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Giovanni Da Pozzo presidente del CdA

Attualità
04 febbraio 2019

Export, anche Udine in Promos Italia

di redazione (fonte CCIAA PN-UD)
Dal sistema delle Camere di commercio un nuovo strumento per l’internazionalizzazione. Coinvolto un bacino di oltre 600 mila imprese
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Da sinistra Sangalli e Da Pozzo
Attualità
04 febbraio 2019 di redazione (fonte CCIAA PN-UD)

Nuove opportunità in tema di mercati esteri per le imprese friulane grazie all’adesione dell’Azienda speciale I.Ter della Camera di Commercio di Pordenone-Udine a Promos Italia Scrl, la nuova struttura del sistema camerale italiano a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese. La società nasce dall’accorpamento di un primo gruppo di aziende speciali del sistema camerale: oltre a I.Ter di Udine, ci sono Promos Milano, WTC Genova, Promec Modena ed Eurosportello Ravenna, che complessivamente contano un bacino di circa 600 mila imprese, con l’obiettivo di dare seguito e attuazione al percorso di razionalizzazione ed efficientamento delle strutture camerali previsto dal decreto di riforma delle Camere di commercio del 2016.

Per le imprese del territorio continua dunque a operare l’ufficio di Udine in Camera di Commercio, che però grazie a questa nuova partnership potrà offrire un programma ancor più potenziato e garantire una maggior possibilità di confronto e cooperazione con imprese del network nazionale.

Il Consiglio di amministrazione di Promos, presieduto dal presidente della Camera di commercio di Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo, è composto da Carlo Edoardo Valli, vice presidente della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi; Anna Mareschi Danieli, presidente di Confindustria Udine e designata dalla Camera di commercio di Pordenone-Udine; Francesca Federzoni, consigliera della Camera di commercio di Modena e Achille Giacchetta, vicepresidente della Camera di commercio di Genova. Alla direzione della società è stato nominato Alessandro Gelli, che nel corso degli anni ha ricoperto incarichi dirigenziali in società internazionali con sede negli Emirati Arabi, in Germania e nei Paesi Baltici.

«In un momento ancora difficile per l’economia, anche a livello globale, è necessario consolidare i punti di forza del nostro sistema Paese e tra questi – commenta Carlo Sangalli, presidente di Unioncamere – certamente l’internazionalizzazione. La nascita di Promos Italia va in questa direzione e dimostra, ancora una volta, la capacità delle Camere di commercio di essere utili e innovative. L'obiettivo è quello di offrire alle nostre imprese uno strumento in più sul fronte dei mercati internazionali. In particolare, alle tantissime aziende che ancora oggi non esportano, o esportano poco, pur avendone tutte le potenzialità».

«Promos Italia – spiega il presidente di Promos Italia Giovanni Da Pozzo – permette al sistema camerale di continuare a garantire il proprio ruolo istituzionale a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese mettendo a fattor comune esperienze e competenze di ciascuna struttura territoriale dedicata. La capacità di ascolto dei territori e delle esigenze delle sue imprese è da sempre una peculiarità del mondo camerale che permette di proporre soluzioni adeguate e di realizzare servizi realmente utili. La nostra attività sarà realizzata facendo sistema e coinvolgendo tutti gli stakeholder di riferimento e le altre istituzioni. È una metodologia intrinseca al sistema camerale che abbiamo consolidato nel corso degli anni. Uno degli obiettivi per il 2019 è accogliere in Promos Italia altre strutture camerali, da un lato per dar seguito a processo di efficientamento, dall’altro per estendere la presenza territoriale e, di conseguenza, rafforzare ancor di più la capacità di assistenza diretta alle imprese sui temi dell’internazionalizzazione».

Promos Italia prepara all’export nuove potenziali imprese esportatrici e amplia il business internazionale di quelle già attive nei mercati esteri. Queste finalità saranno perseguite mettendo a disposizione delle pmi italiane un’ampia gamma di servizi a supporto: informazione specialistica, formazione qualificata, assistenza personalizzata, incontri b2b in Italia e all’estero con operatori selezionati e soluzioni per il digital export sono le attività proposte. Inoltre, verrà svolta un’attività di supporto agli operatori esteri interessati a investire sul territorio nazionale in sinergia con Ice, Invitalia e con le regioni.

La nuova realtà del sistema camerale italiano beneficerà della competenza e dell’esperienza del personale delle camere di commercio che da anni supporta in tutta Italia i processi di internazionalizzazione delle imprese e pianificherà le attività sulla base delle peculiarità territoriali, focalizzandosi sui settori prioritari di ciascun territorio e sui mercati internazionali che offrono opportunità di business per quei comparti.

L’azione di Promos Italia avverrà in costante raccordo con il Ministero dello Sviluppo Economico, che ha accolto con favore l’operazione, e attraverso una forte sinergia con ICE e con i suoi uffici esteri, con le Regioni, con le camere di commercio italiane all’estero, con Sace Simest e con altre entità nazionali che si occupano di internazionalizzazione delle imprese. Da queste realtà la nuova struttura del sistema camerale italiano si differenzia per la prossimità alle aziende del territorio e per la capacità di ascolto delle esigenze delle sue imprese, caratteristiche che sono da sempre tra i punti di forza delle camere di commercio, che grazie a ciò sono in grado di proporre soluzioni adeguate, servizi utili e personalizzati.

 

EXPORT, I DATI

L’Italia nei primi nove mesi del 2018 ha esportato per 342 miliardi, pari a 10 miliardi in più rispetto allo stesso periodo del 2017. L’aumento è del 3,1%. Prime in classifica Milano con 32 miliardi di euro circa (+5,5%), seguono Torino con 14,6 miliardi e Vicenza con 13 miliardi (+1,6%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e di Promos Italia.

L’export italiano raggiunge soprattutto l’Unione Europea (195 miliardi, 56,9% del totale, +4,3%). In particolare bene Germania (+4%) e Francia (+4,8%). In forte crescita Svizzera (+12,9%) e India (+12,2%) e come aree tutta l’Asia centrale (+19,7%) e l’Oceania (+8,3%). In America settentrionale gli Stati Uniti con 30 miliardi crescono del 3,2% e il Canada con 3 miliardi del 3,5%.

L’export italiano è guidato dal settore manifatturiero, soprattutto da macchinari, moda, mezzi di trasporto e metalli. I macchinari raggiungono quasi i 60 miliardi nei primi nove mesi (+1,4%). Seguono l’abbigliamento e i tessili con 39 miliardi (+2,3%), i mezzi di trasporto con 38,8 miliardi (+2,2%) e i prodotti in metallo con 37 miliardi (+5,9%). Più nel dettaglio, i più esportati sono gli autoveicoli (16,9 miliardi), i medicinali (16,2 miliardi). Vengono poi i prodotti della raffinazione del petrolio e le parti e accessori per autoveicoli (10 miliardi circa), le calzature e il ferro (7 miliardi), l’abbigliamento (6,7 miliardi) e gli articoli da viaggio, borse e pelletteria (5,7 miliardi). Tra i prodotti più esportati in crescita anche aeromobili, veicoli spaziali e relativi dispositivi (+11,7%), motori, generatori e trasformatori elettrici (+11%).

L’import nazionale è di quasi 314 miliardi, +5%. Prima la Lombardia con 99,5 miliardi, seguono Veneto con 36 miliardi, Emilia Romagna e Lazio con 27 miliardi e Piemonte con 25 miliardi. Spicca Milano con 50,6 miliardi (+6%), seguita da Roma con 16 miliardi e Torino con 13,4. Mezzi di trasporto (36 miliardi) con, in particolare, autoveicoli ma anche prodotti dell’estrazione (34 miliardi), soprattutto petrolio greggio, metalli (33,9 miliardi) e chimici (29,7 miliardi). Unione Europea (184 miliardi) con Germania (51,6 miliardi) e Francia (27 miliardi) ma anche la Cina (23 miliardi) tra i maggiori partner.

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