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Sottoscritto un Protocollo d'intesa

Attualità
16 luglio 2018

Gorizia, accordo tra Fondazione Carigo e Azienda Sanitaria

di redazione (fonte Fondazione Carigo)
L’obiettivo è sviluppare progettualità innovative tese alla protezione e promozione della salute della comunità, con particolare riferimento ad alcune fasce di maggior fragilità sociale
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Attualità
16 luglio 2018 di redazione (fonte Fondazione Carigo)

La Fondazione Carigo, rappresentata dal presidente Roberta Demartin, e l’Azienda Sanitaria n. 2 “Bassa Friulana-Isontina”, rappresentata dal direttore generale Antonio Poggiana, hanno sottoscritto un accordo per definire le tematiche sanitarie e socio sanitarie intorno alle quali sviluppare progettualità innovative tese alla protezione, promozione della salute della comunità con particolare riferimento ad alcune fasce di maggior fragilità sociale.

Il protocollo impegna per il futuro le parti a condividere gli intenti e i progetti che hanno la caratteristica principale di perseguire una forte integrazione tra le istituzioni sanitarie e sociali, il volontariato e l’associazionismo per favorire lo sviluppo di reti di protezione, di accoglienza e accompagnamento alle cure.

Le aree di intervento su cui si focalizza il protocollo sono state raggruppate in cinque aspetti principali, a partire dai progetti di comunità, per sviluppare le capacità di una comunità di intercettare precocemente i bisogni di salute dei suoi membri e di sviluppare una sinergia tra pubblico, volontariato, cittadini tale da permettere la presa in carico precoce delle situazioni di fragilità e incrementare le capacità di accompagnamento alla cura delle fasce più deboli.

Ulteriore punto dell’accordo è quello inerente le tematiche che coinvolgono fasce adolescenziali e giovanili per promuovere la salute e la prevenzione dei comportamenti a rischio e, in generale, del disagio giovanile e l’intercettazione precoce delle problematicità o delle patologie. Gli ambiti di intervento privilegiati sono il mondo scolastico, le associazioni sportive e i luoghi di ritrovo e di aggregazione dei giovani.

Attenzione è rivolta anche alle disabilità, con progettualità tese a facilitare l’accesso alle strutture, l’accompagnamento nei percorsi di cura ospedalieri e territoriali, lo sviluppo della domiciliarità e dell’inclusione sociale di questa fascia di cittadini.

Non da ultimo il protocollo si focalizza sulle cosiddette nuove fragilità per costruire percorsi di accompagnamento alle cure e alla attenzione sanitaria delle fasce sociali che rappresentano le fragilità emergenti (nuove povertà, migranti, famiglie mononucleari) attraverso, ad esempio, la costituzione e l’incremento di ambulatori sociali.

Verrà inoltre dato spazio ai progetti che si focalizzino sulla prevenzione e promozione della salute, con interventi volti a ridurre i fattori di rischio nei vari ambiti, nonché a prevenire comportamenti a rischio della popolazione in genere.

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