Imoney tab white
Utilizziamo i cookie per offrirti la miglior esperienza possibile sul nostro sito Web.
Quando utilizzi il nostro sito Web, accetti che vengano trasmessi cookie sul tuo dispositivo. Ulteriori informazioni

Meno 27% in sei mesi

Attualità
22 marzo 2019

Carne suina, crollano i prezzi. Emergenza anche in FVG

di redazione (fonte Confagricoltura FVG)
Chiusi in regione quasi 400 allevamenti in 5 anni. Confagricoltura convoca gli Stati generali della suinicoltura per superare la crisi del settore
CONDIVIDI
28871
(ph. pixabay.com)
Attualità
22 marzo 2019 di redazione (fonte Confagricoltura FVG)

L’andamento dei prezzi dei suini pesanti da macello del circuito tutelato (Dop e Igp), quotati ogni settimana nell’ambito della Commissione Unica Nazionale di Mantova, sono in costante calo e ormai è stata accumulata una flessione del 27%, da ottobre a oggi. Lo rimarca Confagricoltura Fvg in merito alla grave crisi del settore suinicolo.

«Ciò significa – sottolinea David Pontello, responsabile del comparto suinicolo di Confagricoltura Fvg – che, in un anno, abbiamo perso un valore pari a 60-70 euro a capo. Le cause sono molteplici, ma gli allevatori sono in grande difficoltà. I consumi di carne, in Italia, sono in costante diminuzione; per motivi economici, aumentano le importazioni dall’estero; la Cina ha dirottato parte dei suoi acquisti italiani verso altri Paesi. Finora, gli allevatori del circuito Dop (San Daniele, Parma) sono riusciti a stare a galla ma, adesso, anche qualche salumificio della filiera è in difficoltà».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutte situazioni che stanno modificando la suinicoltura del FVG la quale, negli ultimi 5 anni, ha visto ridurre il numero degli allevamenti del 19,7% (ora sono 1.533; erano 1.910, nel 2013) e il numero dei capi allevati del 2,1% (attualmente sono 240.600).

«È assolutamente necessario – aggiunge Pontello – ridurre la pressione burocratica sugli allevamenti, per non aggiungere ulteriori costi di gestione in una situazione già molto difficile. Poi, serve mettere in atto una serie di accordi con altri Paesi, anche extraeuropei, per promuovere l’esportazione delle eccellenze “Made in Italy”, come è stato fatto di recente con il Ceta (che riguarda il Canada) e il Giappone».

Ma, dice Confagricoltura, i segnali di una crisi devono essere analizzati tempestivamente per individuare i problemi e prevedere le necessarie contromisure per evitarli. Per tale motivo, l’Organizzazione nazionale ha previsto un incontro, venerdì 29 marzo, a Milano, con esperti del settore per analizzare tale andamento di mercato e tutte le altre numerose problematiche strategiche del comparto per le dovute riflessioni e per fissare un’agenda sindacale con le azioni da intraprendere.

Commenti (0)
Comment