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L’appello del presidente Fanciullo

Sport
17 giugno 2019

Trieste Atletica, eccellenza che rischia di scomparire

di redazione (Trieste Atletica)
Tredicesima in Italia, ma senza le risorse necessarie per proseguire: “Le pacche sulle spalle non ci bastano più”
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Sport
17 giugno 2019 di redazione (Trieste Atletica)

Ai recenti Campionati Societari Assoluti di Firenze è risultata la più giovane realtà in gara, capace di competere a testa alta anche in quelle discipline tecniche dove a farla da padrone è l’esperienza. E se il tredicesimo posto su 800 club italiani rappresenta già un traguardo di valore, degna di nota è la crescita costante di Simone Biasutti, che porta punti preziosi per la squadra e che sigilla l’ennesimo record personale sul salto in alto, varcando l’asticella posta a 2,15 metri.

Si fanno però ora i conti con la realtà: se è vero che il team triestino continua a primeggiare in ogni concorso o gara dell’atletica leggera nazionale, è altrettanto vero che la situazione non risulta più economicamente sostenibile. La Trieste Atletica, oltre a essere il team campione italiano indiscusso di corsa campestre, compete nelle massime serie dell’atletica italiana in tutte le categorie, sia nelle gare indoor che outdoor, e i suoi atleti non sono nuovi a indossare la maglia azzurra nelle competizioni internazionali.

“È impensabile – fanno sapere dalla società attraverso un comunicato – continuare a far competere tutti i nostri atleti nelle varie competizioni distribuite su tutto il territorio italiano non essendo più sostenibili né i costi di trasferta né quelli di preparazione. La qualità indiscussa dei nostri tecnici e dei nostri atleti va difesa a ogni costo, dobbiamo continuare a lavorare per l’eccellenza triestina, dando la possibilità ai nostri atleti di poter continuare a esprimersi al meglio delle loro possibilità, nella loro città e per la loro città”.

Ancora più diretto l’appello del presidente Omar Fanciullo: “Bravissimi i ragazzi, bravi i tecnici, un ottimo lavoro di squadra. Ora pretendo però l’attenzione degli investitori e delle amministrazioni pubbliche perché le pacche sulle spalle non ci bastano più, non continuate a dirci bravi, fate qualcosa per noi perché l’ennesima eccellenza triestina non debba cessare di esistere. Abbiamo raggiunto questi risultati mossi dalla passione, ma se le cose non cambiano saremo costretti a dire ai nostri atleti di legarsi a club di fuori regione ben più finanziariamente dotati e capaci di garantirgli un percorso di crescita migliore. Chi vuole che Trieste continui a essere la città più sportiva d’Italia, deve guardare a noi: l’atletica e i nostri atleti fanno la differenza nelle statistiche”.

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