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Droghe leggere

Psicologia
05 ottobre 2018

Cosa si intende per "light"?

di Andrea Fiore
Mentre continua il dibattito sulla legalizzazione della cannabis, il suo utilizzo è sempre più diffuso tra i giovanissimi. Con pesanti conseguenze in termini di disturbi comportamentali
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Psicologia
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Mentre in Italia il dibattito sul libero utilizzo della cannabis procede senza chiarezza, con favorevoli e detrattori arroccati sulle rispettive visioni, il suo utilizzo tra i giovanissimi continua a crescere a dismisura, dimostrando una volta di più che parlare di un problema senza giungere mai a conclusioni difficilmente condurrà a risultati positivi.

La verità? Sta nel mezzo

Sia coloro che spingono per la liberalizzazione della cannabis, sia quelli che la contrastano hanno ragioni reali e concrete. Dire che la cannabis uccide è infatti sbagliato, esattamente come affermare che la cannabis non faccia male. Come tutte le droghe ha alcuni aspetti positivi e altri negativi: per questo bisognerebbe affrontare il ragionamento senza ideologie, ma con grande attenzione a tutti i dettagli. Una delle grosse problematicità della questione è infatti la banalizzazione che rischia di coinvolgere anche altre sfere.

Passaporto verso dove?

L’unica certezza che possiamo analizzare è che la liberalizzazione della cannabis porterà inevitabilmente a un suo maggior utilizzo, conseguenza dell’aumentata platea di persone che potranno richiederla. Di fatto diventerà una sorta di passaporto per muoversi liberamente in questo contesto, con un semplice problema: muoversi in che modo e verso dove? Alcuni potrebbero richiederla per trascorrere in maniera diversa una serata tra amici, altri per motivi ancora diversi… Nella convinzione che essendo una droga leggera e liberalizzata non faccia male alla salute. Eppure tutte le droghe moderne – compresi alcol e sigarette – derivano da sostanze naturali e sono legali, ma non vuol dire che facciano bene.

Occhio al “light”

Nella nostra società il termine “light” viene spesso abusato in ambito commerciale per sdoganare i rischi per la salute di determinati prodotti. Dalle bevande gassate per giungere fino al fumo, il “light” diventa quel grimaldello che fa credere alla gente di consumare qualcosa di sano o, quantomeno, di non dannoso per la salute. E ciò tende a stimolarne l’acquisto. Recenti dati statistici aiutano a spiegare meglio: dopo il via libera alla sigaretta elettronica, il mercato del tabacco è letteralmente esploso, facendo aumentare la richiesta di sigarette light, ritenute meno dannose di quelle tradizionali. Tralasciando che diversi studi hanno segnalato la loro elevata nocività, oltre al danno ci troviamo di fronte anche alla beffa: ritenendo che facciano meno male, le persone ne acquistano e ne consumano di più. Perché “se prima fumavo 10 sigarette normali al giorno, ora ne posso fumare 20 light…” Lo stesso discorso avviene anche per gli alcolici, in particolare per la birra: la diffusione delle birre light ha infatti contribuito all’aumento del consumo, con conseguente ampliamento del business dei produttori. Anche perché, per la legge del mercato, i miracolosi prodotti light costano di più di quelli standard.

Il rischio maggiore? Le manipolazioni

Se la manipolazione del marketing ha già ottenuto successo, un altro genere di manipolazione rischia invece di creare seri danni. Mi riferisco a quella del prodotto. Una moda sempre più in voga tra le nuove generazioni, affascinate dalle sperimentazioni fai da te, ignorando quali rischi e complicazioni possano arrecare alla salute. Già oggi sono numerosi gli esempi di persone che utilizzano appositi spray legalmente in commercio per spruzzarli sul tabacco allo scopo di trasformarlo in uno spinello. Domanda tanto provocatoria quanto drammaticamente concreta: cosa accadrebbe se queste sperimentazioni fossero fatte direttamente sulle droghe leggere?

Facile intuire che il light” sia destinato a venire “appesantito”: situazione che peraltro avviene già oggi tra molti dei giovani che riescono a procurarsi la cannabis. Con pesanti ripercussioni a iniziare dai comportamenti alterati dei ragazzi fino a giungere, in taluni casi, a veri e propri danni psichiatrici che rischiano di provocare problemi mentali destinati a perdurare tutta la vita.

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