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Progetto "Cardiorigen"

Attualità
01 febbraio 2019

Trieste, nuova piattaforma per le cure cardiologiche

di redazione (fonte Fondazione CRTrieste)
Tra gli obiettivi del progetto di ricerca lo sviluppo di nuove terapie e l'individuazione di cure personalizzate
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La presentazione alla stampa della nuova piattaforma
Attualità
01 febbraio 2019 di redazione (fonte Fondazione CRTrieste)

Prende il via a Trieste un nuovo progetto triennale di ricerca e assistenza cardiologica avanzata sviluppato da Gianfranco Sinagra, direttore della struttura complessa di cardiologia e del dipartimento cardiotoracovascolare dell’ospedale di Cattinara e da Mauro Giacca, direttore generale del Centro Internazionale per l’Ingegneria Genetica e le Biotecnologie (Icgeb) grazie a un finanziamento della Fondazione CRTrieste.

Il progetto CardioRiGen, presentato oggi nella sede della Fondazione, si propone due obiettivi. Da un lato, quello di applicare le tecnologie più avanzate di sequenziamento del DNA e di creazione di cellule staminali personalizzate per individuare la migliore terapia possibile per ogni singolo paziente. Dall’altro, quello di sviluppare nuove terapie basate sui geni per stimolare la rigenerazione cardiaca dopo l’infarto.

«La vocazione scientifica – spiega Tiziana Benussi, presidente della Fondazione – è un tratto distintivo di Trieste, e negli anni l'ha portata ad affermarsi nel mondo come centro d'eccellenza in diversi campi della ricerca anche per questo, il sostegno alla ricerca è uno dei primi obiettivi della Fondazione, in particolar modo per progetti come CardioRiGen, prestigiosi a livello internazionale e capaci di portare la ricerca dal laboratorio alla cura del paziente».
«L’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata – sottolinea il direttore Antonio Poggiana – intende essere in prima linea nello sviluppo di innovazioni finalizzate a una assistenza qualificata, a una didattica moderna ed alla ricerca traslazionale. Siamo molto grati alla Fondazione per il supporto ricevuto in vari ambiti e per questa iniziativa altamente innovativa».

«A partire da una singola cellula del sangue o della pelle – precisa Mauro Giacca, direttore di Icgeb – è oggi possibile ottenere per ogni paziente una coltura di cellule staminali personalizzate, che poi possono diventare cellule contrattili del cuore. È un approccio di straordinario valore per saggiare l’efficacia di farmaci in maniera personalizzata per ogni singolo paziente, attualmente offerto soltanto dai centri clinici più prestigiosi a livello internazionale. Oltre a questa medicina di precisione, porteremo anche avanti i nostri studi sulla possibilità di rigenerare il cuore dopo un infarto, un traguardo che oggi sembra possibile grazie alla scoperta di piccoli RNA in grado di rimettere in moto il meccanismo di proliferazione delle cellule cardiache».

Queste ricerche daranno ulteriore impulso all’attività condotta a Trieste nel campo della cardiologia molecolare. «Un'attività quanto mai importante – afferma Gianfranco Sinagra – se si considera che il Friuli Venezia Giulia è ai primi posti in Italia per le malattie cardiovascolari, con quasi 6.000 decessi ogni 100.000 abitanti. Negli ultimi 10 anni infatti sono stati accolti all'Unità di Terapia Intensiva Cardiologica di Cattinara oltre 1.200 casi di infarto del miocardio acuto nonché numerose patologie cardiovascolari ereditarie, tutti settori che troveranno nuovo impulso grazie a questo progetto».

Il programma di lavoro contempla uno sviluppo temporaneo di tre anni, periodo necessario per l'inizio dell'attività e il raggiungimento dei primi traguardi applicativi. Dal punto di vista logistico il personale coinvolto nel progetto, più di 20 persone (medici, ricercatori, dottorandi, specializzandi, borsisti), opererà tra il laboratorio del Centro clinico sperimentale di cardiolologia molecolare nella struttura complessa di cardiologia dell’ospedale di Cattinara, fondato 10 anni fa proprio grazie al sostegno della Fondazione, e il Laboratorio di medicina molecolare dell’Icgeb.

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