lavoratori in prevalenza di nazionalità bosniaca, serba e croata, sistematicamente retribuiti indicando in busta paga voci fittizie anziché l’esatto ammontare del lavoro straordinario prestato. Le dichiarazioni rese dai dipendenti durante gli accessi che le fiamme gialle goriziane e gli ispettori del lavoro hanno eseguito congiuntamente in diversi cantieri, nonché l’esame di alcuni documenti contabili e messaggi di posta elettronica acquisiti nel corso della verifica fiscale, hanno fatto comprendere l’evidente evasione fiscale e contributiva messa in atto dall’impresa goriziana.

Gli accertamenti hanno ricostruito in quasi un milione di euro l’ammontare del lavoro straordinario a cui non sono state applicate le ritenute Irpef, pari a 270 mila euro, mentre l’imponibile previdenziale sottratto a tassazione contributiva è stato quantificato in poco più di un milione di euro. La società, con sede nel capoluogo isontino, costituita nel febbraio 2014 e con un volume d’affari nel 2016 di quasi sei milioni di euro, al termine delle indagini, è stata avviata alla liquidazione volontaria da parte dell’amministratore e socio unico, un cittadino di nazionalità slovena.

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