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Operazione delle fiamme gialle di San Giorgio

Attualità
13 giugno 2018

Cervignano, sequestrate 67 automobili

di redazione (fonte Guardia di Finanza)
Tutte riconducibili a un imprenditore accusato di omessa dichiarazione e bancarotta fraudolenta
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Il comando provinciale della Guardia di Finanza a Udine (ph. GdF)
Attualità
13 giugno 2018 di redazione (fonte Guardia di Finanza)

La Guardia di Finanza ha eseguito sequestri di beni per oltre 400.000 euro corrispondenti alle imposte che sarebbero state evase in tre anni da un imprenditore cervignanese. I finanzieri, diretti nelle indagini dalla Procura della Repubblica di Udine, hanno assicurato all’Autorità Giudiziaria un complesso di beni equivalenti nel valore alle imposte evase mediante la commissione di diversi reati tributari e di una bancarotta fraudolenta. Le ipotesi di reato pendenti sull’imprenditore sono omessa dichiarazione, occultamento o distruzione di documentazione contabile, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, e bancarotta fraudolenta.

A seguito di una verifica fiscale nei confronti di una ditta operante nel commercio di autovetture, è stato accertato che il titolare della stessa, non presentando alcuna dichiarazione fiscale, ha omesso il pagamento delle imposte dovute e, nel tentativo di sottrarre il proprio patrimonio all’aggressione dell’Erario, ha pilotato la società oggetto di verifica verso la bancarotta.

Successivamente, utilizzando altre società intestate a dei prestanome, ma di fatto da lui amministrate, l’imprenditore ha continuato a svolgere la sua attività di commercio di automobili perseverando, tra l’altro, nella commissione degli illeciti tributari. A supporto dell’impianto accusatorio, le fiamme gialle, anche attraverso l’analisi dei conti correnti intestati all’imprenditore indagato, hanno comprovato che le disponibilità liquide che sarebbero state da destinare al pagamento delle imposte erano state invece sia prelevate in contanti, sia destinate al finanziamento delle società intestate ai prestanome costituite dopo aver fatto fallire la ditta oggetto dell’accertamento fiscale.

Queste circostanze, unite al fatto che l’indagato era costantemente presente nella sede di aziende formalmente non di sua proprietà dove tra l’altro continuava a condurre personalmente le compravendite di autovetture, hanno consentito di qualificare lo stesso come amministratore di fatto delle neo costituite persone giuridiche.

Il GIP del Tribunale di Udine, accogliendo la richiesta formulata dalla Procura della Repubblica sulla base delle risultanze investigative della Compagnia di San Giorgio di Nogaro, ha disposto il sequestro dei beni dell’imprenditore per l’importo corrispondente alle imposte evase e, proprio tenendo conto della sua qualifica di amministratore di fatto, ha ordinato il sequestro dei beni a lui riconducibili anche per interposta persona. Quest’ultima scelta è risultata decisiva per il buon esito della misura ablatoria: infatti l’imprenditore indagato si era ormai spogliato di tutti i suoi beni risultando formalmente nullatenente ma, aggredendo i beni delle società a lui riconducibili, sono state poste sotto sequestro 67 autovetture.

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